Trump continua le sue minacce di aggressione contro Cuba nonostante le sue contraddizioni
Le contraddizioni del presidente degli Stati Uniti diventano evidenti quando alterna la retorica di una presunta “presa di potere amichevole” e l’esecuzione di una politica di soffocamento. Foto: EFE
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nuovamente posto Cuba al centro della sua retorica guerrafondaia. Durante un discorso per la Future Investment Initiative a Miami, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che, dopo le aggressioni contro Venezuela e Iran, l’isola caraibica è la prossima nella lista degli obiettivi di Washington.
“A volte bisogna usare la forza militare e Cuba è la prossima,” ha detto Trump con un tono che oscillava tra minaccia diretta e ironia, chiedendo ai media presenti di ignorare tale affermazione.https://t.me/teleSUR_tv/124974?embed=1
Non è la prima volta che il magnate usa questi termini. Il 16 maggio descrisse Cuba come una “nazione indebolita” e arrivò persino a dichiarare che “conquistare Cuba sarebbe un grande onore.” Queste dichiarazioni arrivano in un contesto di estrema asfissia economica, in cui il blocco petrolifero imposto dalla Casa Bianca da gennaio ha generato un grave deficit energetico sull’isola.
Trump ha ricordato cinicamente l’uso della Delta Force lo scorso gennaio per cercare di destabilizzare il Venezuela e attaccare il governo del presidente Nicolás Maduro, suggerendo che azioni simili potrebbero essere applicate contro il popolo cubano per forzare un cambio di regime.
Le recenti minacce di Donald Trump sono una risposta alla posizione del presidente cubano Miguel Díaz-Canel, che ha ratificato la disponibilità del suo paese a dialogare con gli Stati Uniti in una modalità collettiva.
Il presidente dell’isola è stato categoricamente nel chiarire che, in qualsiasi processo di avvicinamento, il sistema politico cubano e le decisioni sovrane del suo popolo non sono in gioco né negoziabili di fronte a pressioni esterne.
In un’intervista, il leader cubano ha sottolineato che il destino della nazione caraibica non dipende dalle decisioni della Casa Bianca, denunciando che Washington ha sempre mantenuto il desiderio storico di prendere il controllo di Cuba.
Contraddizioni all’interno del potere americano
Nonostante l’aggressività del discorso presidenziale, le fratture nella strategia di Washington furono esposte davanti al Congresso degli Stati Uniti. Il capo del Comando Sud, il generale Francis Donovan, ha contraddetto la narrazione della Casa Bianca dichiarando che l’Esercito non sta preparando la presa di controllo di Cuba.
Di fronte a domande al Senato su un possibile test militare per prendere il controllo del paese caraibico, Donovan ha negato tale possibilità, assicurando di non essere a conoscenza di piani per sostenere gruppi irregolari al fine di forzare un cambio di regime.https://t.me/teleSUR_tv/124908?embed=1
El jefe del Comando Sur precisó que el Pentágono solo contemplaría el despliegue de tropas ante supuestas amenazas de seguridad en su embajada o en la base naval que Washington mantiene ilegalmente en Guantánamo
Le contraddizioni del presidente degli Stati Uniti diventano evidenti quando alterna la retorica di una presunta “presa di potere amichevole” e l’esecuzione di una politica di asfissia economica permanente.
Nonostante Trump abbia dichiarato che l’isola sta raggiungendo “la fine della strada”, la sovranità cubana rimane vigile e ferma, resistendo a misure coercitive unilaterali che cercano di rendere la vita quotidiana precaria, ma che non sono riuscite a piegare la determinazione del popolo e del suo governo.
27/3/2026 https://www.telesurtv.net/










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