Comune di Torino casa di proprietà come garanzia integrazione retta

ISEE TORINO, L’UPS SEGNALA AL DIFENSORE CIVICO REGIONALE, AL MINISTERO DELLE POLITICHE SOCIALI E AL GARANTE NAZIONALE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ LA PRATICA DEL COMUNE DI TORINO DI NEGARE L’INTEGRAZIONE RETTA ALBERGHIERA E DI SOSTITUIRLA CON UN PRESTITO, CHIEDENDO A GARANZIA L’IMMOBILE DEL BENEFICIARIO

Torino, 15 maggio 2026

In occasione della Giornata Internazionale della Famiglia, istituita dalle Nazioni Unite nel 1993 per valorizzare il ruolo cruciale della famiglia come nucleo fondamentale della società, l’Unione per la promozione sociale OdV, organizzazione di volontariato che fa parte del Coordinamento sanità e assistenza tra i movimenti di base, ha inviato una formale segnalazione ad Autorità di garanzia locali e nazionali in merito alla consolidata pratica adottata dai Servizi sociali del Comune di Torino che negano l’integrazione della retta alberghiera secondo parametri Isee (gli unici da adottare, uniformi a livello nazionale) e propongono invece agli utenti la concessione di un prestito annuale (eventualmente reiterabile), a fronte di garanzie economiche da parte del beneficiario e dei suoi parenti, con l’impegno della casa.

Nel mondo si celebra oggi la ricorrenza che promuove politiche sociali orientate alla famiglia e riflette su temi demografici, economici e culturali. A Torino, il Comune fa da Istituto di credito che detta le regole (illegittime) di esclusione dai servizi e – contemporaneamente – tende l’ingannevole mano del prestito garantito dal frutto dei risparmi di una vita, che ogni anziano conta di passare ai propri figli e nipoti: la propria casa.

La prassi è stata segnalata dall’Unione per la promozione sociale OdV al Difensore Civico Regionale, ai vertici del Ministero delle Politiche sociali e al Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, con richiesta di cassare la prassi comunale e censurare immediatamente lo strumento, nonché di allineare il regolamento integrazione rette all’Isee nazionale, senza deroghe o criteri restrittivi rispetto ad esso, vietati dalla norma nazionale.

Andrea Ciattaglia, presidente dell’Ups: «Sono in aumento i casi di famiglie che si rivolgono alle realtà del Csa per segnalare difficoltà estreme nel pagare la retta alberghiera dei propri cari in Rsa, peraltro in costante aumento. Il Comune nega l’integrazione a moltissimi casi che ne avrebbero diritto con il conteggio basato sull’Isee; troviamo inaccettabile che tra le “soluzioni” proposte dall’ente ci sia quella del prestito garantito dalla casa. Si tratta di una prassi che pone le famiglie torinesi davanti ad una beffa irrispettosa: lo stesso soggetto che nega l’integrazione della retta, si propone come prestatore di risorse, chiedendo come garanzia il patrimonio dei ricoverati».

Per informazioni: unionepromozionesociale@gmail.com – 345.6749838

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