Molise: difendi la sanità pubblica? Ti sospendiamo dal servizio!

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Esprimo la più totale SOLIDARIETÀ di RIFONDAZIONE COMUNISTA al Dott. Lucio Pastore, medico del Pronto Soccorso dell’Ospedale F. Veneziale di Isernia ed esponente del Forum per la Difesa della Sanità Pubblica di Qualità, sottoposto a provvedimento disciplinare di sospensione dal servizio, per aver denunciato la privatizzazione in atto della Sanità molisana.

Chiediamo l’ immediata revoca del provvedimento di sospensione dal lavoro del Dott. Lucio Pastore,  cui viene contestato di aver espresso una opinione, da noi condivisa, di denuncia dell’attacco sfrenato operato dai vertici dell’ Asrem Molise  alla Sanità Pubblica, denunciando, in particolare, l’operato del Presidente della Regione, Paolo Di Laura Frattura, che ormai si accinge al completo smantellamento degli ospedali pubblici.

In particolare, denunciamo il carattere anticostituzionale e arbitrario del Regolamento ASREM per i dipendenti, come peraltro già sta avvenendo in altre ASL, che punisce la libertà di opinione dei dipendenti, facendo finta di tutelare la reputazione dell’azienda pubblica.

Si tratta di una logica assurda: proprio trasparenza e partecipazione sono fondamentali per garantire il buon funzionamento del servizio sanitario.

Un’azienda sanitaria deve garantire il diritto dei cittadini alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione e gli operatori che denunciano scelte sbagliate o espongono problematiche fanno il proprio dovere di cittadini responsabili

La verità è che in Molise la privatizzazione della Sanità interessa, ormai, il 41% dei posti letto ospedalieri, e molteplici attività ambulatoriali. Ciò costringe i cittadini a rivolgersi alle strutture private convenzionate, mentre i Pronto Soccorso, in carenza di posti letto, sono costantemente intasati e le liste di attesa per i pazienti si allungano in modo esponenziale, costringendo molte cittadine e molti cittadini alla rinuncia a qualsiasi tipo di assistenza sanitaria e si concretizza, nei fatti, con il favorire  il  vicino nosocomio privato della “Neuromed” ed altre strutture simili .

Il PD da un lato privatizza e dall’altro vuole costringere al silenzio chi si oppone a questa politica di smantellamento della sanità pubblica.

E’ ora di costruire una campagna nazionale di difesa di operatori sanitari, medici e paramedici, che con il loro impegno e le loro denunce, lavorano per una sanità pubblica di qualità che garantisca il diritto costituzionale alla salute ed a tutela della libertà di opinione, riservandosi di impugnare in tutte le sedi regolamenti incostituzionali, come quello che ha permesso la arbitraria sospensione del dott. Pastore.

Anche questo è un terreno concreto di impegno per l’attuazione della Costituzione su cui costruire a livello nazionale e nei territori il massimo coinvolgimento unitario.

La Costituzione non può fermarsi davanti alle porte degli Ospedali.

Maurizio Acerbo

segretario nazionale PRC-Se

1/5/2017 www.rifondazione.it

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PUBBLICHIAMO IL POST INCRIMINATO DEL DOTT.PASTORE:

Poiché è nota l’azione disciplinare avviata nei miei confronti, ritengo giusto riportare il post da cui è stato estratto l’articolo incriminato. Tutti devono farsi un’idea di quali gravi infrazioni ho commesso

Lucio Pastore

29 dicembre 2016 ·

La sanità molisana è al collasso. Gli ultimi episodi sono solo la punta di un iceberg. Aumentano le liste di attesa, l’intasamento dei pronto soccorsi ed i costi per i pazienti.
La gestione familistico-clientelare, che ha portato al moltiplicarsi di strutture inutili per soddisfarele esigenze di parenti ed amici, senza alcuna reale necessità per la popolazione, e gli accreditamenti privati pletorici, fatti sempre in ottica clientelare per spostare fondi pubblici per profitti privati, hanno determinato una decadenza del sistema.
Ancora non si comprende se sia vera la cifra di 117 milioni di euro, come scritto nella delibera 63, per prestazioni da privato acquistate dalla regione molise, o sia vera la cifra di 170-165 milioni di euro, sempre per le stesse prestazioni, come scritto nel POS. Questo dato non è irrilevante perché nel primo caso avremmo un avanzo di bilancio e non saremmo in piano di rientro, nel secondo caso saremmo in deficit di bilancio ed in piano di rientro con tutti gli aggravi su tasse, accise e tickets.
Ma dato ancora più strano viene dal confronto con un’altra regione in piano di rientro, la Calabria. Questa regione ha stabilito un budget di circa 200 milioni per acquistare servizi da privati. Poiché il fondo sanitario calabrese è di circa 4 milardi si tratta del 5% del fondo. Quello molisano, in rapporto alle cifre considerate varia dal 20 a quasi il 30% del fondo sanitario regionale.
Inoltre, il 40% dei posti letto sono stati ceduti ai privati che li utilizzano in gran parte per utenze extraregionali. In pratica ci comportiamo come se avessimo un eccesso di posti letto in rapporto ai bisogni. Ma non essendo vero, la cessione dei posti letto provoca liste di attesa infinite ed intasamento dei pronto soccorsi.
In questo marasma generale diminuisce costantemente la funzionalità del sistema e si sta per arrivare ad un vero e proprio collasso.
La classe dirigente e politica appare del tutto inadeguata a dare una risposta a questa crisi, come è evidente da tempo.
Per uscire da questo disastro ci vorrebbe una soluzione nuova. Vista la incapacità della classe politica, la soluzione potrebbe essere di chiedere ad una organizzazione come Emergency di gestire i quasi 600 milioni del fondo molisano per riorganizzare il servizio sanitario regionale mettendo al centro le esigenze dei cittadini. La storia di Emergency non lascia dubbi sulle caratteristiche etiche.
Bisognerebbe valutare se Emergency sarebbe disposta ad impegnarsi in questa nuova avventura, nella speranza che non venga trascinata anch’essa nella palude.

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