Se non è speculazione, diteci voi che cos’è? Insorgiamo
- Parte prima
- Parte seconda: Da Melrose alla Plar
- Parte terza. Dalla Plar alla Pvar, alla Sit, alla Ti…
Se non è speculazione, diteci voi: che cos’è? La lotta “rompe le scatole”
Parte prima
- Milioni di euro di valore si sono mossi sopra le nostre teste in 3 anni, senza che un solo euro venisse prodotto in fabbrica. Questi milioni di euro sono stati acquisiti di volta in volta, non da società di lungo corso, ma da veicoli societari di nuova costituzione: probabilmente creati sul momento e alla bisogna.
- Intanto, da mesi, se non da anni, gli ex dipendenti Gkn sono in attesa di recuperare i propri soldi: stipendi, permessi, ferie, TFR. Soldi che ci sono dovuti, crediti esigibili da sentenze di tribunale. Ad oggi, il nostro “credito” è in mano a un possibile procedimento per concordato preventivo che riteniamo quanto meno contraddittorio, pieno di punti non chiari e con un piano che, ad oggi, ci è inconoscibile.
- Il rischio è che il concordato preventivo liquidatorio venga usato dalla proprietà non per mettersi in regola con i pagamenti, ma per rinviarli ulteriormente. E per schermare situazioni che, nella migliore delle ipotesi, non sono del tutto chiare.
- Ecco come cambia il valore dell’immobile (terreni e fabbricati) dove si trova l’ex Gkn di Firenze:
- Bilancio 2020: € 2.036.934
- Bilancio 2021: € 29.600.697 (+27.563.763 euro)
- Bilancio 2022 (presentato però nel novembre 2024): € 7.000.000 (–22.600.697 euro)
- Queste tempistiche vanno contestualizzate: l’immobile viene rivalutato da 2 milioni a 29 tra il 2020 e il 2021. Rivalutare il “fabbricato” sembra quindi funzionale a preparare la chiusura della “fabbrica” e a lucrarci sopra successivamente.
- Il 23 dicembre 2021 la società Gkn Firenze viene acquisita da Francesco Borgomeo, e con essa il valore dell’immobile. Borgomeo la rinomina QF, ma è sempre la stessa società. Borgomeo si trova intestato un simile valore, ma lo paga? Se sì, quanto? Non è un estraneo che passa di lì, ma l’ex advisor della stessa Gkn Firenze.
- Nel marzo 2024 l’immobile è venduto a due società a evidente vocazione immobiliare: Toscana Industry (TI) e Sviluppo Immobiliare Toscana (SIT), per 7 milioni di euro (con una svalutazione quindi di 22 milioni di euro).
- La vendita dell’immobile nel 2024 viene definita dal liquidatore di QF (ex Gkn Firenze) un’“operazione infragruppo”. Cosa voglia dire non lo sappiamo. Ci pare di capire che se la sono venduti tra di sè. Eppure questa vendita ha l’effetto di affossare e distrarre patrimonio dalla società QF (ex Gkn di Firenze).
- Questa “distrazione” di patrimonio avviene proprio quando Qf, l’ex Gkn, ha scelto di non pagare gli stipendi, accumulando debiti crescenti verso i propri dipendenti (in tutto ad oggi ipotizziamo almeno 15 milioni di euro). La funzione di questa vendita è quindi potenzialmente “distrattiva” e mirata a minare la capacità della società di pagare i propri debiti (tra cui gli stipendi appunto).
- La scelta di non pagare gli stipendi, così come di non attivare un ammortizzatore sociale, indebitando profondamente la società, è responsabilità della società stessa: di QF e di nessun altro. Il mancato pagamento degli stipendi e la mancata richiesta di un ammortizzatore sociale dal 2024 in poi sono infatti scelte aziendali deliberate che costringono decine di lavoratori a dimettersi per disperazione e per assenza di reddito.
- L’indebitamento attuale di QF è quindi il risultato di una precisa scelta sociale e imprenditoriale. Il depauperamento di QF è il frutto di una precisa scelta interna a un gruppo imprenditoriale. In entrambi i casi, è una condotta socialmente inaccettabile. Se sia anche tecnicamente illegale, non sta a noi dirlo.
