VAL DI ZENA ANCORA SMALTIMENTI ABUSIVI E CEMENTO-AMIANTO

Comitato per la bonifica della Val di Zena

Una area incantevole ma fragile come la Val di Zena deve essere tutelata meglio; certo si sta lavorando per
metterla in condizioni di sicurezza ma accorre fare di più e di meglio;
due questioni “urgenti” (per una delle due, la seconda, “urgente” è una parola ormai inflazionata,
comunque occorre insistere:

  • Al “solito posto” alla altezza di via Zena 105 dunque nei pressi della casa di cura Gruppioni , il
    “solito” smaltimento abusivo (disponibile ampio dossier fotografico): rifiuti edili, vetri frantumati,
    un bidone esausto di prodotti chimici per l’edilizia, un contenitore esausto di olii minerali, parti
    metalliche (pare di veicolo a motore), altri rifiuti generici e in parte insondabili perché chiusi in
    contenitori; contestualmente i cassonetti (vecchia maniera) stracolmi; in sostanza una situazione
    davvero “indecente” ; i rifiuti edili sono lì da troppi giorni e provengono da attività produttive
    probabilmente “irregolari” ; domanda : il COMUNE DI PIANORO HA PROGRAMMATO UNA
    STRATEGIA DI PREVENZIONE CONSIDERATO CHE NEGLI ULTIMI MESI GLI SMALTIMENTI ABUSIVI SI
    SONO RIPETUTI PIU’ DI UNA VOLTA, COME ABBIAMO DOCUMENTATO ?
  • Sempre lungo la Val di Zena , diversi kilometri più avanti verso Loiano , esattamente in località ZENA
    : la vexata quaestio del doppio capannone con copertura in cemento-amianto, in condizioni
    avanzate di vetustà e di degrado, secondo la nostra valutazione ; sono venti anni, saranno
    “passati” tre o quattro sindaci, che segnaliamo la questione; lo possono confermare funzionari
    comunali ormai andati in pensione; sono più di venti anni che si temporeggia e che grazie a
    “promesse” e dichiarazioni di intenti di bonifica non rispettati IL CAPANNONE E’ ANCORA LI’;
    abbiamo interloquito con persone che lavorano nelle ditta che oggi utilizza il capannone come
    deposito e “pare” che ci sia un progetto di bonifica…ma finché non abbiamo notizia di un piano di
    lavoro redatto ai sensi del decreto 81/2008 e consegnato alla medicina del lavoro della Ausl
    rimaniamo scettici ; la vicenda va ricostruita senza rimozioni rispondendo anche a due domande : a
    Pianoro si bonifica se e quando il proprietario decide di farlo ? Non si sollecita con una ordinanza
    comunale, dettando i tempi, quando oggettivamente sarebbe utile ? Vedremo comunque se il 2026
    sarà l’anno “buono”; inoltre, ulteriore dito nella piaga: a noi risulta che, se si vuole comunicare in
    lingua italiana, che la compravendita di amianto ma anche i manufatti contenenti amianto non
    possono essere commercializzati; tuttavia le istituzioni di fato, con grande spregio della lingua
    italiana hanno consentito quello che, per noi, è letteralmente un abuso; quante volte il
    capannone di Zena ha cambiato proprietà ? Approfondiremo; certamente è “andata meglio”
    quando abbiamo, molti anni fa, sollecitato la bonifica del cemento amianto in un ex sito produttivi
    vicinissimo all’attuale sito di smaltimenti abusivi
  • Ovvio che : non prestiamo attenzione a un singolo capannone; come abbiamo fatto in un incontro
    col sindaco di Ravenna il 15 giugno (riscontrando ascolto e disponibilità al dialogo) proponiamo
    oramai da decenni, anche da prima del varo della legge 257/1992 -Norme per la cessazione
    dell’uso dell’amianto di emanare una ordinanza sindacale (come quella del comune di s.Lazzaro
    di Savena del 2010) finalizzata al censimento capillare territoriale del cemento-amianto; la
    proposta ovviamente vale anche per Pianoro e per tutti i comuni delle valle dell’Idice e della
    Zena e per tutti i comuni italiani

Vito Totire, presidente AEA-VAL DI ZENA via Polese 30 40122 Bologna
Val di Zena, 17.6.2026

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