PREVENIRE MORTI ED EVENTI ACUTI GRAVI IN AGRCOLTURA E INTUTTI I COMPARTI LAVORATIVI

Entro il 28 maggio 2026 : qualche rimedio in campo?

Ad ogni evento stragistico o all’anniversario dell’evento (ultimo quello di Casteldaccia) ed ogni
omicidio sul lavoro assistiamo alla solita retorica del “giorno dopo” e alle solite frasi fatte ormai
ridotte a rituali (non è giusto andare al lavoro la mattina e non tornare a casa la sera…)

Basta con le frasi di circostanza e le lacrime del giorno dopo.

Da Bertinoro alcuni anni fa abbiamo lanciato una “carta” che proponeva una strategia concreta per
la prevenzione; la “carta di Bertinoro” inviata a decine di sindaci ma anche alla associazione dei
comuni che si chiama ANCI non ha indotto nessun cenno di attenzione in ambito istituzionale;

oggi prendiamo atto di un finanziamento gestito da Inail per interventi finalizzata alla sicurezza dei
mezzi agricoli (sensori di ostacolo, sensori di pendenza, barriere protettive antiribaltamento, ecc.);
si potrebbe dire che “qualcosa si muove” ma in verità occorre fare di più e meglio; certamente di
alcune tecnologie beneficerebbero tutti i comparti lavorativi : pensiamo all’omicidio
stradale/lavorativo di Viola Mazzotti a Bologna nel 2025o alla morte dell’operaio Paolo Musolesi
(dipendente Hera) sotto il ponte di via Zanardi a Bologna(2020)
;

per quello che pensiamo dell’Inail si poteva ipotizzare di tacere piuttosto che propagandare una
iniziativa di questo ente di cui dal 1999 chiediamo lo scioglimento o la riforma radicale (con
passaggio di competenze alle UUSSLL) ma non siamo per la linea del “tanto peggio tanto meglio”

poiché non siamo per la strategia del “tanto peggio, tanto meglio” il bando Inail lo dobbiamo
considerare “qualcosa” rispetto al silenzio totale sul tema della prevenzione in agricoltura(e in tutti
gli altri comparti)che ha connotato da decenni le “non politiche” istituzionali e se il “qualcosa” può
salvare al vita a “qualcuno” sarebbe disdicevole che questi fondi, come spesso accade, finissero
persino non utilizzati; veniamo dunque alle questioni:

