L’Europa e la sua sottomissione agli Stati Uniti
di Pablo Jofre Leal
Il continente europeo, in modo maggioritario, sia quelli che compongono la cosiddetta Unione Europea sia quelli che non fanno parte di quel conglomerato di paesi, ma della sua espressione militare come l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) ha mostrato la sua assoluta genuflessione, come mai prima d’ora nei suoi decenni di esistenza, di fronte all’amministrazione di Donald Trump e alla sua politica egemonica.
Un’Europa senza sovranità che espone il collo per essere sgozzata, ancora e ancora, nella sua dignità. Un continente in ginocchio che esaudisce il desiderio di Trump che una parte del mondo gli baci il sedere, proprio come ha sostenuto quando ha iniziato le sue minacce e il ricatto degli aumenti dei dazi. L’Europa è stata umiliata sul campo da golf di Donald Trump in Scozia, nella città di Turnberry. Lì era rappresentata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che di fronte alla versione del Re Sole del 21° secolo, ha semplicemente baciato lo stivale sporco di chi li affronta.

L’Europa è stata stuprata sul suo stesso terreno e con un sorriso da parte della già citata von Der Leyen che ha assunto la deflorazione politica di questo continente che dice sì, in modo compiacente a tutto ciò che il suo “papà” ordina con enorme paura quando il biondo miliardario si dedica a minacciare il mondo con aumenti dei dazi.
A ciò si aggiunge la pressione sulla Danimarca perché la Groenlandia passi nelle mani degli Stati Uniti, perché la NATO e l’Europa aumentino il PIL destinato alla guerra con cifre multimilionarie (1) che logicamente proverranno dalle pensioni dei lavoratori europei, dai suoi settori della sanità, dell’istruzione e del sociale nei bilanci generali. È il costo di essere un membro cerbiatto degli Stati Uniti. È l’Europa il cortile di casa del potere egemonico e arrogante degli Stati Uniti.
La stragrande maggioranza dei Paesi europei dovrà anche pagare il conto della guerra in Ucraina come decretato da Trump. Da febbraio 2022 ad oggi, i contributi in sostegno militare e finanziario al regime di Zelensky superano i 450 miliardi di dollari e continueranno a salire. Inoltre, questa Europa vassalla dovrà aumentare la percentuale di denaro stanziata per pagare il gas e il petrolio a prezzi quattro volte superiori a quelli che ha pagato alla Russia. Le grandi multinazionali degli armamenti e dell’energia degli Stati Uniti ne sono i grandi beneficiari. È la versione Monroe del 21° secolo “L’Europa per gli americani”
L’Europa ha capitolato incondizionatamente, con una condotta di indecenza che la mostra in tutta la sua estensione: un continente vassallo, codardo, ignominioso, docile al suo protettore politico. Siamo in presenza di ciò che sostengo costantemente, quando le mie critiche alla paralisi dei governi europei influenzano a catalizzare ulteriormente il genocidio perpetrato dal suo partner israeliano contro il popolo palestinese. Quanto sopra rappresenta l’espressione più visibile di questi governi incapaci di sfuggire alle pressioni e ai ricatti della società criminale composta dagli Stati Uniti e dal regime sionista.
I messaggi europei riguardanti l’indiscutibile denuncia del genocidio perpetrato dal regime ebraico sionista israeliano sono sempre contraddittori. È il caso della Gran Bretagna, che si dice disposta a riconoscere lo Stato palestinese se Israele non si muove verso un cessate il fuoco (2) nascondendo la questione di fondo, che è la richiesta e l’adozione di misure per porre fine al genocidio e alla politica di occupazione e colonizzazione portata avanti dal suo partner sionista. C’è anche il caso della Francia, che sostiene anch’essa che, a settembre, in seno all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riconoscerà la Palestina. Una decisione presa molti anni fa da 148 Paesi nel mondo e che in Europa ha il volto di negare i crimini commessi contro la Palestina dal 1948. Spagna, Irlanda e Norvegia hanno compiuto questo passo nel 2024. Un fatto positivo, senza dubbio, ma insufficiente a fermare le violazioni dei diritti umani del popolo palestinese commesse, con l’appoggio americano e tedesco, principalmente, dal regime sionista.
Nell’ambito della Conferenza di Alto Livello per la Risoluzione Pacifica della Questione Palestinese e l’Attuazione della Soluzione dei Due Stati, tenutasi lunedì 28 luglio presso la sede delle Nazioni Unite a New York, il Ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha indicato che “altri Paesi si stanno unendo al riconoscimento della Palestina come Stato sovrano. Israele è sempre più isolato e più solo, siamo in molti a riconoscerlo e a settembre arriveremo a sei o sette” (3) parole che richiedono fatti pratici e una di queste è che i governi si uniscano in materia di attuazione, applicazione della Carta delle Nazioni Unite nel suo capitolo VII e punizione dell’entità criminale nazista (4).
No confío en Europa, su freno permanente a tomar medidas para ayudar al cese de los asesinatos, del genocidio del pueblo palestino por parte del régimen nazisionista israelí, resulta inaceptable. Más aún cuando hoy, personajes como Josep Borrell, quien tardíamente sostiene, en una columna de opinión en el Diario El País publicada el día 1 de agosto titulada ¡Dejemos de ser cómplices del genocidio en Gaza! que la Unión Europea debe tomar ya la decisión de sancionar a Israel por sus múltiples violaciones en la Franja, del derecho internacional y que “para todos aquellos que tienen oídos para oír y ojos para ver, ya no hay lugar a dudas: lo que está cometiendo actualmente el Gobierno israelí en Gaza es un genocidio, al masacrar y matar de hambre a la población civil tras haber destruido sistemáticamente todas sus infraestructuras. Y son graves, masivas y repetidas violaciones del derecho internacional y del derecho internacional humanitario las que cometen cada día los colonos y el ejército israelí en Cisjordania y en Jerusalén Este”

