Dossier Epstein: l’effetto domino che travolge le élite
Dalle indagini alle condanne, passando per le dimissioni, Krisis traccia l’onda d’urto del caso che sta minando alle fondamenta la credibilità delle classi dirigenti occidentali.
A sette anni dalla morte di Jeffrey Epstein, la pubblicazione dei file del Dipartimento di Giustizia statunitense (Doj) hanno riattivato le inchieste sulla sua rete di relazioni. Seppur a scoppio ritardato, le indagini stanno coinvolgendo a macchia d’olio politici, finanzieri, aristocratici, tycoon, diplomatici e accademici. Con il presente dossier, concepito come un archivio pubblico in costante aggiornamento, ricostruiamo le connessioni emerse dai fascicoli ufficiali. Facendo una netta distinzione tra accuse formali e semplici menzioni, separiamo responsabilità giuridiche, etiche e politiche. Per tracciare lo stato reale dei procedimenti in corso.
Ascolta l’articolo, narrato da Maria Pappini:
Due fronti giudiziari. Due continenti. Da una parte Ghislaine Maxwell, detenuta in un carcere federale americano, il volto irrigidito nei disegni d’aula che hanno sostituito le fotografie. Dall’altra Andrew Mountbatten-Windsor, l’ex duca di York, entrato in custodia nel Regno Unito tra lampeggianti e silenzi ufficiali e rilasciato poche ore dopo, in attesa degli sviluppi dell’indagine.
Sette anni dopo la morte di Jeffrey Epstein, la scena non si è chiusa. Si è sdoppiata. L’Atlantico non divide più la storia: la riflette. Una donna che ha condiviso il cuore operativo del sistema, un principe che ne ha attraversato i salotti. Due percorsi giudiziari diversi, un’unica ombra che continua ad allungarsi. Le porte che si chiudono non sono un epilogo. Sono un’inquadratura intermedia. Perché Ghislaine e Andrew non sono soli.
È a partire da questa immagine speculare che Krisis riprende il filo dell’inchiesta iniziata nell’agosto 2025. In quella serie avevamo scelto di non limitarci alla cronaca giudiziaria, ma di analizzare la struttura relazionale che aveva permesso a Epstein, già condannato in Florida nel 2008, di restare inchiodato nei circuiti del potere globale. Avevamo seguito le connessioni, distinto tra responsabilità penali e responsabilità politiche, ricostruito contatti, viaggi, finanziamenti, silenzi.
Oggi quella mappa non può restare ferma. L’inchiesta si sta allargando a macchia d’olio, attraversando governi, board aziendali, università, ambienti diplomatici. Nuovi arresti, nuove dimissioni, nuove indagini stanno ridefinendo il perimetro della vicenda. L’accelerazione è seguita alla pubblicazione e all’analisi sistematica dei fascicoli del Dipartimento di Giustizia statunitense (Doj), che hanno reso accessibile una mole di documenti e comunicazioni fino ad allora non pienamente esplorate.
Per questo nasce questa pagina di Krisis: un dossier in continuo aggiornamento che tiene traccia dei nomi, dello stato dei procedimenti, delle incriminazioni e anche delle eventuali archiviazioni. Non una lista per alimentare il clamore, ma uno strumento di memoria e di chiarezza.
Perché la storia non è finita. E perché Maxwell e Andrew non sono che l’inquadratura più visibile di un sistema più vasto. Quel sistema non è fatto soltanto di reati accertati. È fatto di frequentazioni mantenute dopo una condanna, di inviti accettati quando il nome era già compromesso, di finanziamenti transitati tra fondazioni e università, di consulenze opache, di silenzi istituzionali. È fatto di reputazioni che hanno continuato a proteggere altre reputazioni.
Questa pagina non stabilisce colpe. Non sostituisce i tribunali. Registra. Verifica. Aggiorna. Distingue tra condanne definitive e indagini preliminari, tra dimissioni politiche e responsabilità penali, tra menzioni documentate e accuse formali. In un contesto in cui l’accumulo dei nomi rischia di trasformarsi in rumore, l’ordine è una forma di rigore.