Se non è speculazione, diteci voi: che cos’è? La lotta “rompe le scatole”
Parte seconda. Da Melrose alla Play
- Sopra le nostre teste, sopra le teste di questo territorio, dei suoi posti di lavoro,società create sul momento: con quali scopi? Per quale ragione? E se fosse stato un unico filo ininterrotto sin dall’inizio?
- Il fondo finanziario Melrose compra il gruppo Gkn nel 2018. Il motto di Melrose è chiaro: “to buy, to improve, to resell”. Compra, “migliora” e rivendi. Dove “migliora” vuol dire ristruttura, chiudi, licenzia.
Citiamo da Irpimedia: “Possiedono azioni Melrose due delle maggiori società di investimenti al mondo: le statunitensi BlackRock e Vanguard Group. (…) Uno dei più antichi fondi d’investimento, Capital Group, possiede la maggioranza relativa delle azioni.” - Uno degli esponenti di spicco di Melrose è Simon Peckham. Per capire la filosofia che lo guida, e che guida Melrose, nel giugno 2023 dichiara: “I mercati azionari hanno bisogno di predatori come noi.”
- Se si va su un semplice motore di ricerca e si selezionano i suoi contatti (https://www.checkcompany.co.uk/director/608050/MR-SIMON-ANTONY-PECKHAM) alla lista “nearby people”, tra i vari nomi appare quello di “MR DANIELE BARTOCCIONI MENCONI”, “a banker from London”.
- Daniele Bartoccioni Menconi è infatti direttore di varie società con sede a Londra, tra cui la C/O Flexagon, con sede in 96 High Street Kensington, Kensington High Street, London. Secondo il motore di ricerca https://www.checkcompany.co.uk, Simon Peckham risulta domiciliato allo stesso indirizzo societario.
- Ma chi è anche Daniele Bartoccioni Menconi? È membro del CdA dal 2015 di Saxa Gres, di cui è stato presidente e vicepresidente. La rete relazionale tra Melrose e l’entourage di Borgomeo è quindi precedente alla crisi dell’ex Gkn?
- In ogni caso, Borgomeo è advisor di Gkn Firenze, almeno dall’autunno 2021.
- Il gruppo Melrose fa partire i licenziamenti alla Gkn di Firenze il 9 luglio 2021. I licenziamenti dovrebbero diventare definitivi il 23 settembre 2021.
- Come è noto, invece, vengono dichiarati illegittimi il 20 settembre 2021. La “guerra lampo” di Melrose (chiusura traumatica e improvvisa di Firenze) è fallita. Qualcuno, a quel punto, pensa di cambiare tattica, passando al logoramento della lotta?
- Proprio il 23 settembre 2021 – guarda caso – Borgomeo forma la Plar s.r.l.
- Tra i vari oggetti sociali della Plar c’è la “partecipazione alla creazione, allo sviluppo, alla gestione e al controllo di qualsiasi società partecipata”. È una s.r.l. con capitale prima di 10.000 euro e poi di 60.000 euro. Diventerà, nel dicembre del 2021, la controllante della Gkn Firenze (poi rinominata QF).
- Ma perché usare una s.r.l. per controllare le quote societarie di una enorme S.p.A. come Gkn Firenze? Dall’esame delle visure e dei bilanci non si riesce a evincere il prezzo di acquisto versato da Plar s.r.l. per l’acquisto del 100% delle azioni di GKN Driveline Firenze. Nel fascicolo di bilancio 2021 della società Plar s.r.l. viene indicata, nella voce “attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazione”, la somma di euro 110.000,00 quale “partecipazione non immobilizzata Quattro F S.p.A.”. È questa la cifra a fronte dell’acquisizione di un colosso come Gkn Firenze con uno stabilimento che da solo vale in quel momento quasi 30 milioni di euro?
- Dobbiamo guardare però al bilancio 2021 di Plar s.r.l. per scoprire un accordo che impatta direttamente su Gkn. Dal fascicolo di bilancio 2021 di Plar s.r.l. emerge che, in data 23.12.2021, al momento dell’acquisto delle quote di GKN Driveline Firenze, è stato stipulato un accordo denominato “Non compete & right purchase agreement” tra la Plar s.r.l. e un’altra società indicata nel bilancio Plar con la dizione “la ex GKN Driveline”.
