SANITA’ PUBBLICA, SICUREZZA LAVORO E SALUTE

LECCE salute pubblica 25_01_2017dd

CONVEGNO APERTO – MILANO 20 E 21 GENNAIO 2017 – CAMERA DEL LAVORO CORSO DI PORTA VITTORIA, 43

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L’ISCRIZIONE GRATUITA SARA’ POSSIBILE ANCHE IN LOCO NEI GIORNI DEL CONVEGNO (SCELTA SCONSIGLIATA SEMPRE PER RAGIONI ORGANIZZATIVE)
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Medicina Democratica a 40 anni dal suo primo Congresso (1976 Bologna) promuove un’iniziativa al fine di affermare il diritto alla salute. (WORK IN PROGRESS)

Non si tratta di una scadenza statutaria, né di un obbligo, ma è un’opportunità che MD vuole mettere a disposizione di chiunque possa essere interessato. Per questa ragione si è pensato di condividere la proposta con altre associazioni, movimenti, sindacati, reti che lottano e sono impegnate per il medesimo fine.

Non si vorrebbe organizzare un convegno classico; l’impronta dovrebbe essere “di movimento”: siamo di fronte ad una certa deriva politica e sociale che sta portando progressivamente a ridurre il diritto alla salute ad una sorte di opzione sottoposta alle esigenze di mercato e alle risorse disponibili (o che si si vogliono ritenere tali): si acuiscono le diseguaglianze, non si supera il contrasto fra lavoro e salute e, in sintesi, non si considera più fondamentale il diritto alla salute di cui all’articolo 32 della Costituzione Repubblicana. Ancora non ci sembra che vi sia una cosciente e larga opposizione a quanto sta avvenendo. La molteplicità e la varietà delle molteplici espressioni associative, di movimento e di organizzazione possono costituire una ricchezza nella misura in cui si confrontino e cerchino, senza nulla togliere alle loro peculiarità una via comune di azione di opposizione e di proposta.

Abbiamo individuato più precisamente i due temi fondamentali sui quali chiediamo di confrontarciperché vorremmo fare della ricorrenza dei 40 anni di MD un’iniziativa comune. Sottolineiamo che tali temi non sono solo “i nostri” essi derivano da un grande movimento e da una grande riflessione, da una relazione permanente che si è creata fra lavoratori ed intellettuali; il cambiamento è arrivato da li. E ci chiediamo se questo non sia il metodo più corretto e che vale ancora oggi, anche se la dispersione è più ampia e la sintesi risulta alquanto difficile:

A) Il contrasto fra lavoro e salute è presente da sempre; la salvaguardia salute, agli inizi della rivoluzione industriale, era un fatto del tutto privo di interesse; successivamente la perdita di salute constatata è diventata monetizzazione salariale e solo negli anni 69-73 è stato posto il problema e si è operato per eliminare o ridurre l’impatto della nocività nei luoghi di lavoro e nell’ambiente. Ma tale dato è stato tutt’altro che definitivo. Ancora oggi il problema è riproposto come non risolto, si pensi per esempio a quanto avvenuto ed avviene intorno alla questione ILVA. Nella pratica, ma, a volte anche in teoria, addirittura anche in certi giudizi della magistratura, la salvaguardia della salute è legata alle risorse che si ritiene di rendere disponibili.
Si potrebbe, nell’incontro preventivato, partire da qualche esempio, la stessa Ilva di Taranto, e/o la Caffaro di Brescia o le tante fabbriche dell’amianto non solo per ragionare sulle conseguenze per i lavoratori e le popolazioni circostanti, ma per indicare nuove prospettive e nuove forme organizzate di mobilitazione e di lotta. Quale relazione fra economia e lavoro, quali produzioni mettere in discussione, come affrontare l’impatto ambientale della chimica. Considerare ancora le leggi che ci sono, la cui applicazione è legata a problemi economici più che a valori etici.
Non ultimo dovremmo discutere sul funzionamento delle strutture di prevenzione che soffrono sempre di più di mancanza di risorse e di operatori, ma anche di relazioni dirette con i soggetti coinvolti, gli stessi, che a volte, sembrano “poco interessati” per cultura o per costrizione.
Dovrebbero anche essere discussi gli organismi previdenziali, l’INPS e particolarmente l’INAIL, grande pachiderma burocratico che è riuscito a mantenere per sé stesso competenze che la riforma sanitaria del 1978 aveva tolto e affidato alle USL. Si vorrebbe inoltre entrare nel merito e dare indicazioni operative sulla la condizione delle donne lavoratrici e sul mobbing che tarda ad essere riconosciuto.

B) Il Servizio sanitario nazionale, universale, pubblico, partecipato fondato sulla prevenzione, viene dato per insostenibile, in realtà sono i fautori dei sistemi assicurativi e integrativi e chi li sostiene che lo danno per perso, avendo constatato e sperimentato che il sistema medico-industriale può essere (lo è già) fonte di grandi profitti. Ne è convinta o viene convinta anche buona parte della politica. Si è visto in Europa come sia stato destrutturato il più antico sistema sanitario, il NHS. Idem per quello spagnolo e per altri che già avevano una diversa configurazione: perché mai deve resistere solo quello italiano? Il problema è la nostra debolezza, forse ancora la frammentazione delle forze che ritengono che la sanità pubblica sia da difendere.
Il nostro intendimento è dunque quello di cercare di operare per costituire un fronte comune.

LA DATA DELL’INCONTRO E FISSATA PER I GIORNI 20 GENNAIO 2017 (POMERIGGIO – SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO) E 21 GENNAIO (TUTTA LA GIORNATA – SUL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE).
LA DISCUSSIONE DEL 21 E’ PROPOSTA INIZIALMENTE IN ASSEMBLEA QUINDI PER GRUPPI DI LAVORO PER ARRIVARE A UNA SINTESI E AD UNA CONCLUSIONE COMUNE.

IL DOCUMENTO FINALE – DATA LA NUMEROSITA’ E COMPLESSITA’ DEI TEMI E LA NECESSITA’ DI DEFINIRE UNA PIATTAFORMA CONDIVISA – SEGUIRA’ NEI GIORNI SUCCESSIVI CON APPROVAZIONE VIA MAIL DA PARTE DEI PARTECIPANTI.


PROGRAMMA A QUARANT’ANNI DALLA FONDAZIONE DI MEDICINA DEMOCRATICA (avvenuta a Bologna nel maggio 1976)
CONVEGNO NAZIONALE MILANO – CAMERA CONFEDERALE DEL LAVORO -CORSO DI PORTA VITTORIA 43 (SI CONSIGLIA METROPOLITANA MM LINEA 1 -ROSSA- FERMATA SAN BABILA E POI CIRCA 1 KM. A PIEDI)

San Babila

PER RAGGIUNGERE LA SEDE DALLA STAZIONE CENTRALE DI MILANO:
TRAM 9 – DIR. CENTRALE PORTA GENOVA PER 11 FERMATE . FERMATA P.ZZA 5 GIORNATE E POI 300 MT. A PIEDI

piazza cinque giornate

METROPOLITANA M3 (GIALLA) DIR. COMASINA-S.DONATO PER 4 FERMATE. FERMATA DUOMO E POI 1,2 KM A PIEDI

duomo

Ingresso accessibile per le persone con disabilità motoria da via Manlio e Gioacchino Savarè (A fianco dell’ingresso principale della Camera del Lavoro). Basta suonare al portoncino d’ingresso per l’apertura della porta.

SAVARÈ

 

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