L’obiettivo è semplice: impedire che la dispersione dei fatti produca oblio. Ogni nuovo sviluppo verrà integrato, ogni archiviazione segnalata, ogni incriminazione contestualizzata. La trasparenza non è uno slogan, è un processo. Se l’inchiesta è diventata globale, anche la memoria deve esserlo. E finché l’ombra continuerà ad allungarsi oltre le due celle che oggi la rendono visibile, questa pagina resterà aperta.
C’è un punto che va ribadito. Questa pagina non nasce dall’idea che ogni nome sia una colpa. Nasce dall’idea che ogni relazione documentata con un soggetto già condannato meriti di essere compresa nel suo contesto. La differenza tra frequentazione, favore, complicità, corresponsabilità o semplice contatto occasionale è una differenza sostanziale. È proprio per questo che va ricostruita con precisione, non dissolta nell’indistinto.
Il caso Epstein ha mostrato quanto sia fragile il confine tra sfera privata e funzione pubblica, quando il potere si muove per reti informali. Non si tratta solo di capire chi abbia commesso un reato, ma di chi abbia continuato a legittimare, normalizzare, proteggere, ignorare. In molti casi la questione è giuridica. In altri è etica. In altri ancora è politica. Confondere questi piani significa tradire la complessità del fenomeno.
Questo dossier tiene insieme i livelli senza sovrapporli. Ogni nome sarà accompagnato dallo stato reale del procedimento. Ogni aggiornamento sarà datato. Ogni rettifica sarà esplicitata. La memoria, per essere credibile, deve essere anche autocorrettiva.
A sette anni dalla morte di Jeffrey Epstein, la domanda non è più soltanto «chi sapeva?». È anche «chi ha continuato?». E, soprattutto, «quale sistema ha reso possibile che un uomo già condannato per il più orrendo dei crimini restasse per anni al centro di reti di influenza globale?». I due fronti giudiziari che aprono questa pagina sono un simbolo. Non sono il finale. Sono il punto in cui l’inquadratura si allarga. E noi continueremo a seguirla.
NOME: Alexander Acosta.
FUNZIONE: Ex Procuratore USA Florida (U.S. Attorney Southern District of Florida, 2005-2009), ex Segretario del Lavoro USA (Secretary of Labor sotto Trump, 2017-2019).
ACCUSA: È accusato di aver approvato, in qualità di Procuratore federale, un patteggiamento estremamente favorevole a Jeffrey Epstein nel 2007-2008. Il 24 settembre 2007 ha firmato il Non-Prosecution Agreement (accordo di non perseguibilità) federale che ha garantito l’immunità penale federale non solo a Epstein, ma anche a potenziali complici e collaboratori nominati esplicitamente, tra cui assistenti come Sarah Kellen e Lesley Groff. Questo accordo ha bloccato qualsiasi indagine o processo federale per traffico sessuale di minori, nonostante un indictment preliminare preparato con oltre 60 capi d’accusa gravi. Successivamente, il 30 giugno 2008, Epstein ha patteggiato a livello statale in Florida dichiarandosi colpevole solo di due reati minori (sollecitazione di prostituzione e induzione alla prostituzione di una minore), ricevendo una condanna a 18 mesi (ne ha scontati 13 con permessi diurni). L’intero negoziato è stato criticato come «sweetheart deal» (accordo di favore): ha evitato un processo pubblico federale che avrebbe potuto portare all’ergastolo, permettendo a Epstein di continuare le sue attività per oltre un decennio. Acosta ha sempre difeso la sua decisione come «risoluzione negoziata» per difficoltà probatorie, ma il Dipartimento di Giustizia (rapporto OPR 2020) ha giudicato il suo operato come «poor judgment» (scarso giudizio), pur senza ravvisare illeciti disciplinari.
DIMISSIONI: Dimesso da Segretario del Lavoro (annuncio 12 luglio 2019, effettivo 19 luglio 2019).
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: No.
NOME: Jean-Luc Brunel (deceduto).
FUNZIONE: Agente modelle MC2 (fondatore MC2 Model Management, finanziato da Epstein nel 2004; ex Karin Models).