- Sebbene non se ne conosca il contenuto, dalle scritture contabili emerge che per tale accordo è a titolo oneroso. E’ prevista la corresponsione di denaro in favore della società Plar, da parte
- E quanto guadagna la Plar da questo accordo stipulato con la Gkn Driveline Firenze (la sua controllata…)? Parrebbe poco. Infatti, nel fascicolo di bilancio 2021 Plar s.r.l., alla voce “Ricavi”, è indicato l’importo di euro 17.260,00. Ma si precisa, riguardo a questa cifra: “i ricavi conseguiti dalla società sono relativi al contratto di Non compete & right purchase agreement stipulato tra la ex GKN Driveline e la Plar, la cui consistenza è stata in gran parte soggetta a risconto passivo in ossequio al principio della competenza economica”.
- Infatti, alla voce “Ratei e risconti passivi” viene riportata un’ulteriore somma di euro 2.082.740,00.
- Dalla lettura del fascicolo di bilancio Plar s.r.l. non risulta chiaro se tutto l’importo inserito alla voce “risconti passivi” sia imputabile al predetto contratto. Ma non si trova alcun altro riferimento ad ulteriori voci costituenti risconti passivi. E’ lecito ipotizzare che per tale “accordo” l’importo complessivamente corrisposto da Gkn (la società comprata!) a Plar (la società che compra!) dovesse ammontare “fino” a euro 2.100.000,00?
- Si osserva che, dall’esame del fascicolo di bilancio 2021 della ex GKN Driveline Firenze (adesso QF), non viene mai indicata l’esistenza di tale accordo “Non compete & right purchase agreement” stipulato con la Plar s.r.l.
- Ma qual è la situazione del principale gruppo di Borgomeo, la Saxa Gres, quando “acquisisce” per una cifra inconoscibile un colosso come la Gkn Firenze? È quella di un imprenditore in espansione, che ha tempo e modo di allargare il proprio raggio d’azione? Nel dicembre 2021 la situazione di Saxa Gres è la seguente: 133 milioni di obbligazioni comprensive di interessi – quindi debito – e una perdita di esercizio di 14 milioni di euro.
- Invitalia e il Ministero, di fronte ai quali si svolgono i tavoli a garanzia di questo passaggio, potevano non conoscere questa situazione?
Se non è speculazione, diteci voi: che cos’è? La lotta “rompe le scatole”
Parte terza. Dalla Plar alla Pvar, alla Sit, alla Ti…
- Dopo aver costituita la Plar nel 2021, nel maggio del 2022 a Firenze Francesco Borgomeo costituisce la Pvar. La Pvar sembrerebbe avere un profilo più immobiliare. Tra le attività del suo oggetto sociale leggiamo: “l’acquisizione di complessi aziendali, qualunque sia il loro oggetto sociale (…) l’acquisto, la permuta, la vendita, la costruzione, la ristrutturazione e la gestione di beni immobili”.
- Ricordiamo il contesto: nel maggio del 2022, in teoria siamo nel pieno processo di elaborazione del nuovo piano industriale e della reindustrializzazione della ex Gkn. Anche se i tempi iniziano già a non tornare. Secondo il cronoprogramma contenuto nell’accordo quadro firmato al Ministero nel gennaio 2022, il 31 marzo 2022 dovevano essere presentate le proposte vincolanti da parte degli investitori. Cosa che non avviene. E tra il marzo 2022 e il novembre 2022 si susseguono tavoli ministeriali, regionali e comitati di proposta e di verifica, dove la proprietà viene costantemente sollecitata a presentare un piano industriale concreto e dettagliato e a far conoscere gli investitori. Cosa che di fatto non avverrà mai.
- Tanto è generica e priva di chiarezza la discussione sulla reindustrializzazione, tanto invece cresce in noi la sensazione che ai diversi tavoli l’azienda torni sempre su due temi: lo stabilimento e il suo svuotamento. A ben vedere, anche nell’accordo quadro la stessa proprietà aveva messo l’accento – senza che nessuno lo chiedesse – sul tema dell’immobile: “Qf ha in dotazione lo stabilimento produttivo nella sua interezza e il suo valore di mercato si aggira attorno ai 25 milioni di euro”. A noi non era mai nemmeno capitato di chiederci quanto valesse il fabbricato, perché ciò che conta di solito in una fabbrica è il valore della produzione, non dell’immobile…
- Il 3 ottobre 2022 la Plar di Borgomeo vende le quote di Qf/ex Gkn Firenze alla Pvar di Borgomeo (sic!). Questo passaggio però non ci viene reso noto e in quel momento non può nemmeno essere conosciuto, perché l’atto non viene trascritto subito, ma solo mesi dopo. Errore? Omissione voluta? E, in tal caso, per quale ragione?