  • I finanziamenti ammontano a 10 milioni di euro; da dove provengono? finanziamento ad
    hoc del governo e prelievo “in casa” dal mitico “tesoretto” Inail ? qui casca il primo
    asino, per così dire: sono soldi accumulati in quanto negati ai lavoratori ai loro familiari
    e alle vedove ?
  • 10 milioni sono sufficienti per bonificare i rischi di eventi mortali in agricoltura ? è ovvio
    che no; e allora ci si chiede: perché 10 milioni per la prevenzione in agricoltura e 80
    milioni a Fincantieri ?
  • A Fincantieri come è noto il governo intende elargire 80 milioni di euro per un buco di
    bilancio determinato dall’aver dovuto risarcire (in maniera certamente peraltro non
    esaustiva) alcune delle vittime dell’amianto ma, per la precisione, vittime della
    “esposizione indebita ad amianto”
  • Non sarebbe ragionevole destinare quegli ottanta milioni ai lavoratori che hanno subìto
    malattie professionali peraltro causare da omissione, a volte colposa ma spesso dolosa, di
    misure di prevenzione ?
  • La domanda sarebbe retorica se non fosse che : esiste un ceto politico “ragionevole” ?
    questo lo diciamo per il governo ma la “opposizione” (esiste) ha fatto abbastanza
    opposizione sul provvedimento pro Fincantieri ?
    Quali sono le nostre proposte per la prevenzione in agricoltura:
    1) La Carta di Bertinoro elaborata a conclusione di un seminario tenutosi presso il circolo La
    rimbomba è del tutto attuale; abbiamo focalizzato il tema perché , nel quadro generale
    disastroso della prevenzione dei luoghi d lavoro in Italia e nel mondo (recente strage
    operaia anche in Cina) abbiamo individuato il comparto come particolarmente a rischio
    anche perché poco raggiungibile dalle attività ordinarie di vigilanza; le attività di vigilanza
    sono complessivamente lacunose ma nel comparto agricolo diventano per varie ragioni
    aleatorie o inesistenti
    2) Per questo la carta di Bertinoro ha individuato nei sindaci un soggetto che potrebbe e
    dovrebbe intervenire; come?
    3) Con una ordinanza che stimoli il censimento dei mezzi usato in agricoltura al fine di
    disegnare, in cooperazione ovviamente con la Usl locale, una mappa del rischio a fini di
    prevenzione
    4) la ordinanza del sindaco deve includere la istituzione di un servizio di consulenza tecnica
    gratuita per la valutazione del rischio
    5) altro che 10 milioni e altro che copertura dell’ottanta per cento dei costi di bonifica: la
    bonifica deve essere finanziata per intero e la disponibilità dei fondi deve essere
    coerente con i riscontri della mappa del rischio (esaustiva) che prima abbiamo citato
    6) le modalità di accesso al finanziamento devono essere semplificate: oggi per un
    agricoltore ottantenne che conduce un trattore a rischio accedere al finanziamento è
    cosa molto difficile (questo non lo diciamo noi per “parlare male dell’Inail”, ne sono
    convinti gli stessi funzionari Inail anche se magari non fanno sul tema dichiarazioni
    pubbliche)
    7) i finanziamenti di cui parliamo non li ipotizziamo per le grandi aziende agricole nelle quali
    le relazioni lavorative sono regolamentate dal decreto 81/2008 (in questo caso le
    bonifiche del rischio sono obbligatorie), li ipotizziamo per il lavoro isolato dei piccoli
    coltivatori autonomi, dei nostri anziani, quei nostri “nonni” che a centinaia sono morti
    ogni anno ( sono morti ovviamente anche moltissimi lavoratori “giovani”) per coltivare
    un piccolo pezzo di terra e, quasi sempre, per cercare di integrare pensioni di fame
    indegne di un paese civile.

Ogni anno nel comparto agricolo ci sono diverse centinaia di morti; si tratta quasi sempre di
persone molto anziane, MORTI SUL LAVORO A TUTTI GLI EFFETTI, col rischio aggiuntivo della età
avanzata, del “lavoro isolato”; non a caso a Bertinoro abbiamo parlato di meccanismi di
sorveglianza “uomo a terra” visto che è spesso accaduto che il povero anziano rimane
schiacciato da un trattore e rimane in agonia per ore prima dell’arrivo dei soccorsi che lo
rinvengono già morto.

Usando la testa, le risorse economiche adeguate, il sostegno tecnico-professionale adeguato
POSSIAMO AZZERARE LA MORTALITA’ E GLI EVENTI ACUTI GRAVI

FUORI DA QUESTA PRASSI CI SONO: LE FRASI DI CIRCOSTANZA, LE LACRIME DI COCCODRILLO, I
COMMENTI DEL GIORNO DOPO ( ERA UN GRANDE LAVORATORE.. LASCIA UN VUOTO NELLA
COMUNITA’…ERA BENVOLUTO DA TUTTI…) INTANTO IL “NONNO” o IL LAVORATORE GIOVANE VA
AL CIMITERO DOPO, SPESSO, STRAZIANTE AGONIA

IL BANDO SCADE IL 28 MAGGIO 2026: FACCIAMO LE DOMANDE,
ESIGIAMO CHE LE ISTANZE VENGANO FINANZIATE TUTTE E FINANZIATE
AL 100%, CHE LE DOMANDE POSSANO ESSERE FORMULATE IN MANIERA
SEMPLICE E ACCESSIBILE A TUTTI.

Vito Totire, medico del lavoro, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO via Polese 30 40122
Bologna
Bologna, 9.5.2026
Allegati:

  • la Carta di Bertinoro

Visualizza anteprima allegato LAVORO IN AGRICOLTURA E “LAVORO ISOLATO FERMIAMO LA STRAGE. (1).pdfVisualizza anteprima allegato LAVORO IN AGRICOLTURA E “LAVORO ISOLATO FERMIAMO LA STRAGE. (1).pdfLAVORO IN AGRICOLTURA E “LAVORO ISOLATO FERMIAMO LA STRAGE. (1).pdf155 KB

  • targa commemorativa: la strage parte da lontano
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