Trump intensifica la guerra in Ucraina – Putin riconosce che la realtà si sta rivelando marxista
John Elmer
johnhelmer.net
C’è solo un modo per interpretare il significato delle parole accuratamente scritte, provate, memorizzate e ripetute come slogan che il presidente Donald Trump ha utilizzato nel suo incontro di lunedì con Mark Rutte, l’ex primo ministro olandese ora segretario generale della NATO. Significano l’opposto di quello che pensa e lui non riesce a capire né la differenza, né il fatto che non significano nulla. Tra un significato falso nei fatti e uno che non è credibile per un amico o un nemico, il cervello di Trump non riesce a discriminare, non riesce a comprendere.
Secondo gli standard neurologici e psichiatrici russi e anglo-americani, quest’uomo potrebbe essere formalmente diagnosticato come “maniaco”.
Il problema strategico che ciò pone ai decisori politici e militari russi, secondo una fonte informata, è che l’handicap mentale di Trump non consiste nel fatto che menta – non cerca di ingannare. Piuttosto, è clinicamente incapace di comprendere la logica, le prove, il peso delle opzioni, la sequenza e le conseguenze delle azioni. Non è in grado di pensare, ergo, non può negoziare, in buona o cattiva fede. Secondo questa diagnosi neurologica russa, è un cervello mentalmente incapace con un solo riflesso: l’uso della forza per costringere alla capitolazione o per distruggere.
Lo ha detto lo stesso Trump durante il suo briefing alla stampa di 34 minuti di ieri (14 luglio) con il segretario generale della NATO, l’ex premier olandese Mark Rutte. “[Il presidente Vladimir Putin] ha ingannato molte persone. Ha ingannato Bush. Ha ingannato molte persone. Ha ingannato Clinton, Bush, Obama, Biden. Non ha ingannato me. Ma quello che dico è che, a un certo punto, sapete, alla fine le chiacchiere non bastano. Bisogna passare all’azione”.
Per quanto riguarda l’azione, Trump ha detto a Rutte: “produciamo il meglio e invieremo il meglio alla NATO e, in alcuni casi, forse, su suggerimento di Mark, se andiamo in Germania dove invieranno missili in anticipo e saranno sostituiti e la NATO se ne occuperà… produrremo armi di alta gamma e saranno inviate alla NATO. La NATO può scegliere di inviarne alcuni ad altri Paesi, dove possiamo ottenere un po’ di velocità in più, dove il Paese rilascerà qualcosa e sarà per lo più sotto forma di sostituzione… Abbiamo il miglior equipaggiamento del mondo. Produciamo attrezzature come nessun altro. I nostri sottomarini, i sottomarini nucleari, sono così potenti che sono le armi più potenti mai costruite. E abbiamo i migliori al mondo – loro [i russi] sono indietro di 20 anni rispetto a noi, di 25 anni. Abbiamo il più grande equipaggiamento del mondo. Spero solo di non doverlo usare”.
Rutte ha riconosciuto che le nuove armi statunitensi da fornire all’Ucraina includeranno sia batterie di missili Patriot per la difesa aerea, sia missili a lungo raggio. “Lei”, ha detto Rutte a Trump, “rappresenta la nazione più potente della Terra, l’esercito più potente della Terra. Proprio per questo, gli Stati Uniti hanno deciso di rifornire massicciamente l’Ucraina di ciò che è necessario attraverso la NATO. Gli europei lo pagheranno al 100%. E quello che abbiamo fatto negli ultimi due giorni è stato parlare con i Paesi… questo significherà che l’Ucraina potrà mettere le mani su un numero davvero enorme di equipaggiamenti militari sia per la difesa aerea che per i missili, le munizioni, eccetera, eccetera… questo pomeriggio, Boris Pistorius, il ministro della Difesa tedesco, farà visita a Pete Hegseth, il Segretario alla Difesa, e discuteremo anche, credo, di tutta questa faccenda dei Patriot. La Norvegia è coinvolta. Questo per quanto riguarda i Patriot. Ma l’intero accordo riguarda anche i missili o le munizioni. Quindi è più ampio dei Patriot… Posso dirvi che, in questo momento, la Germania in modo massiccio, ma anche la Finlandia, la Danimarca, la Svezia, la Norvegia, il Regno Unito, i Paesi Bassi, il Canada, tutti vogliono farne parte e questa è solo la prima ondata. Ce ne saranno altre. Quindi, quello che faremo è lavorare attraverso i sistemi della NATO per sapere di cosa hanno bisogno gli ucraini in modo da poter fare dei pacchetti”.
