Ancora due annegati a Bologna: ancora una volta “stranieri” e giovani, originari uno della Romania, l’altro del Bangladesh

Ecco gli effetti della sinergia tra povertà e misconoscenza dei rischi 

Non si può certamente parlare di generica sfortuna;

l’andamento del fenomeno degli annegamenti è stato monitorato anche dall’Istituto Superiore di Sanità e le risultanze sono molto chiare ; gli episodi colpiscono in maniera significativa gli immigrati ; dire peraltro immigrati poveri è la stessa cosa;la stampa locale di Bologna ha citato gli ultimi episodi , tutti ai danni di immigrati poveri, ma ve ne sono stati altri , persino nei canali di bonifica della provincia. I  fattori determinanti sono due:

  1. La provenienza , personale e dei genitori, da territori lontani mette queste persone in condizioni sfavorevole circa la conoscenza e l’informazione sui rischi;
  2. Non avere le risorse economiche per andare al mare o in piscina;

per i minori si aggiunge anche il rischio costituito dal fato che i genitori sono al lavoro perché sono spesso gli immigrati che coprono i turni più difficili e pesanti;

occorre adottare un energico piano di prevenzione che non può essere fondato solo su qualche cartello, magari plurilingue, in più;

occorre soprattutto agire attraverso i contatti con le comunità e le associazioni degli immigrati;

è necessario comunque l’avvio immediato di una campagna informativa ma bisognerà aggiungere letteralmente un capitolo specifico nel prossimi PIANO REGIONALE /PIANO NAZIONALE DI PREVENZIONE.

Purtroppo però quasi tutto quello che riguarda immigrati e cosiddetti “stranieri” viene oggi accompagnato da azioni ostili e fasciste o da atteggiamenti di rimozione; pensiamo al caso di Reuf Islami, il giovane lavoratore edile morto sul lavoro in via Ranzani a Bologna per il quale il consiglio comunale ha deliberato , e ricordo dell’infortunio, di commemorare l’episodio con una targa ma questa targa ancora, dopo due anni, non viene ancora collocata sul sito.

Anche i morti annegati devono essere ricordati  non solo come monito a non indulgere ulteriormente in comportamenti a rischio ma anche per sollecitare la comunità autoctona a migliorare le proprie relazioni con gli immigrati; a nostro parere , in attesa di paini a più ampio raggio, la Ausl di Bologna deve immediatamente adottare in coerenza con il dettato dell’art.20 della legge di riforma sanitaria (…compito della Ausl è di redigere la mappa dei rischi presenti nel territorio e nei luoghi di lavoro). 

Ci uniamo al sentimento di dolore e di lutto di familiari e amici e ,come sempre, speriamo vivamente che queste “sciagure” annunciate non si ripetano più.

Vito Totire, portavoce circolo “Chico” Mendes

Via Polese 30 40122-Bologna  vitototire@gmail.com                  

Bologna, 20.7.2015

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