- Nell’autunno del 2022, il contesto è questo: l’azienda continua a sostenere ai diversi tavoli di avere un piano industriale e lamenta che l’Inps non le sta autorizzando la cassa integrazione. Ma l’Inps rifiuta la cassa integrazione spiegando che la relazione tecnica presentata dall’azienda “è molto scarna”, “del tutto insufficiente” e le dichiarazioni aziendali “molto vaghe e, nelle domande, è riportata testualmente ‘ripresa attività prevista ma non certa’”.
- Senza alcuna comunicazione alle organizzazioni sindacali, il 9 febbraio 2023 Borgomeo delibera lo scioglimento di Qf e la pone nuovamente in liquidazione volontaria. È la preparazione, di fatto, dei nuovi licenziamenti. Guarda caso, dopo appena 14 mesi, la nostra situazione torna ad essere esattamente quella con cui ci eravamo lasciati con Melrose: in liquidazione e presto nuovamente sotto licenziamento.
- Solo a questo punto, il 13 febbraio 2023, viene quindi trascritto nel registro delle imprese il passaggio di quote societarie Qf dalla Plar di Borgomeo alla Pvar di Borgomeo (avvenuto in verità nell’ottobre del ’22).
- Per rendere effettivi i licenziamenti con l’anno nuovo, la procedura di licenziamento deve essere riaperta a ottobre 2023 (la procedura di licenziamento dura 75 giorni). Il 22 settembre 2023 nascono 2 nuove Srl: Tuscany Industry S.r.l. e Sviluppo Immobiliare Toscana (d’ora in poi le chiameremo TI e SIT). Tuscany Industry riporta tre le attività del proprio oggetto sociale: “l’acquisto, la vendita, la permuta, la costruzione, la ristrutturazione, la gestione di beni immobili”.
- I legami tra le diverse società appaiono abbastanza chiari da subito. TI ha la stessa sede legale della Pvar, controllante della Qf/ex Gkn Firenze. TI e SIT hanno lo stesso amministratore delegato: Mirko Polito. Il Collettivo di Fabbrica denuncia subito cosa sta accadendo: “Variazioni societarie aumentano i sospetti di una finalità immobiliare nell’operazione QF. Ecco perché attaccano qualsiasi piano di reindustrializzazione, generando confusione. Ecco perché si preparano a licenziarci tutti”.
- Con atto del 02.10.2023, Tuscany Industry S.r.l. corrisponde a Francesco Borgomeo 1.000.000 di euro (mediante pagamento dilazionato, il cui saldo è previsto entro il 31.03.2024) per acquistare il 50% delle quote di Pvar S.r.l., controllante di Qf. Nell’atto, tale vendita risulta inserita nell’ambito di più ampi e separati accordi tra le parti, definiti “l’Operazione”. Il 5 ottobre 2023 Mirko Polito viene nominato anche amministratore delegato della Pvar
- Tutto sembra apparecchiato. Rimane solo da “svuotare” la fabbrica dai suoi dipendenti. Il 18 ottobre 2023 viene riaperta la procedura di licenziamento, la quale dovrebbe diventare definitiva il 1° gennaio 2024.
- La procedura di licenziamento fallisce. Ancora una volta, il Tribunale del Lavoro di Firenze la dichiara illegittima e decreta che l’azienda applichi la legge 234, secondo la quale il licenziamento deve essere preceduto dall’elaborazione di un piano sociale. Il piano sociale prevede, tra le altre cose, la possibile reindustrializzazione attraverso iniziative socioculturali del territorio e anche la cessione di ramo d’azienda alle cooperative costituite dai lavoratori. Il piano può essere collegato, a sua volta, alla richiesta di una cassa integrazione. Ancora una volta, non ci sarà nessun piano. E quindi nessuna cassa integrazione. Andrebbero di conseguenza pagati gli stipendi pieni ai dipendenti, regolarmente a disposizione. Cosa che non viene fatta: l’azienda inizia ad accumulare un debito enorme verso i dipendenti rimasti.