Trump ha aggiunto che con il Presidente Putin è “piacevole” parlare ma che non è “serio”. La scorsa settimana (10 luglio), Putin aveva fatto pervenire, attraverso il Ministro degli Esteri Sergei Lavrov, una nuova serie di proposte per la fine della guerra, proposte che il Segretario di Stato Marco Rubio aveva definito “una nuova idea, un nuovo concetto”. Trump non le ha respinte, ma ha ammesso di non sapere quali siano le proposte del 10 luglio, o in che modo differiscano da quelle presentate dalla Russia a Istanbul il 2 giugno.
Nel ricordo di Trump, come lui stesso riferisce, ci sono solo le telefonate con Putin. Non ricorda altro.
“Io [Trump] parlo spesso con lui per concludere questa cosa e riattacco sempre dicendo, beh, è stata una bella telefonata, e poi i missili arrivano su Kiev o su qualche altra città. E io dico: è strano. E dopo che questo accade per tre o quattro volte, allora significa che le chiacchiere non significano nulla. Le mie conversazioni con lui sono sempre molto piacevoli. Mi dico: non è forse stata una conversazione molto piacevole? E poi quella sera partono i missili. Torno a casa e dico alla first lady: “Oggi ho parlato con Vladimir, abbiamo avuto una conversazione meravigliosa” e lei dice: “Oh, davvero, un’altra città è stata appena colpita”. Quindi è come se fosse – non voglio dire che sia un assassino, ma è un duro“.
Trump si ripete. “Putin ci tira addosso un sacco di stronzate, se volete sapere la verità”, aveva detto durante una riunione di gabinetto il 9 luglio. “È sempre molto gentile, ma alla fine non ha senso” – Min 5:26.
Rutte aveva parlato a nome di Trump quando aveva respinto il memorandum negoziale russo in 33 punti del 2 giugno perché il messaggero, il capo delegazione a Istanbul Vladimir Medinsky, era “uno storico, che spiegava la storia della Russia dal 1250… Quindi, se fossi Vladimir Putin e sentissi questo annuncio sui piani a 50 giorni [di Trump], rivaluterei l’importanza di prendere più sul serio i negoziati sull’Ucraina. Se fossi l’Ucraina, invece, considererei questa notizia molto positiva.”
Su sollecitazione della NATO, l’Amministrazione Trump ha ora respinto i termini russi del 2 giugno e le nuove proposte di Lavrov del 10 luglio con la stessa leggerezza con cui l’Amministrazione Biden aveva respinto le proposte di trattato per gli Stati Uniti e la NATO, presentate dal Ministero di Lavrov il 17 dicembre 2021.
Queste erano le condizioni finali prima che la strategia russa venisse costretta alla guerra anticipatoria e preventiva, che, su ordine di Putin, è stata definita una “operazione militare speciale”, non una guerra vera e propria.
Fonti di Mosca affermano ora che, viste le sue ultime dichiarazioni, Trump non negozierà su nessuna delle condizioni che la Russia ha già presentato o che presenterà. È in grado di capire solo i termini di capitolazione che detta lui stesso. Ma anche gli accordi di cessate il fuoco e di pacificazione di cui Trump rivendica il merito di aver negoziato da solo sono confusi nella sua recitazione. Oltre agli accordi Pakistan-India, Israele-Iran, Congo-Rwanda e Serbia-Kosovo che aveva già citato in precedenza, [Trump] ha fatto sapere a Rutte che ora rivendica il merito di due nuovi accordi non menzionati in precedenza e per i quali non c’è alcuna prova.
