Università europea dei Movimenti sociali

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Le sfide sono immense, ma un altro mondo è possibile. Dal 23 al 27 agosto 2017 l’Università estiva dei movimenti sociali promossa dalla rete europea di Attac si terrà a Tolosa. Troviamoci numerosi e numerose, per informarci, confrontarci, agire. Ci vediamo lì?

Viviamo in un’epoca in cui le crisi si sovrappongono indistricabilmente. Il mondo è entrato in un’era di destabilizzazione generalizzata. La globalizzazione neoliberista rivela il suo vero volto- un’autentica tragedia per centinaia di milioni di persone ovunque nel mondo.

Ovunque emergono, perciò, movimenti sociali, portatori di una speranza di cambiamento: i popoli non subiscono, ma si sollevano per i loro diritti. La nostra mobilitazione contro il TTIP e contro il CETA ha condotto milioni di cittadini/e nati/e nella UE ad agire contro il potere delle multinazionali; grazie a ciò, il TTIP è praticamente abbandonato. In molti Paesi del Sud dell’Europa emerge dai movimenti popolari un’opposizione alle politiche di austerità.

Cittadini comuni sperimentano modalità alternative di far funzionare l’economia e la società, di creare legami di solidarietà e di tracciare la via verso un mondo più democratico, che risponda alle esigenze di giustizia sociale ed ecologica.

Ebbene sì, noi possiamo riprenderci in mano il nostro destino.

L’università estiva di Attac si inscrive perfettamente nel solco di questi tentativi. Non esistono evidentemente ricette già pronte, ma insieme siamo più forti. Cerchiamo di apprendere reciprocamente, di sviluppare ed elaborare, tutte/i insieme, analisi e azioni riguardo ai problemi cruciali della nostra epoca:

Il capitalismo finanziario non è stato disarmato dopo l’affondo del 2008. Dietro una calma apparente, quel sistema “casino” si è nuovamente imposto, alimentato dai tentativi disperati delle banche centrali di stabilizzare i mercati attraverso il cosiddetto quantitative easinge l’applicazione di tassi zero. Il sistema bancario è fragile in molti Paesi della UE e, nel contempo, i livelli di indebitamento sempre più elevati rappresentano un’autentica bomba a orologeria.

In ambito commerciale proseguono le politiche neoliberiste e ciò costituisce una minaccia per il funzionamento della democrazia, la giustizia sociale e i servizi pubblici. Nel medesimo blocco di accordi nocivi in cui si inseriscono TTIP e CETA, l’Accordo sul Commercio dei Servizi (TISA nell’acronimo inglese) prefigura un orizzonte di privatizzazioni a 360 gradi.

Le disuguaglianze aumentano. Così i ricchi diventano sempre più ricchi mentre la stragrande maggioranza della popolazione si impoverisce. Il nostro stato sociale è minacciato da spietate misure di austerità, nonché dai continui attacchi contro le conquiste (sociali) raggiunte, dai tagli alla spesa pubblica (soprattutto nel settore dei servizi), dalla riduzione delle tasse per i ricchi e le multinazionali. Il lavoro precario è divenuto la norma. La disoccupazione, soprattutto giovanile, raggiunge dei livelli insostenibili in molti Paesi della UE.

Profughi/e e migranti muoiono a migliaia nel tentativo di attraversare il Mediterraneo mentre alcuni Paesi europei decidono di interdire l’accesso ai loro territori a persone che fuggono dalla guerra e dalla miseria. Populisti di destra fomentano il razzismo accusando gli immigrati di essere loro i responsabili dei problemi causati invece dalla crisi del sistema neoliberista, e per questo occorre riuscire a costruire un movimento che promuova, al contrario, una società multiculturale.

La democrazia è minacciata da diverse forme di corruzione, dall’autoritarismo, dalla xenofobia, dal razzismo, dal montare di forze d’estrema destra.

In ambito sociale la democrazia vive uno spettacolare declino a causa della sua compiacenza di fronte alle misure neoliberiste. E spesso, in questo vuoto, si insinuano formazioni di estrema destra.

Si vanno accelerando fenomeni come il cambiamento climatico e la distruzione della natura. I progressi modesti raggiunti con gli accordi di Parigi nel 2015 sono completamente insufficienti. Aumentano la perdita di biodiversità, l’inquinamento dei suoli, delle falde acquifere, degli oceani.

La guerra e il terrore sono ormai, purtroppo, all’ordine del giorno. La repressione delle sollevazioni popolari in difesa della democrazia così come gli interventi militari illegittimi, in Afghanistan, Iraq, Libia e Siria hanno determinato una situazione di violazione di diritti umani, di destabilizzazione di tutta l’area, una crescita del terrore jahidista, un esodo di massa di rifugiati/e. La guerra condotta dalla NATO in Jugoslavia aveva aperto la strada a situazioni di guerra in territorio europeo; oggi l’Ucraina è lacerata da un nuovo conflitto armato. Un inquietante processo di militarizzazione e lo spettro di una nuova guerra fredda abitano ormai il nostro continente.

Così, dopo 500 anni di colonialismo, il dominio occidentale sul mondo assume altre forme. Ormai ci avventuriamo sul terreno incontrollato di un mondo multipolare.

L’Unione Europea attraversa ormai una crisi esistenziale. È ormai impossibile far finta di niente. Se siamo ancora in tempo per evitare una rottura caotica, dobbiamo immaginare nuove strategie e nuovi concetti per l’avvenire di tutto il continente. Nonostante questo contesto così cupo, le lotte e la resistenza di milioni di persone in cerca di una società più giusta in ogni parte d’Europa ci danno il coraggio di continuare ad adoperarci per un mondo diverso.

Troviamoci dunque a Tolosa nel mese d’agosto!

L’Università estiva europea dei movimenti sociali offrirà uno spazio militante che si vuole nel contempo conviviale et festoso. Attraverso dibattiti, concerti, attività culturali, escursioni e incontri con militanti di ogni parte d’Europa e del mondo, noi condivideremo le nostre riflessioni e impareremo gli uni dagli altri. Questa università estiva comprenderà laboratori, seminari e anche delle possibilità di sperimentazione diretta – ossia di azioni concrete – e sarà sicuramente l’occasione di festeggiare insieme (de faire la fête) !

25/2/2017 www.italia.attac.org

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