Sanità piemontese e referendum del Comitato per il diritto alla salute
Comunicato Stampa
Referendum contro la privatizzazione della sanità in Piemonte: lo sosteniamo per allargare la lotta contro chi vuole la distruzione del sistema salute pubblico
La proposta di un referendum regionale sulla sanità del Piemonte – dicono Alberto Deambrogio, segretario regionale PRC piemontese e Franco Cilenti, direttore del mensile Lavoro e Salute – ci vede in sintonia. Anche noi condividiamo l’obbiettivo del Comitato per il diritto alla salute di chiamare le cittadine e i cittadini piemontesi a pronunciarsi disastri della Giunta regionale, attraverso un quesito specifico sulle privatizzazioni.
La debilitazione delle strutture pubbliche e la depauperazione di questi anni, senza soluzione di continuità, degli organici medici e infermieristici in particolare, hanno evidenziato il percorso di privatizzazione intrapreso dalla Giunta Cirio sulla scia di altre regioni come la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna, promotrici dell’ Autonomia Differenziata, atta a istituzionalizzare Sistemi Sanitari regionali come secessione dal Servizio Sanitario Nazionale.
L’incapacità programmatoria della Giunta Cirio è stata ulteriormente evidente nel periodo della pandemia, con l’ evidente fuga dei medici pubblici verso la sanità privata.
Le drammatiche liste d’attesa e lo stato di abbandono di migliaia di non autosufficienti parlano inconfutabilmente di una consapevole e reiterata volontà di abbandono delle politiche per il diritto alla salute in Piemonte.
La grande grande marcia del 27maggio 2023 per la difesa della sanità pubblica ha rappresentato la sensibilità attiva delle cittadine e dei cittadini piemontesi contro le politiche regionali e il referendum proposto dal Comitato per il diritto alla salute è la strada per concretizzare questa sensibilità.
La disorganizzazione della sanità pubblica prodotta da questa Giunta è evidente anche nella confusa progettazione di nuovi faraonici ospedali, che oltre ad annullare definitivamente la sanità di prossimità, l’unica funzionale ai bisogni di salute, prospetta uno stillicidio continuo di annunci a mezzo stampa.con il tanto decantato partenariato pubblico/privato o con i soldi INAIL, che pure non sono infiniti e andranno restituiti.
Ne sono testimonianza il progetto del Parco della Salute di Torino, quello di Novara, la scelta di Cambiano per l’ospedale di Moncalieri, la vicenda dei due ospedali del VCO, a Ivrea la scelta dell’inadatta area Montefibre per la costruzione del nuovo ospedale e quella dell’ospedale di Cuneo e, da ultimo il progetto di un nuovo ospedale per l’area metropolitana torinese Nord Ovest. Un progetto, quest’ ultimo, di cementificazione di una area del Parco Carrara alla Pellerina.
Questa Giunta va fermata dalla mobilitazione, e il referendum proposto rappresenta un passaggio obbligato per la sensibilizzazione di tutte e tutti.
Siamo infine sicuri – hanno concluso Deambrogio e Cilenti – che per sostenere l’ occasione referendaria occorra fare capire che una quantità notevole di risorse va oggi in spese militari, che ogni anno aumentano con scelte effettuate sia dal centrodestra sia dal PD. La privatizzazione deve terminare, ma i soldi, che pure ci sono, devono finire a garantire una salute pubblica di qualità e non politiche di guerra.
11/10/2025










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