ACCUSA: È stato accusato di traffico sessuale di minori a fini di sfruttamento sessuale e di stupro di minori. Le imputazioni mosse dalla procura di Parigi includevano la fornitura sistematica di ragazze minorenni a Jeffrey Epstein e ad altri uomini per scopi sessuali, nonché lo stupro diretto di minori, in alcuni casi aggravato dalla somministrazione di sostanze stupefacenti per rendere le vittime incapaci di resistere. Le indagini francesi, avviate nel 2019 dopo la morte di Epstein e intensificate nel 2020, si basavano su testimonianze di vittime che descrivevano Brunel come uno dei principali fornitori di ragazze per il network Epstein, spesso reclutate attraverso il mondo della moda (casting, agenzie, promesse di carriere nel mondo della moda). L’accusa più grave, emersa nel giugno 2021, riguardava lo stupro di una ragazza di 17 anni negli anni Novanta, con somministrazione di droga per facilitare l’abuso. Brunel era considerato un anello operativo chiave del sistema transatlantico: sfruttava la sua posizione nel settore della moda per identificare e adescare ragazze vulnerabili, molte delle quali minorenni, trasferendole poi verso Epstein e i suoi associati.
DIMISSIONI: No.
CONDANNA: In attesa al momento della morte. Brunel non ha mai ricevuto una condanna definitiva: il processo era ancora in fase istruttoria quando è deceduto, e il procedimento penale è stato interrotto per sempre.
PROCEDIMENTO PENALE: È stato arrestato il 16 dicembre 2020 all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi, mentre tentava di imbarcarsi su un volo per Dakar, Senegal. La polizia francese lo ha intercettato su mandato del Procuratore di Parigi che lo riteneva in fuga. Nei giorni successivi è stata formalizzata l’incriminazione iniziale per stupro e traffico di minori. L’accusa è stata rivista il 29 giugno 2021 con l’aggiunta dello stupro aggravato da somministrazione di sostanze a una ragazza di 17 anni negli anni Novanta. Dal dicembre 2020 è rimasto in custodia cautelare nella prigione di La Santé a Parigi, con un breve periodo di rilascio temporaneo alla fine del 2021 e successiva reincarcerazione su appello dei procuratori. Il 19 febbraio 2022 è stato trovato impiccato nella sua cella intorno all’1:00 del mattino. La procura di Parigi ha immediatamente classificato il decesso come suicidio, tesi confermata dall’indagine giudiziaria conclusa nel 2023, che ha escluso interventi esterni e lo ha attribuito a una reazione alla pressione dell’incriminazione e della detenzione prolungata. Il procedimento penale è stato interrotto definitivamente per morte dell’imputato; il caso è stato archiviato nel 2023 senza alcuna condanna e senza che venissero processati co-imputati in sua vece.
NOME: Jeffrey Epstein (suicidato).
FUNZIONE: Finanziere.
ACCUSA: Nel 2005-2006 emergono le prime indagini: la polizia di Palm Beach (Florida) raccoglie prove su almeno 36 vittime minorenni reclutate tra il 2004 e il 2005 per atti sessuali a pagamento nella sua residenza di Palm Beach. Le accuse statali si concretizzano nel 2008 con due capi d’imputazione: induzione alla prostituzione di una minore e sollecitazione di prostituzione. Epstein patteggia il 30 giugno 2008 dichiarandosi colpevole di entrambi i reati minori, evitando un processo pubblico e un’accusa più grave per traffico sessuale di minori.
Le indagini federali riprendono con forza nel 2018-2019 grazie al lavoro del Miami Herald e alle testimonianze di vittime. Il 6 luglio 2019 viene arrestato all’aeroporto di Teterboro (New Jersey) con accuse federali molto più pesanti: traffico sessuale di minori e cospirazione per traffico sessuale di minori. Le accuse federali (Southern District of New York) descrivono un sistema operativo durato almeno dal 2002 al 2005 (e con elementi successivi), in cui Epstein e collaboratori reclutavano, trasportavano e sfruttavano sessualmente decine di ragazze minorenni, molte delle quali pagate per reclutare altre vittime. Il reato principale contestato era il traffico sessuale di minori, punito con ergastolo potenziale.
DIMISSIONI: No.
