‘Se la Palestina muore, l’umanità muore’: il caso cruciale per la solidarietà palestinese con il Sud America

Manifestazione a Gaza a sostegno del presidente venezuelano Maduro. (Foto: via Twitter)

Per un popolo che affronta un genocidio sistematico, sostenere nazioni sudamericane mirate è una necessità strategica, forgiando un fronte globale unificato contro i meccanismi condivisi di cancellazione imperiale e guerra economica.

L’attuale clima geopolitico è definito da un uso sempre più intenso della “massima pressione” da parte dell’amministrazione statunitense. Questa strategia, che combina sanzioni economiche paralizzanti, isolamento diplomatico e l’etichettatura dei movimenti di resistenza come “terroristi”, è stata applicata con precisione sia alla Palestina che ai suoi alleati più vocali.

Guerra al Sud Globale

Alla fine del 2025, la presenza navale statunitense nei Caraibi e le designazioni di “Sponsor Statale del Terrorismo” per Cuba e Venezuela sono viste dagli analisti non come decisioni di politica estera isolate, ma come uno sforzo coordinato per smantellare l’autonomia del Sud Globale.

Per i palestinesi, queste nazioni sono compagne di viaggio su una tabella di marcia di scarsità forzata e cancellazione sistematica.

Il sostegno palestinese a queste nazioni è una risposta razionale a decenni di impegno incrollabile e di principio. Cuba rimane la base di questa alleanza; come prima nazione dell’emisfero a riconoscere l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) e fornitore di educazione medica a migliaia di palestinesi, L’Avana offre un modello di internazionalismo che resiste anche sotto un blocco di sessant’anni.

In Venezuela, il movimento bolivariano ha costantemente utilizzato la sua ricchezza petrolifera e la piattaforma diplomatica per amplificare la causa palestinese. Rifiutando gli Accordi di Abramo e sostenendo che “la causa palestinese è la causa di tutta l’umanità”, Caracas si è posizionata come un cuscinetto essenziale contro la totale liquidazione diplomatica dei diritti palestinesi.

Sostenere il Venezuela è, per i palestinesi, una difesa dell’infrastruttura diplomatica stessa che impedisce che la loro causa venga silenziata nei forum internazionali.

L’alleanza Palestina-Sud Globale si è notevolmente ampliata con l’emergere di Sudafrica e Colombia come leader legali e morali. La storica presentazione del Sudafrica presso la Corte Internazionale di Giustizia (ICJ), sostenuta da Colombia, Bolivia e Cile, ha ridefinito il conflitto come una lotta legale contro il genocidio.

La transizione della Colombia, sotto Gustavo Petro, da cliente militare di Israele a voce di spicco per un embargo globale sulle armi evidenzia il crollo delle tradizionali alleanze coloniali.

I palestinesi riconoscono che la lotta interna della Colombia — per superare una storia di violenza statale e repressione paramilitare — è indissolubilmente legata alla lotta palestinese contro l’occupazione. Quando Petro dichiara che Si “muere Palestina, muere la humanidad” – se la Palestina muore, l’umanità muore – sta articolando un destino condiviso che trascende la geografia.

La vera durabilità di questo legame risiede nella solidarietà “popolo a popolo”, spesso operante in anticipo rispetto alla politica ufficiale dello Stato.

In Brasile, mentre il governo mantiene un commercio pragmatico, il Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST) e vari sindacati hanno lanciato massicci boicottaggi contro l’agroindustria israeliana, collegando la spossesso dei contadini brasiliani al furto di terre palestinesi.

Questa resistenza guidata dai sindacati si riflette in Colombia e Sudafrica, dove lavoratori portuali e federazioni sindacali si sono rifiutati di gestire il carico israeliano. Questi atti di “internazionalismo del lavoro” trasformano la solidarietà da un sentimento in una forza materiale.

Per il lavoratore palestinese, la vista di un portuale sudafricano o di un minatore colombiano che rischiano il proprio sostentamento per fermare la macchina del genocidio è la validazione definitiva della loro lotta.

Nuovo Ordine Mondiale

L’alleanza tra la Palestina e queste nazioni prese di mira è una necessità analitica. Riconosce che i meccanismi usati per occupare Gaza sono gli stessi usati per destabilizzare le democrazie latinoamericane: l’armato del dollaro, il monopolio della tecnologia militare e la criminalizzazione del dissenso.

Schierandosi con Cuba, Venezuela, Colombia e altri paesi, i palestinesi non stanno solo ricambiando il sostegno; Stanno partecipando a un progetto globale per costruire un ordine mondiale alternativo. Questo è un fronte in cui la sovranità è indivisibile, la convinzione che la liberazione del popolo palestinese sia il capitolo finale e necessario nella decolonizzazione dell’intero Sud Globale.

(La Cronaca Palestinese)

21/12/2025 https://www.palestinechronicle.com/

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