- Un soggetto che accumula debito potrebbe essere portato a spogliarsi del proprio patrimonio per sottrarlo alla rivalsa dei creditori. Una parte importante di lavoratori di conseguenza fa causa per richiedere il sequestro conservativo dei beni mobili e immobili (il famoso stabilimento).
- Il 12 marzo 2024 è fissato a Roma l’incontro con il Ministero del Made in Italy (Mimit) sul caso Qf. Nella convocazione, il Ministero non include la mail del liquidatore di Qf, Franchi. E’ un vizio di forma assolutamente insignificante: nella convocazione ci sono tutti gli altri indirizzi aziendali. Il liquidatore però chiede, ed ottiene dal Ministero, il rinvio dell’incontro.
- Proprio il 12 marzo 2024 Qf è dal notaio a vendere lo stabilimento alle società TI e SIT. Cosa che noi scopriremo autonomamente solo nell’ottobre del 2024. Non conosciamo a riguardo nessuna dichiarazione indignata del Ministero.
- La trascrizione dell’atto di compravendita ha bisogno ancora di qualche giorno. E il 20 marzo 2024 è fissata l’udienza per il sequestro conservativo dell’immobile, come richiesto da parte dei dipendenti. L’istanza di conservazione bloccherebbe la vendita. Il liquidatore Franchi presenta un’istanza di ricusazione della giudice che deve tenere l’udienza, per presunta mancanza di imparzialità della giudice stessa (!!). La ricusazione verrà giudicata mesi dopo da un collegio giudicante come assolutamente priva di fondamento. Ma, nel frattempo, l’istanza di ricusazione blocca l’udienza, la quale verrà recuperata solo nell’ottobre 2024.
- Il 22 marzo 2024 viene completato l’atto di trascrizione della vendita dell’immobile. L’immobile, valutato 29 milioni nel 2021, è venduto per 7 milioni. La vendita viene definita dalla stessa Qf come “infragruppo”. Termine legalmente difficile da definire ma che supponiamo voglia indicare che esistono dei legami tra chi compra e chi vende.
- TI e SIT però sono S.r.l. di nuova formazione. Non possiedono alcuna liquidità. Dietro di loro deve esserci altro o qualcun altro. Le quote di TI ad esempio sono inizialmente in mano a una fiduciaria del Monte dei Paschi di Siena. Fiduciaria che evidentemente scherma un altro soggetto inconoscibile
- Ricapitoliamo per chi si fosse perso:
– Borgomeo forma la Pvar nel maggio del 22, quando in teoria doveva presentare nuovi investitori e piani industriali ai tavoli preposti. Pvar pare avere una vocazione immobiliare.
– Pvar prende controllo della Qf nell’ottobre del 2022. Ma questo passaggio verrà trascritto dal Registro delle Imprese solo nel febbrario 2023 dopo che è stata dichiarata la nuova liquidazione della ex Gkn di Firenze
– pochi giorni prima della seconda procedura di licenziamento (ottobre 2023) si formano due società a vocazione immobiliare (Ti e Sit) che prendono il controllo della Pvar
– quando la procedura di licenziamento fallisce, viene venduto comunque lo stabilimento da Qf/ex Gkn a Ti E Sit nel marzo 2024: circostanza che scopriremo solo mesi dopo
– dai primi licenziamenti del 9 luglio 2021, in 3 anni, sono state costituite 4 nuove S.r.l. Tra di loro si sono vendute quote societarie, immobile, corrisposti milioni di euro. Nello stesso periodo, gli unici ad avere sviluppato un piano industriale dal basso sono stati i lavoratori del Collettivo di Fabbrica. - Il Collettivo ha denunciato sin dall’inizio il sospetto legittimo di trovarsi sin dall’inizio di fronte a una operazione immobiliare. Vi chiediamo. Quali altri soggetti l’hanno fatto? Perchè non trovate in bocca a un pezzo della politica nessuno di questi fatti e nemmeno il tema della possibile speculazione immobiliare?










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