CONDANNA: Unica condanna definitiva ottenuta con il patteggiamento statale in Florida del 30 giugno 2008. Fu condannato a 18 mesi di carcere, di cui ne scontò effettivamente 13 (dal gennaio 2009 al luglio 2010), trascorrendo gran parte del tempo in una cella privata alla prigione della Palm Beach County con permessi di uscita di 12 ore al giorno per «lavoro».
PROCEDIMENTO PENALE: Arrestato il 6 luglio 2019 all’aeroporto di Teterboro (New Jersey), su mandato federale del Southern District of New York, per traffico sessuale di minori e cospirazione. Incriminato lo stesso giorno con accuse che prevedevano fino a 45 anni di carcere. Il 10 agosto 2019 è stato trovato morto nella sua cella al Metropolitan Correctional Center di New York (ufficialmente suicidio per impiccagione alle 6:39 del mattino). L’autopsia del Chief Medical Examiner di New York City ha confermato la morte per impiccagione. Il rapporto finale del Department of Justice Office of Inspector General (2023) confermò il suicidio, pur rilevando gravi falle nelle procedure di sorveglianza e controlli. La morte ha interrotto il processo federale prima che potesse iniziare. Il patteggiamento del 2008 resta l’unico atto di condanna definitiva a suo carico; le indagini post-2019 si sono concentrate sui complici e sulle vittime, senza ulteriori procedimenti diretti contro di lui.
NOME: Lesley Groff.
FUNZIONE: Segretaria personale / Executive assistant di Epstein (2001-2019; gestiva gli appuntamenti dei «massaggi», le prenotazioni di viaggi Amex, i pagamenti vittime, la logistica globale).
ACCUSA: È accusata di aver avuto un ruolo operativo centrale come segretaria personale di Jeffrey Epstein dal 2001 al 2019. Gestiva la programmazione di centinaia di «massaggi» (eufemismo per appuntamenti sessuali con minori), prenotazioni di viaggi, pagamenti alle vittime e logistica internazionale per Epstein e i suoi associati.
È stata indicata come possibile complice in un documento interno dell’FBI dell’agosto 2019 (reso pubblico senza censure nel 2026) nel contesto della rete di traffico sessuale, e nominata esplicitamente come potenziale complice immune nell’accordo di non perseguibilità federale del settembre 2007. Testimonianze di vittime e documenti DOJ del 2026 confermano il suo coinvolgimento nella coordinazione di spostamenti e logistica per minori coinvolti negli abusi.
DIMISSIONI: No.
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: No (ottenuta immunità).
NOME: Brad Karp.
FUNZIONE: Presidente del dipartimento aziendale Paul Weiss (studio legale).
ACCUSA: Comunicazioni frequenti e strette con Jeffrey Epstein (scambi di email dal 2015 al 2019, inclusi ringraziamenti per cene e eventi sociali, richieste di favori personali e familiari come aiuto per collocare il figlio in un film di Woody Allen, discussioni su accordi legali di Epstein nel 2019, condivisione di documenti sensibili; tutto emerso dai file resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia USA).
DIMISSIONI: Dimesso dalla carica di presidente dello studio legale Paul Weiss il 4 febbraio 2026 (rimane socio e consulente per clienti presso lo studio).
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: No.
NOME: Sarah Kellen.
FUNZIONE: Assistente Epstein.
ACCUSA: È accusata di aver avuto un ruolo operativo chiave come assistente personale di Jeffrey Epstein: reclutava e gestiva appuntamenti sessuali con minori, scambiando centinaia di messaggi con ragazze adolescenti per fissare «massaggi» (eufemismo per atti sessuali), organizzando viaggi, pagamenti e logistica.
È stata definita «penalmente responsabile» dal giudice Alison J. Nathan nella sentenza Maxwell del 29 giugno 2022 e nominata come potenziale co-cospiratrice nel Non-Prosecution Agreement federale del settembre 2007. I file DOJ del 2026 confermano il suo ruolo centrale nella gestione quotidiana delle vittime.
DIMISSIONI: NO.
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: No (immunità da patteggiamenti).
NOME: Joi Ito.
FUNZIONE: Ex Direttore MIT Media Lab (2011-2019), ex Professore MIT.