“Ne abbiamo risolto un altro, che sembrava avere come protagonisti l’Armenia e l’Azerbaigian. Sembra che si arriverà a una conclusione, una conclusione positiva. Abbiamo lavorato sull’Egitto con il loro vicino di casa, che è un buon vicino [l’Etiopia]. Sono miei amici, ma è capitato che costruissero una diga che chiudeva l’acqua che andava in una cosa [sic] chiamata Nilo. Se fossi l’Egitto, vorrei avere l’acqua nel Nilo e ci stiamo lavorando. È un problema, ma verrà risolto. Loro [l’Etiopia] hanno costruito una delle più grandi dighe del mondo, un po’ fuori dall’Egitto. Ne siete a conoscenza. Ne avete sentito parlare e si è rivelata un grosso problema. Non lo so. Credo che gli Stati Uniti abbiano finanziato la diga. Non so perché non abbiano risolto il problema prima di costruire la diga, ma è bello quando il fiume Nilo ha acqua. È una fonte di reddito molto importante per la vita. È la vita dell’Egitto e portarla via è piuttosto incredibile, ma pensiamo di risolvere il problema molto rapidamente. Quindi facciamo del bene“.
Il riferimento di Trump è alla Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), costruita tra il 2011 e il 2023 sul fiume Nilo Azzurro in Etiopia, a est del confine con il Sudan e a 2.500 chilometri a monte dell’Egitto. La Cina ha partecipato al finanziamento, gli Stati Uniti no. Il conflitto tra Etiopia ed Egitto per la diga può essere seguito qui.
Il richiamo di Trump al progetto GERD deriva da un incontro avuto un mese fa, il 18 giugno, con il neo-ambasciatore dell’Etiopia negli Stati Uniti, Binalf Andualem. L’agenzia di stampa etiope aveva riferito brevemente dell’incontro. Trump lo aveva ignorato nei suoi tweet e nel calendario ufficiale della Casa Bianca non c’è alcun riferimento all’incontro. Cliccare per una breve rassegna.

A sinistra, il Presidente Trump nello Studio Ovale il 18 giugno con l’ambasciatore etiope Binalf Andualem.
Fonti russe ritengono che l’incapacità di Trump è ben nota ai suoi stessi funzionari – i subordinati da lui nominati e il personale alle loro dipendenze – e che la usano per continuare la loro guerra contro la Russia, così come avevano fatto i loro predecessori sotto il presidente Joseph Biden, incapace di agire a causa della demenza a corpi di Lewy associata ad un morbo di Parkinson all’ultimo stadio.
L’incapacità mentale di un presidente statunitense non è esattamente un problema nuovo per il Cremlino. L’ultima volta era stata riconosciuta a Ronald Reagan durante il suo primo mandato, già nell’aprile 1981, dopo che il presidente era sopravvissuto a una ferita da arma da fuoco e a due ore di intervento chirurgico in anestesia generale. Ma, a quel tempo, il Politburo sovietico era già impegnato nella guerra in Afghanistan e alle prese con le incapacità di Leonid Brezhnev, Yury Andropov e Konstantin Chernenko. Rispetto alla pazzia del polacco Zbigniew Brzezinski, che aveva scatenato la guerra a Kabul nel 1979, l’arrivo di Reagan era stato un piccolo sollievo per il Cremlino.
Nella strategia di difesa della Russia, il Presidente Putin ha sempre optato per misure militari dissuasive, anticipatorie o preventive, insistendo per avere più tempo a disposizione e lasciando che le associazioni oligarchiche che lo circondano lo convincessero a non riconoscere la guerra degli Stati Uniti come una minaccia permanente per la Russia.
