Colombia: gli archivi del potere, un debito con la verità

Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha decretato la declassificazione dei file DAS. Foto: EFE

di Alfonso Insuasty Rodríguez

La declassificazione dei file DAS apre una crepa nel muro dell’impunità che copre la violenza di stato in Colombia. Contengono indizi di spionaggio politico, legami con paramilitari e operazioni contro il Venezuela. La verità potrebbe scuotere le strutture del potere.

Il 17 ottobre 2025 il presidente Gustavo Petro ha ordinato ladeclassificazione degli archivi del defunto Dipartimento amministrativo di sicurezza (DAS), aprendo una crepa nel muro dell’impunità che copre decenni di persecuzione illegale, spionaggio politico, traffico di droga e il quadro del cosiddetto “cartello delle tre lettere”, dove convergono Stato, imprese e violenza.

In un atto pubblico, Petro ha offerto il perdono al Collettivo di avvocati José Alvear Restrepo (CAJAR), vittima di una persecuzione sistematica da parte dello Stato. Questo gesto è stato accompagnato dall’apertura di questi archivi, un atto che si traduce in un segno storico e in un campione tangibile di una Verità ancora da svelare.

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Il DAS: Centro di Spionaggio, Violenza e Traffico di Droga

Il DAS, creato come organo di sicurezza e intelligence, è stato sciolto nel 2011 dopo gli scandali delle intercettazioni illegali di magistrati, giornalisti e difensori dei diritti umani. Tuttavia, decenni prima ci sono già state accuse secondo cui questa istituzione operava come una struttura di potere parallela.

L’ex capo della tecnologia dell’informazione del DAS, Rafael García, ha detto che all’interno dell’agenzia si è formata una rete di traffico di droga e riciclaggio di dollari, chiamata “il cartello delle tre lettere”.

Secondo la sua testimonianza, gruppi di narcotrafficanti e paramilitari del Blocco Nord e del Fronte Wayúu, ad esempio, hanno beneficiato di sostegno istituzionale, tra gli altri atti criminali su larga scala.

Nel 2003-2004, il DAS, in coordinamento con Aerocivil e DIAN, ha facilitato l’introduzione di quasi 100 milioni di dollari nel traffico di droga, attraverso corrieri umani e strutture di trasporto aereo. Il Venezuela aveva già accusato il DAS di essere un’istituzione dello Stato colombiano che funzionava come un “importante cartello della droga“.

Questi file potrebbero far luce su eventi emblematici della violenza di stato.

Piedad Córdoba fue secuestrada y sistemáticamente perseguida, como hoy queda claro en la sentencia que condena a Jorge Noguera, exdirector del DAS por este delito.

El exjefe paramilitar Salvatore Mancuso declaró que el DAS tenía listados de “objetivos de alto valor” y entregaba información para acosar y asesinar líderes sociales; señaló que el expresidente Gustavo Petro estuvo entre ellos.

Asimismo, el asesinato del periodista Jaime Garzón (1999) y el sector de las personas defensoras de derechos humanos fueron blanco de seguimientos, interceptaciones y violencia, donde el DAS participó como aparato de inteligencia ilegal.

Estado, narcotráfico y paramilitarismo: una trama de poder

Esta apertura documental revelaría por ejemplo, que el conflicto colombiano no fue sólo entre guerrillas y Estado, sino que estuvo atravesado por una alianza entre sectores estatales, élites política y empresariales, así como grupos narco-paramilitares. La estrategia de “seguridad democrática” impulsada en los años 2000 se combinó con despojo territorial, muerte de liderazgos sociales y control empresarial, acciones articuladas por organismos como el DAS.

Las rutas del narcotráfico, según el exdirector de informática del DAS, partían de Colombia hacia Venezuela, México y EEUU, con la complicidad de altos funcionarios del DAS y alianzas con el cartel de los Beltrán Leyva.

Estas redes implicaban financiación de paramilitares, control territorial de cultivos ilícitos y protección de intereses empresariales extractivos.

El papel de Estados Unidos: la sombra detrás del DAS

El rol de la Drug Enforcement Administration (DEA) ha sido señalado como pieza clave en este entramado de poder y violencia. Oficialmente aliada del Estado colombiano contra el narcotráfico, hay denuncias de que la DEA y otros servicios estadounidenses conocieron —o incluso colaboraron con— redes de inteligencia del DAS que ejecutaron operaciones ilegales de espionaje, persecución política y asesinato.

Una de las revelaciones más graves apunta a planes gestados desde el DAS para asesinar, en su momento, al presidente venezolano Hugo Chávez y desestabilizar a Venezuela.

El silencio de Washington ante estas denuncias del “cartel de las tres letras”, la red del DAS que mezclaba narcotráfico, inteligencia y corrupción institucional, refuerza la sospecha de una protección internacional que favoreció la impunidad.

Il decreto del presidente Gustavo Petro di declassificare gli archivi del DAS rappresenta un passo storico, ma lo sblocco degli archivi non basta, è necessario un audit forense internazionale per custodire, sistematizzare e contrastare le informazioni, tracciare le catene di comando statali, imprenditoriali e paramilitari e garantire l’accesso alla verità alle vittime.

La Giurisdizione Speciale per la Pace (JEP) ha riferito nel dicembre 2024 che la collezione di documenti DAS copre più di 57.544 unità di conservazione, equivalenti a 14.364 metri lineari di documenti, avvertendo che l’entità richiede meccanismi di accesso urgenti.

Sfide strutturali

Senza profonde riforme nei sistemi di intelligence, giustizia e controllo civile, questa apertura potrebbe rimanere un semplice gesto simbolico. Saranno indagati gli alti comandi del DAS, i presidenti, i ministri, gli uomini d’affari che hanno finanziato i paramilitari? Il ruolo della DEA sarà rivelato? La scomparsa della DAS sarà spiegata come parte di una strategia istituzionale di copertura?

La decisione presidenziale apre una nuova finestra centrale sul nesso tra Stato, narcotraffico e repressione politica. Ma il loro vero significato dipenderà dal fatto che questi archivi consentano di processare i responsabili, di riconoscere le vittime e, soprattutto, di riformare lo Stato; contribuendo a una verità che è ancora in sospeso in Colombia.

Se così non fosse, la declassificazione sarebbe solo un’altra cortina fumogena, l’ennesimo pezzo di una farsa storica che lascia la Colombia come una democrazia catturata dall’alleanza tra criminalità-imprese-Stato. Solo la piena verità sarà in grado di spezzare il ciclo che sottomette il paese a una costante oscillazione perpetua del pendolo tra la barbarie e il miraggio di una pace senza trasferimento.

24/10/2025 https://www.telesurtv.net/

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