ACCUSA: È accusato di aver accettato fondi e mantenuto rapporti stretti con Jeffrey Epstein dopo la condanna del 2008. Ha ricevuto circa 525.000 dollari diretti per il MIT Media Lab tra il 2013 e il 2017, e tra 1,2 e 1,7 milioni di dollari personali per i suoi fondi di venture capital e investimenti in startup. Ha facilitato donazioni indirette tramite Epstein, tra cui circa 5,5 milioni da Leon Black e 2 milioni da Bill Gates (Gates nega che Epstein abbia diretto il dono). Ha cercato di nascondere il nome di Epstein nelle donazioni per evitare controlli MIT. Epstein ha visitato il Lab più volte, con incontri multipli e email e visite post-2008.
DIMISSIONI: Sono avvenute il 7 settembre 2019, dopo la pubblicazione di un’inchiesta del New Yorker che ha rivelato i legami finanziari con Epstein e l’entità reale dei fondi ricevuti. Joi Ito ha lasciato con effetto immediato la direzione del MIT Media Lab, la cattedra di professore e ogni incarico come dipendente del MIT, comunicando la decisione al Provost dell’Istituto. Nello stesso periodo ha abbandonato i ruoli nei consigli di amministrazione della MacArthur Foundation, della Knight Foundation e della The New York Times Company, oltre alla visiting professorship presso la Harvard Law School, con gli enti coinvolti che hanno confermato le uscite come conseguenza diretta dello scandalo emerso. Da allora non ha più ricoperto incarichi accademici o di leadership negli Stati Uniti, spostando la propria attività professionale principalmente in Giappone.
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: No.
NOME: Miroslav Lajčák.
FUNZIONE: Ex Ministro degli Esteri della Slovacchia (diversi mandati tra il 2009 e il 2020), ex Consigliere speciale per la sicurezza nazionale e per gli affari del Kosovo.
ACCUSA: È accusato di aver intrattenuto rapporti prolungati, frequenti e amichevoli con Jeffrey Epstein dopo la sua condanna del 2008 in Florida. I file resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia USA documentano numerosi scambi di email e messaggi di testo tra il 2017 e il 2019, contenenti battute e commenti a sfondo sessuale su «girls», «games», donne descritte come «gorgeous», inviti a «giochi» e riferimenti espliciti a una «MI girl» (probabile allusione a una ragazza del Michigan o del Minnesota). Emergono inoltre discussioni su temi di politica estera, richieste di favori personali (biglietti per spettacoli teatrali, contatti professionali), e almeno 25 incontri documentati di persona negli Stati Uniti e in Europa dopo il 2008. Il primo contatto noto risale a settembre 2017 a New York, quando Lajčák presiedeva la 72ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lajčák ha definito gli scambi «informali, leggeri e di natura sociale», ha ammesso di rileggerli oggi con imbarazzo, ma ha sempre negato qualsiasi consapevolezza o coinvolgimento nelle attività criminali di Epstein.
DIMISSIONI: Dimesso da Consigliere per la sicurezza nazionale (annuncio 31 gennaio 2026, accettato da Fico il 1 febbraio 2026).
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: No.
NOME: Jack Lang.
FUNZIONE: Ex Ministro della Cultura francese (sotto François Mitterrand, multipli mandati 1981-1993 e 2000-2002), ex Presidente dell’Institut du Monde Arabe (IMA, Parigi – dal 2013).
ACCUSA: È accusato di aver mantenuto contatti regolari con Jeffrey Epstein dal 2012 al 2019, dopo la condanna del 2008. I file DOJ del 2026 mostrano il suo nome in 673 documenti: corrispondenza su fondi, favori, incontri (inclusi a Marrakech) e legami finanziari tramite una società offshore co-intestata con la figlia Caroline Lang (dal 2016 circa). Non emergono prove o accuse di coinvolgimento in reati sessuali o traffico di minori; l’inchiesta si concentra su aspetti finanziari e fiscali.
DIMISSIONI: Dimesso da Presidente dell’Institut du Monde Arabe (proposta 7 febbraio 2026; accettata dal Ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot e Foreign Ministry 8 febbraio 2026; dimissioni formali al prossimo board meeting).
