SANITA’, AFT E EDILIZIA: GLI ANNUNCI NASCONDONO PROBLEMI DI PROGRAMMMAZIONE, ORGANIZZATIVI E FINANZIAMENTO
COMUNICATO STAMPA
“I recenti annunci dei vertici della sanità piemontese in merito alle AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) e all’edilizia sanitaria – ha dichiarato il segretario piemontese del PRC-SE Alberto Deambrogio– nascondono, sotto la solita veste mirabolante, alcuni rilevanti problemi in grado di inficiarne profondamente l’efficacia”.
“Iniziamo dalle AFT da lungo tempo attese. Nelle intenzioni dell’assessore Riboldi dovrebbero risolvere il problema della continuità di assistenza medica di base sui territori. La notizia diffusa urbi et orbi parla di un intervento attivo dalle 8 alle 20 di un medico per le esigenze urgenti. In realtà l’apertura h12 è diventata una rintracciabilità dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 19 dal lunedì al venerdì solo per le prestazioni indifferibili. Per le prestazioni ordinarie bisogna aspettare gli orari del proprio medico. Occorre pensare a situazioni come quelle di tante aree interne della nostra regione, in cui chi chiamerà potrà sentirsi dirottato presso ambulatori distanti e per di più con una difficoltà enorme nella relazione con il medico contattato, che non avendo conoscenza diretta non potrà neanche accedere a cartella clinica attraverso un sistema condiviso. Nel nuovo schema regionale non vi è più traccia delle Unità Complesse di Cure Primarie (UCCP), che avrebbero dovuto assicurare attività ambulatoriali, domiciliari, di assistenza infermieristica, specialistica e di supporto. Ancora una volta, dunque, non si scioglie positivamente il nodo tra ospedale e territorio, mentre continua a essere privo di una vera organizzazione, con qualcuno che dica a qualcun altro quello che deve fare, l’insieme dei medici di base, che risultano essere pochi rispetto alle esigenze; i distretti languono in una crisi profonda”.
“Passando all’edilizia sanitaria c’è da registrare un piano ambiziosissimo che dovrebbe portare a realizzare nuovi ospedali, case e ospedali di comunità, rigenerazioni, con il coinvolgimento del Politecnico di Torino. Se da quest’ultimo punto di vista può essere positiva la richiesta di collaborazione, non si capisce attraverso quale criterio dovrebbero essere spesi fondi di origine europea ad esempio nella logica dell’efficientamento energetico. Senza una idea di rete ospedaliera, che chi amministra la Regione non ha, si rischia in modo serio di spendere inutilmente danari per strutture che andrebbero superate. Per finanziare quello che, per citare Jovanotti, si prospetta come il più grande spettacolo dopo il Big Bang, Cirio e Riboldi parlano di 4,5 miliardi a disposizione. Già, ma per una Regione con centinaia di milioni di disavanzo, chi sta mettendo ad esempio in conto le cifre da rimborsare all’INAIL quando questa chiederà conto? E’ dall’epoca COVID che l’INAIL è tirata in ballo per risolvere problemi, ma mai nessuno si è peritato di vedere quante realizzazioni ha al suo attivo”.
“Questa tendenza ‘rialzista’, tesa a gonfiare il corso delle azioni politiche del centro destra– ha concluso Deambrogio – va contrastata a fondo. Per farlo occorre intanto non avallare comportamenti fiduciosi o sedicenti responsabili, come capita di vedere anche da parte di soggetti politici e istituzionali. Si tratta di mettere sotto pressione una visione e una pratica dannose per la salute di tutte e tutti, nessuno si salva investendo da solo sulle false promesse di chi guida la Regione”.
11 aprile 2025

Partito della Rifondazione Comunista
Comitato regionale del Piemonte e Valle d’Aosta”










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