Coalizione Epstein contro la Striscia di Gaza: giorno 889. Continua la guerra a bassa intensità, in violazione del cessate il fuoco. Forte calo degli aiuti umanitari a causa delle restrizioni ai valichi di frontiera

Gaza – InfoPal. La situazione nella Striscia di Gaza continua ad essere devastante, tra bombardamenti israeliani in un cessate il fuoco continuamente violato da parte del regime di Tel Aviv, e il Board of Peace, il processo di colonizzazione israelo-statunitense della Striscia prosegue impunemente.

Venerdì le forze di occupazione israeliane hanno continuato a violare l’accordo di cessate il fuoco a Gaza, effettuando nuovi attacchi aerei, bombardamenti di artiglieria e sparatorie in diverse aree a est della Striscia di Gaza.

Una fonte locale ha riferito che le forze israeliane hanno aperto il fuoco a est e a sud di Khan Yunis, parallelamente ad attacchi di artiglieria mirati alle stesse zone.

Anche navi della marina israeliana hanno sparato colpi di cannone e diversi proiettili in mare al largo di Khan Yunis, mentre aerei israeliani hanno lanciato un’incursione aerea a est della città.

Contemporaneamente, l’artiglieria israeliana ha bombardato aree a est della città di Gaza, in concomitanza con un altro attacco condotto da aerei da guerra.

Forte calo degli aiuti umanitari a Gaza a causa delle restrizioni ai valichi di frontiera.

Gli aiuti umanitari e alimentari alla Striscia di Gaza hanno subito un forte calo a causa delle continue restrizioni imposte da Israele ai valichi di frontiera, aggravando la crisi umanitaria che colpisce i palestinesi gazawi sopravvissuti e che vivono nelle tendopoli.

Il Direttore Generale dell’Ufficio Stampa del Governo di Gaza, il dott. Ismail Al-Thawabta, ha dichiarato che i valichi sono operativi solo in misura molto limitata nel periodo recente, indicando che ciò che è entrato a Gaza rappresenta solo una minima parte del fabbisogno effettivo.

Al-Thawabta ha spiegato, in dichiarazioni all’agenzia Anadolu, che la Striscia ha ricevuto solo 640 camion di aiuti umanitari su 6.000 previsti dagli accordi, ovvero una percentuale inferiore al 10% del fabbisogno reale.

Un modello di restrizioni ricorrente.

Ha aggiunto che questi dati riflettono un ampio divario tra il crescente bisogno umanitario nella Striscia e il volume di aiuti che Israele consente di far entrare, il che pone i settori vitali in una posizione di svantaggio rispetto alla fornitura di servizi essenziali alla popolazione.

Secondo i dati ufficiali, questi sviluppi si inseriscono in un quadro ricorrente di mancato rispetto degli accordi relativi alla facilitazione dell’ingresso degli aiuti a Gaza.

L’esercito israeliano continua inoltre a violare quotidianamente il cessate il fuoco, in vigore dal 10 ottobre 2025, con bombardamenti e sparatorie, che, dall’inizio della tregua fino a lunedì, hanno causato la morte di 648 palestinesi e il ferimento di altri 1.728, secondo fonti palestinesi.

Al-Thawabta ha sottolineato che i dati sui movimenti dei camion mostrano il crescente divario tra i bisogni reali e ciò che effettivamente arriva nella Striscia.

Ha affermato che finora sono entrati a Gaza solo 36.720 camion su 88.800 previsti, il che significa un tasso di consegna non superiore al 41%.

Questo calo indica la continua interruzione del flusso di rifornimenti umanitari e commerciali, inclusi generi alimentari e beni di prima necessità.

L’aggravarsi della crisi del carburante.

La crisi non si limita ai generi alimentari, ma si estende anche alle forniture energetiche, che rappresentano un’arteria vitale per il funzionamento delle infrastrutture essenziali nella Striscia.

Al-Thawabta ha spiegato che Gaza ha ricevuto solo 1.081 camion cisterna per il carburante su 7.400 previsti, ovvero un tasso non superiore al 14% del fabbisogno effettivo.

Ha aggiunto che l’ingresso di gas da cucina è tuttora completamente bloccato, causando una grave crisi che colpisce le famiglie e le attività di servizio.

Secondo Al-Thawabta, il calo dei flussi di rifornimenti ha colpito direttamente i mercati locali di Gaza, dove i mercati ortofrutticoli, di generi alimentari e di prodotti surgelati sono stati penalizzati dalla diminuzione delle quantità in arrivo nella Striscia.

La carenza di approvvigionamenti ha anche portato a un notevole aumento dei prezzi, in un momento in cui la popolazione soffre per il calo del potere d’acquisto e l’aumento dei tassi di povertà.

Allo stesso tempo, la carenza di carburante ha causato la sospensione o la riduzione delle attività in diversi settori vitali, in particolare quello idrico e igienico-sanitario, a causa dell’interruzione del funzionamento di alcune stazioni di pompaggio e trattamento.

Anche i comuni sono stati costretti a ridurre le operazioni di raccolta dei rifiuti e l’attività dei pozzi idrici a causa della carenza di carburante necessario per alimentare attrezzature e generatori.

L’impatto della crisi del carburante si estende al settore sanitario, poiché ospedali e strutture mediche a Gaza dipendono principalmente da generatori elettrici.

Al-Thawabta ha avvertito che le continue restrizioni all’ingresso di aiuti e beni di prima necessità minacciano la sicurezza alimentare di oltre 1,5 milioni di persone nella Striscia.

(Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).

Per i precedenti aggiornamenti:

Genocidio e pulizia etnica a Gaza

13/3/2026 https://www.infopal.it/

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