CONDANNA: No
PROCEDIMENTO PENALE: Indagine in corso del Parquet National Financier per riciclaggio e frode fiscale aggravata aperta il 6 febbraio 2026 contro Lang e la figlia Caroline. Perquisizioni eseguite il 16 febbraio 2026 presso l’Ima e il domicilio privato da parte dell’Office national anti-fraude (Onaf).
NOME: Thorbjørn Jagland (tentato suicidio).
FUNZIONE: Ex Primo ministro della Norvegia (1996-1997), ex Ministro degli Esteri, ex Segretario Generale Consiglio d’Europa (2009-2019), ex Presidente Comitato Nobel norvegese.
ACCUSA: Corruzione aggravata per accettazione di regali, soggiorni, viaggi, prestiti e altri vantaggi da Jeffrey Epstein post-condanna 2008, in connessione con le sue posizioni pubbliche.
DIMISSIONI: No.
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: Økokrim, l’autorità norvegese per i crimini economici e ambientali, ha aperto l’indagine il 5 febbraio 2026 su sospetto di corruzione aggravata, basandosi sui file DOJ Epstein. Lo stesso giorno ha richiesto la revoca dell’immunità dell’ex-Segretario Generale del Consiglio d’Europa, concessa dall’art. 19 dell’Accordo generale sulle immunità: il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa l’ha revocata l’11-12 febbraio 2026. L’incriminazione formale è arrivata il 12 febbraio 2026, con perquisizioni immediate alla residenza di Oslo e alle proprietà ricreative. Le indagini sono in corso: Økokrim prevede interrogatori e possibili audizioni parlamentari; Jagland, tramite il suo avvocato Anders Brosveet, ha negato ogni responsabilità penale e coopera. Intorno al 17-18 febbraio 2026 è stato ricoverato in ospedale per «stress legato al caso»: il suo legale ha smentito categoricamente voci di tentativo di suicidio, definendolo un ricovero per esaurimento da pressione mediatica e giudiziaria. La pena potenziale per corruzione aggravata è fino a 10 anni di reclusione.
NOME: Mona Juul.
FUNZIONE: Ex Ambasciatrice della Norvegia in Giordania e Iraq (accreditata anche in Iraq; precedentemente Ambasciatrice Onu, Israele, Regno Unito; figura chiave Accordi di Oslo).
ACCUSA: È accusata di aver mantenuto contatti stretti con Jeffrey Epstein dopo la sua condanna del 2008, prevalentemente tramite il marito Terje Rød-Larsen: email, incontri multipli, cene e viaggi documentati, inclusi piani per una visita all’isola privata di Epstein nel 2011 (non confermata). Il punto più grave è il lascito testamentario di Epstein: il testamento firmato l’8 agosto 2019 (due giorni prima della morte) destinava 10 milioni di dollari ai due figli della coppia ($5 milioni ciascuno). L’accusa di corruzione aggravata si basa sul sospetto che questi benefici siano collegati alla posizione diplomatica di Juul e ai ruoli pubblici del marito, configurando una forma di corruzione passiva.
DIMISSIONI: Dimessa da Ambasciatrice in Giordania e Iraq (annuncio 8 febbraio 2026; accettato dal Ministro Esteri Espen Barth Eide il 9 febbraio 2026).
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: Indagine in corso da parte di Økokrim (autorità norvegese per crimini economici) su corruzione aggravata, annunciata ufficialmente il 9 febbraio 2026. Juul è indagata per corruzione aggravata; il marito Terje Rød-Larsen per concorso/complicità. Perquisizioni eseguite il 9 febbraio 2026 all’appartamento di Oslo Frogner e a una residenza testimone. L’inchiesta si concentra su benefici ricevuti in connessione con ruoli pubblici; Juul coopera tramite avvocato, nega illeciti e descrive i contatti come minimi e originati dal marito.
NOME: Peter Mandelson.
FUNZIONE: Ex ministro britannico, ex ambasciatore britannico negli USA.
