Argentina. Tutte dittature, la dittatura.

Ogni anno, gli argentini si mobilitano per la Giornata della Memoria, Verità e Giustizia, ricordando i 30.000 scomparsi lasciati dalla dittatura di Jorge Rafael Videla. Foto: EFE

di Pablo Malizzia

Mi chiedo se valga la pena spiegare ai miei fratelli in America Latina gli orrori disumani che noi argentini abbiamo subito dal 24 marzo 1976. La verità è che non ne hanno bisogno: li hanno anche sperimentati, letteralmente, nella loro stessa carne. Perché i colpi di stato si sono proliferati come funghi nel nostro Sud America nei primi anni ’70, dando inizio alla loro scia di sangue a La Moneda. Erano dittature eseguite dalle stesse Forze Armate, dove il popolo subì le più sadiche irritazioni mai perpetrate contro un esercito nemico in una guerra formale. Aberrazioni commesse dall’apparato statale e in nome dello stato, contro lavoratori, donne, adolescenti e bambini.

Questi settori militari in ogni paese sono riusciti a istituire da soli regimi così potenti di terrorismo di stato? Oggi sappiamo che non è così. Un’architettura dell’orrore del genere aveva bisogno di complici per materializzarsi; coloro la cui partecipazione era sistematicamente nascosta: settori della Chiesa cattolica, la comunità imprenditoriale, i media e le oligarchie locali – e persino settori della politica – ricevettero una sorta di “amnistia per l’amnesia collettiva”, lasciando il settore militare come unico capro espiatorio che portava tutta la colpa.

Prendiamo il caso argentino: sebbene sia stato un traguardo senza precedenti imprigionare gli autori materiali di questi crimini contro l’umanità, non è meno vero che il fatto di non aver perseguito i loro complici civili in parallelo ci riporta alla stessa sofferenza di oggi. Cinquant’anni dopo, questi stessi settori sono tornati benedetti da un’aureola di innocenza per imporre, con metodi più sofisticati ma altrettanto sanguinosi, lo stesso piano economico che fu attuato, all’epoca, dalla branca civile della dittatura civica-militare-ecclesiastica.

Questa proliferazione simultanea di dittature è stata spontanea? Certo che no. Oggi sappiamo che ha risposto a un piano orchestrato lontano dal Cono Sud: il Piano Condor. Scoprimmo con orrore che questo apparato di morte e scomparsa fu eseguito per evitare un collasso finanziario e per sostenere il valore globale di certi “green paper”, il cui prezzo era in calo a causa della crisi petrolifera. Inventarono la “Dottrina della Sicurezza Nazionale”, la “Scuola delle Americhe” e il “Neoliberismo” da imposre con sangue e fuoco.

Voglio sottolineare questo punto per evidenziare la natura folle del concetto: tutte le nostre dittature, tutti i nostri morti, i nostri scomparsi; ogni tortura, ogni stupro; ogni bambino strappato dalle braccia della madre; Tutta quella sofferenza infinita è stata fatta per pochi dollari.

Ecco perché, quando parliamo di Memoria, Verità e Giustizia, dobbiamo guardare l’intero film e non solo un fotogramma. Coloro che hanno torturato e ucciso meritano condanna, ma anche gli uomini d’affari che si sono arricchiti sotto quei governi de facto, i media che hanno nascosto la verità e i giudici che hanno convalidato le atrocità devono essere processati. Un mezzo giudice non è giustizia.

Eppure: sarebbe sufficiente punire tutti coloro che sono responsabili di civili e militari per bandire le dittature? La risposta è ancora no.

Dietro i complici visibili si nasconde il vero “Padre Putatore” di tutte le dittature: l’imperialismo.

In questi tempi bui, vediamo ancora una volta imperi in declino che cercano di mantenere la loro supremazia con la forza, cercando – ancora una volta – di imporre una nuova dittatura. Ma in questo caso si tratta di una dittatura mondiale del capitale finanziario.

Di fronte a questo dilemma, l’umanità dovrà decidere: accettare di inginocchiarsi davanti a un sistema di accumulo destinato a divorare se stesso, oppure mettere un limite a chi mette il capitale sopra le persone e il profitto sopra la vita. Che il dolore degli eroici popoli latinoamericani serva, almeno, da esempio per fermare tanta follia. Imperialismo e democrazia sono concetti che non possono coesistere. Finché l’imperialismo esisterà nel mondo, non ci sarà pace. Né giustizia. Né libertà. Affinché il “Mai più” sia una realtà efficace, dobbiamo prima dire: “Imperialismo: Mai più”.

24/3/2026 https://www.telesurtv.net/opinion

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