Strage di Suviana: finirà come la strage da amianto della ETERNIT? qualcuno spera nella “prescrizione”?


Mercoledì 8 aprile 2026 ore 18-30-21 vicolo Bolognetti Bologna INCONTRO PUBBLICO indetto dalla RETE NAZIONALE LAVORO SICURO

I fatti sono noti: a due anni dalla strage sul lavoro che ha fatto sette vittime mortali e un più alto numero di vittime colpite da lutto le “indagini” risultano letteralmente “in alto mare”; l’acqua è stata evacuata fino al piano -6 ma bisogna arrivare al piano -9 per recuperare le cosiddette “scatole nere” dell’impianto;

ovviamente chiunque vede con favore il programma di recupero ed occorre valutare concretamente e celermente la fattibilità delle proposte dell’avvocato Bordoni (che rappresenta una della parti civili) di utilizzare tecnologie ad hoc per velocizzare il suddetto recupero; certamente non possiamo sottovalutare la importanza delle cosiddette “scatole nere” anzi nelle assemblee di gruppo operaio omogeneo in cui si discute il tema della sicurezza questo argomento viene affrontato e le proposte operaie vanno nel senso di implementare l’uso di questo tipo di tecnologia (per esempio in una parte del settore dei trasporti su gomma oggi improntato alla massima deregulation); tuttavia, lo abbiamo detto fin da subito, dobbiamo prendere atto di una certa “enfasi” sul tema delle “scatole nere” in quanto brancolare nel buio (questa pare essere purtroppo la situazione nella inchiesta oggi) depone per una considerazione chiara e netta : la INSUFFICIENZA e la LACUNOSITA’ del DVR (documento di valutazione del rischio) ;

per essere chiari e per non fare dichiarazioni superficiali: il DVR della centrale di Bargi non è in nostro possesso e , come spesso accade, non è facilmente accessibile per nessuno; tuttavia un DVR elaborato in maniera esaustiva e anche quindi con la partecipazione attiva dei lavoratori e dei loro rappresentanti non lascerebbe spazio a dubbi “totali” ;
a noi pare che un DVR chiaro ed esaustivo avrebbe dato maggiori elementi per spiegare la dinamica della strage nella quale risulta che un passaggio cruciale sia stato costituito da una esplosione; la storia della sicurezza e delle indagini della magistratura su questo tema insegna che nulla è imprevedibile e che a monte di ogni strage non c’è la “sfortuna” o il destino ma una grave omissione di misure di prevenzione e sicurezza e che i DDVVRR SONO A VOLTE, PERSINO, BEN IMPOSTATI MA O RIMANGONO NEL CASSETTO/SCONOSCIUTI AI LAVORATORI O RIMANGONO
INEFFICACI , PER ESEMPIO, PER TRASCURATEZZA E GRAVI RITARDI NELLE MANUTENZIONI
.

Denunce accalorate e circostanziate per la strage di Bargi sono già state fatte e diffuse a mezzo stampa da familiari delle vittime e da avvocati della difesa; vogliamo aggiungere a quanto già emerso la nostra voce critica e la nostra riflessione come abbiamo già fatto per CRANS MONTANA, per la strage Tyssenkrupp, per la strage della Esselunga e come continueremo a fare negli anniversari di tutte le stragi che hanno insanguinato l’Italia negli ultimi decenni (una memoria che purtroppo ricorda la via crucis)

Per questo convochiamo un incontro pubblico:
MERCOLEDI’ 8 APRILE 2026 (IL “GIORNO PRIMA”) PRESSO VICOLO BOLOGNETTI ore 18.30-21
Relazione introduttiva: VITO TOTIRE, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO

Organizzare ovunque la autodifesa dei lavoratori in sinergia con i servizi di vigilanza
Convocare ovunque le ASSEMBLEE OPERAIE DI GRUPPO OMOGENEO
Acquisire e criticare il DVR
ARRIVARE IL “GIORNO PRIMA”
Bologna,

6/4/2026

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