ACCUSA: È accusato di abuso d’ufficio per divulgazione impropria di documenti sensibili commerciali e governativi a Jeffrey Epstein durante il suo ruolo ministeriale, in particolare nella crisi finanziaria 2008-2010. Le email emerse dai file DOJ del 2026 mostrerebbero la condivisione di informazioni riservate su mercati e politiche economiche, potenzialmente sfruttabili da Epstein.
DIMISSIONI: Dimesso da House of Lords (febbraio 2026), espulso dal Labour Party, licenziato da ambasciatore negli USA (settembre 2025).
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: Arrestato il 23 febbraio 2026 a Camden (Londra) dalla Metropolitan Police, interrogato per oltre nove ore e rilasciato su cauzione la mattina del 24 febbraio 2026. Nessuna accusa formale, ma l’indagine resta attiva e in corso per abuso d’ufficio, basata sui file Doj 2026.
NOME: Ghislaine Maxwell.
FUNZIONE: Socia e reclutatrice principale di Epstein.
ACCUSA: È stata imputata per aver svolto un ruolo centrale e operativo nel sistema di traffico sessuale di minori gestito da Jeffrey Epstein. Le accuse federali mosse dal Southern District of New York includevano traffico sessuale di minori, cospirazione per traffico sessuale di minori, reclutamento e adescamento di minori per atti sessuali illegali, nonché trasporto di minori con intento di sfruttamento sessuale. Le imputazioni si riferivano a un periodo compreso tra il 1994 e il 2004, durante il quale Maxwell avrebbe reclutato, adescato, pagato e in alcuni casi abusato sessualmente di ragazze minorenni, presentandole spesso come «massaggi» per Epstein e altri uomini. Secondo l’accusa, Maxwell era la figura chiave nel selezionare le vittime, normalizzare gli abusi e mantenere il silenzio delle ragazze attraverso pagamenti, minacce implicite e promesse di opportunità come carriere in quanto modelle, istruzione o contatti sociali. I procuratori l’hanno descritta come «la persona che rendeva possibile il sistema», condividendo con Epstein la responsabilità diretta del reclutamento e della gestione quotidiana delle vittime.
DIMISSIONI: No.
CONDANNA: Una condanna definitiva a 20 anni di reclusione più una multa di 750.000 dollari. La sentenza è stata emessa il 28 giugno 2022 dalla giudice Alison J. Nathan presso il tribunale federale del Southern District of New York. La pena è stata considerata in linea con le linee guida federali, nonostante i procuratori avessero richiesto un range tra i 30 e i 55 anni e Maxwell abbia sempre proclamato la propria innocenza, definendo il processo ingiusto e politicamente motivato.
PROCEDIMENTO PENALE: È stata arrestata il 2 luglio 2020 a Bradford, New Hampshire, in una proprietà privata dove si era nascosta da mesi, in un’operazione Fbi condotta senza preavviso per evitare una possibile fuga. Il processo è iniziato il 29 novembre 2021 ed è durato circa un mese, con testimonianze di quattro vittime principali, tra cui Carolyn e Annie Farmer. Il 29 dicembre 2021 la Giuria federale l’ha dichiarata colpevole su cinque capi d’imputazione su sei, assolvendola solo dall’accusa di adescamento di una minore per atti sessuali illegali. La condanna a 20 anni è arrivata il 28 giugno 2022. L’appello è stato respinto il 17 settembre 2024, con conferma integrale della condanna dopo che Maxwell aveva contestato presunti errori procedurali e pregidizi della giuria. Attualmente sta scontando la pena in un carcere federale: trasferita nel 2025 da FCI Tallahassee in Florida a FPC Bryan in Texas, una struttura a bassa sicurezza riservata a detenute con ridotto rischio di fuga o violenza.
NOME: Mette-Marit.
FUNZIONE: Principessa di Norvegia (moglie di dell’erede al trono Haakon, futura regina consorte).
ACCUSA: Contatti prolungati e amicizia con Epstein post-condanna 2008 (email, soggiorni proprietà, discussioni personali; no accuse di abusi o complicità).