Borrel amplia questa idea, che non ha mai espresso come Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera, che “coloro che non agiscono per porre fine a questo genocidio e a queste violazioni del diritto internazionale, pur avendo la possibilità di farlo, diventano complici. Questo è, purtroppo, il caso degli attuali leader dell’Unione Europea e di quelli dei suoi Stati membri che si rifiutano di sanzionare Israele nonostante il fatto che l’Unione Europea abbia l’obbligo legale di farlo”. Borrell e la sua crisi di coscienza arrivano in ritardo. E’ stato anche complice del più brutale genocidio nella storia dell’umanità negli ultimi 80 anni.
In un precedente articolo in cui ho dato conto di questa condotta grottesca e poco dignitosa dell’Euroepa, ho sottolineato che le autorità politiche e militari dell’UE e della NATO (che ha più membri della comunità europea) non hanno la capacità di creare e portare avanti un’agenda politica a lungo termine basata sugli interessi europei. Tutto è in linea con quanto stabilito da Washington in urgente comunanza con i gruppi di pressione sionisti con sede negli Stati Uniti e la troika europea composta da Francia, Gran Bretagna e Germania” (5).
Sto parlando di uno sterile progetto europeo per raggiungere la sua autodeterminazione e una sovranità perduta dopo l’egida di Washington. Una potenza egemonica nei suoi vertici politici, militari, ideologici, insieme a gruppi di pressione come il complesso militare-industriale e la lobby sionista, insieme al mondo dei media, con indubbia influenza sulla narrativa della dominazione americana e sostegno a narrazioni e azioni criminali come quella israeliana. Ha sottolineato che è la suddetta lobby sionista che stabilisce il corso di quella che dovrebbe essere la politica estera dell’Occidente nell’area dell’Asia occidentale, che implica, in sostanza, il sostegno politico, militare, diplomatico e finanziario al regime nazional-sionista ebraico israeliano.
In generale, il comportamento genuflessivo nei confronti degli Stati Uniti e il freno permanente all’istituzione di un qualche tipo di misure che dimostrino una certa indipendenza dalle amministrazioni di quel paese nel continente americano, è stato costituito da quell’Europa i cui politici, le classi dirigenti, in generale, sono diventati “una macchia vergognosa per tutti i 450 milioni di persone che compongono l’Europa delle tre S (servile, sottomesso e sottomesso), e dove la subordinazione agli interessi degli Stati Uniti è direttamente dannosa per gli interessi nazionali di ciascuno dei suoi membri.
Oggi quell’Europa ha negoziato, inginocchiandosi a terra, la questione dei dazi con Trump, che le ha concesso briciole di ripensamenti. Che Trump non causi disagio, freno o rossore per violare i principi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio che richiede al resto del pianeta e significhi un duro colpo alla competitività industriale per il suo cortile. Da parte mia, esprimo l’auspicio che le società europee abbiano qualcosa da dire che cambi questa infame rotta: saranno in grado di difendere i diritti acquisiti e di esigere quelli che gli sono stati negati?
I popoli d’Europa devono ricordare e punire coloro che si sono arresi senza nemmeno un minimo di battaglia contro le decisioni di Trump. Il primo ministro britannico Keir Starmer. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz. La già citata Ursula von der Leyen. Il segretario generale della NATO Mark Rutte, lo stesso che chiama Trump il suo papà, sarà ricordato come lo zio Tom d’Europa.
Articolo pubblicato su HispanTV.
1.- Come concordato, il 3,5% del PIL sarà destinato alla “Hard Defence”, che comprende armamenti, truppe e dispiegamento operativo, mentre l’1,5% sarà destinato agli investimenti correlati, come le infrastrutture logistiche, la mobilità militare e la cybersecurity. La spesa media, fino al momento dell’imposizione di Trump, era di circa il 2,7% con alcuni membri sostanzialmente superiori al target, come la Polonia (4,1%), l’Estonia (3,4%), gli Stati Uniti (3,4%) o la Grecia (3,1%). https://www.france24.com/es/programas/econom%C3%ADa/20250624-otan-pacta-elevar-gasto-en-defensa-al-5-del-pib-para-2035
2.- https://www.hispantv.com/noticias/el-reino-unido/618862/crece-apoyo-internacional-reconocimiento-palestino
3.- https://www.hispantv.com/noticias/espana/618782/tomamos-medidas-punitivas-israel-crimenes-gaza
4.- Carta delle Nazioni Unite, Capitolo VII: Azione in caso di minacce alla pace, violazione della pace o atti di aggressione. https://www.un.org/es/about-us/un-charter/chapter-7
5.- https://www.hispantv.com/noticias/opinion/607167/europa-tres-servil-sumisa-sometida
5/8/2025 https://www.telesurtv.net/










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