Putin lo ha appena ammesso in un’intervista televisiva del 14 luglio. “Pensavo che le contraddizioni con l’Occidente fossero principalmente ideologiche”, ha detto. “All’epoca sembrava logico – l’inerzia della Guerra Fredda, le diverse visioni del mondo, i valori, l’organizzazione della società. Ma anche quando l’ideologia è scomparsa, quando l’Unione Sovietica ha cessato di esistere, la stessa deviazione, quasi di routine, dagli interessi della Russia è continuata. E non per le idee, ma per la ricerca di vantaggi – geopolitici, economici, strategici. Il mondo rispetta solo chi sa proteggersi da solo. Finché non dimostreremo di essere una potenza indipendente e sovrana che sostiene i propri interessi, nessuno ci tratterà da pari a pari”. Fonte: https://t.me/s/zarubinreporter – tradotto in inglese qui.

Il Presidente Putin a colloquio con Pavel Zarubin, 14 luglio. Fonte
Questo è l’ammissione di Putin, senza usare la terminologia sovietica, che non è colpa sua se la realtà si rivela marxista – la famosa battuta di Che Guevara.
La reazione dello Stato Maggiore alla nuova scadenza di 50 giorni fissata da Trump per la capitolazione della Russia è quella di anticipare un’escalation delle forze statunitensi. Secondo una fonte informata, “50 giorni significano operazioni speciali, attacchi [all’interno della Russia] nelle prossime settimane”. Questo è il bluff di Trump. Qualsiasi escalation da parte di Trump avrà come risposta gli Oreshnik. Altrimenti continueremo a lavorare, a colpire nuovi obiettivi. Anche americani e europei. Ma entrambe le parti vorrebbero che la guerra vera e propria venisse ritardata e che si cercasse di vincere ora con attacchi distruttivi e profondi. Da parte nostra, c’è un enorme senso di sollievo per il fatto che la guerra continui. Tutti vogliono la pace, ma nessuno vuole non vincere”.
Non è ancora chiaro se Trump abbia o meno concordato con il cancelliere tedesco Friedrich Merz la fornitura ai tedeschi di missili offensivi a lungo raggio da utilizzare in Ucraina contro obiettivi all’interno della Russia. Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius era al Pentagono mentre Rutte era con Trump alla Casa Bianca, ma il comunicato stampa del Pentagono omette i dettagli. “Oltre ai temi bilaterali”, ha detto Pistorius al Segretario alla Difesa Peter Hegseth, “oggi avremo l’opportunità di discutere alcune delle principali sfide di sicurezza che affrontiamo insieme, rafforzando la NATO e migliorando le nostre capacità di difesa collettiva, che è davvero una sfida rilevante, mantenendo il nostro fermo sostegno all’Ucraina nella sua coraggiosa lotta per la libertà e la sovranità, e affrontando le dinamiche di sicurezza regionale in regioni chiave come il Medio Oriente e l’Indo-Pacifico”.
Prima del suo arrivo a Washington, Pistorius aveva reso noto il suo piano di armamento per l’Ucraina. “Abbiamo solo sei [sistemi Patriot] in Germania”, aveva detto Pistorius, aggiungendo che altri due erano stati prestati alla Polonia e che almeno uno era sempre indisponibile per manutenzione o addestramento. “Sono davvero troppo pochi, soprattutto considerando gli obiettivi NATO che dobbiamo raggiungere. Sicuramente non possiamo cederne altri…“ Pistorius aveva detto che avrebbe discusso la proposta fatta a Hegseth il mese scorso di permettere alla Germania di acquistare per Kiev due sistemi Patriot dagli Stati Uniti, aggiungendo che la Germania non avrebbe consegnato i suoi missili a lungo raggio Taurus all’Ucraina, nonostante l’ondata di recenti attacchi aerei russi e le nuove richieste di Kiev.
John Elmer
Fonte: johnhelmer.net
Link: https://johnhelmer.net/trump-escalates-ukraine-war-putin-acknowledges-reality-is-turning-out-to-be-marxist/
14.07.2025
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org










Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!