Sanità Piemonte, un sistema ormai al collasso

Basta con i soliti annunci i cittadini esigono più rispetto

L’ennesimo comunicato dell’Assessore “sindaco alla sanità” Riboldi recita, come al solito, il copione di una politica sanitaria che preferisce la narrazione alla realtà, spacciando per successi quelli che, a guardare bene, sembrano i proverbiali “piedi d’argilla” di un sistema ormai al collasso.

Ecco i punti critici di questa “operazione rassicurazione” che sanno di già visto:

L’illusione delle “strutture temporanee”: definire “operatività” l’apertura di container o soluzioni tampone per l’Ospedale di Comunità di Casale e Valenza è un insulto ai cittadini. Inaugurare pareti provvisorie solo per appuntarsi una medaglia sul petto e rispettare formalmente le scadenze PNRR non significa fornire salute, ma gestire una burocrazia di facciata. Le soluzioni temporanee in Italia hanno la brutta abitudine di diventare definitive, lasciando i servizi in un limbo di precarietà strutturale.

Cronoprogrammi creativi: Riboldi parla di lavori “in linea con gli obiettivi” grazie a un aggiornamento che “anticipa le pianificazioni”. È la solita magia dei numeri: si spostano le scadenze sulla carta per poter dire di essere in anticipo, mentre i cantieri reali mostrano una realtà ben diversa fatta di presa in consegna anticipata (ovvero: apriremo anche se non è tutto pronto). Un modo elegante per dire che i collaudi saranno una corsa contro il tempo.

Il paradosso dei “gettonisti”: L’Assessore annuncia solennemente il superamento della “medicina a gettone” proprio mentre il suo Governo, a livello centrale, firma proroghe e provvedimenti che ne stabilizzano l’uso. Promettere un piano di inserimento del personale senza risorse certe e con i concorsi che vanno deserti è pura retorica politicista. Senza medici e infermieri assunti stabilmente, le Case di Comunità resteranno scatole vuote, cattedrali nel deserto con la targa nuova ma i corridoi deserti.

Dalla digitalizzazione ai disastri reali: Il richiamo ai benefici della digitalizzazione fa sorridere (amaro) se si pensa al fallimento del Nuovo CUP Regionale, annunciato come la rivoluzione delle prenotazioni e trasformatosi in un calvario per utenti e operatori. Se i presupposti dell’assistenza territoriale sono gli stessi del CUP, i cittadini della provincia di Alessandria hanno ben poco da stare sereni.

In sintesi, quello di Riboldi è il solito annuncio mirabolante che cerca di silenziare le denunce sindacali della Fp Cgil Alessandria come pure quelle della politica con una raffica di presunte date, non in ultimo le dichiarazioni di Alberto Deambrogio del PRC che denuncia con forza le nostre stesse criticità a partire dalle liste d’attesa, peccato che la salute caro assessore non si faccia solo con i comunicati stampa, ma con ospedali e servizi veri, personale strutturato e servizi che funzionano oltre la data dell’inaugurazione. I cittadini esigono più rispetto e una maggiore considerazione delle proprie esigenze.

Vincenzo Costantino

Segreteria FP CGIL AL

Funzionario con Delega Sanità Pubblica

24/2/2026

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