DIMISSIONI: Nessuna dimissione formale dal titolo reale o ruoli principali (la monarchia norvegese è costituzionale e non prevede dimissioni per consorte); rimossa da patronati specifici (es. “Skamløsprisen” per diritti sessuali, febbraio 2026); organizzazioni a sfondo caritatevole; forte pressione mediatica e politica per fare un passo indietro da impegni pubblici.
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: No.
NOME: George Mitchell.
FUNZIONE: Ex Leader della maggioranza al Senato USA (1989-1995), ex Inviato speciale per il Medio Oriente (amministrazione Obama, 2009-2011), ex Cancelliere Queen’s University Belfast (1999-2009), figura chiave degli Accordi di Belfast.
ACCUSA: È accusato di aver mantenuto un’associazione lunga e documentata con Jeffrey Epstein, sia prima che dopo la condanna del 2008 per prostituzione minorile. I file DOJ del 2026 lo menzionano oltre 300 volte: email di assistenti per appuntamenti tra il 2010 e il 2013, una nota nel birthday book di Epstein del 2003, e contatti noti da anni. Mitchell ha sempre negato qualsiasi conoscenza o coinvolgimento negli abusi sessuali di Epstein, esprimendo «profondo dispiacere» per l’associazione e condannando i crimini.
DIMISSIONI: Queen’s University Belfast ha rimosso il suo nome dall’Institute for Global Peace, Security and Justice e ha tolto il busto commemorativo dal campus (annunciato il 2 febbraio 2026). L’US-Ireland Alliance ha rinominato il George J. Mitchell Scholarship Program (annuncio primo febbraio 2026). Si è dimesso da Presidente onorario del Mitchell Institute (non profit del Maine per borse di studio a studenti a basso reddito) il 5 febbraio 2026, con il board che ha avviato un processo per cambiare nome all’istituzione.
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: No.
NOME: Andrew Mountbatten-Windsor (ex Prince Andrew).
FUNZIONE: Ex Duca di York, ex inviato commerciale del Regno Unito.
ACCUSA: È accusato di abuso d’ufficio, in particolare la sospetta condivisione di informazioni riservate e commerciali governative con Jeffrey Epstein durante il periodo in cui Andrew ricopriva il ruolo di inviato commerciale britannico (2001-2011). Secondo le indagini della Metropolitan Police e della Thames Valley Police, emerse dai file DOJ rilasciati nel gennaio-febbraio 2026, Andrew avrebbe trasmesso o discusso documenti sensibili legati a opportunità commerciali, rapporti di intelligence economica e informazioni privilegiate su mercati e aziende britanniche, in un contesto in cui Epstein poteva trarre vantaggio personale o finanziario. Non si tratta di accuse legate direttamente ad abusi sessuali (quelle civili con Virginia Giuffre – morta successivamente – sono state chiuse con un accordo extragiudiziale nel 2022), ma di un reato contro la pubblica amministrazione: l’uso improprio della posizione ufficiale per favorire interessi privati o di terzi, violando il dovere di lealtà e riservatezza verso la Corona e il governo britannico.
DIMISSIONI: Ha perso tutti i titoli reali e le onorificenze militari nel gennaio 2022, dopo lo scandalo legato alle accuse di Virginia Giuffre e all’intervista Bbc del 2019. Tali misure sono state confermate e ampliate nell’ottobre 2025, con il trasferimento forzato dalla Royal Lodge (residenza Windsor) e la revoca definitiva di ogni patronato reale e incarico pubblico. Si era già dimesso da tutti gli incarichi formali e patronati reali tra il 2019 e il 2022, dopo aver rinunciato al titolo di Sua Altezza Reale nelle funzioni ufficiali e dopo essere stato escluso da eventi pubblici della famiglia reale. Non ha più alcun ruolo istituzionale o rappresentativo dal 2022.
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: È stato arrestato il 19 febbraio 2026, nel giorno del suo 66° compleanno, intorno alle 8:00 del mattino, nella residenza di Wood Farm all’interno della Sandringham Estate nel Norfolk, da agenti della Thames Valley Police. È stato trattenuto in custodia per circa 11 ore e rilasciato la sera stessa sotto indagine, formula britannica che equivale a un rilascio su cauzione con obbligo di cooperazione e divieto di interferire con le indagini. Non è stata ancora formalizzata alcuna accusa, ma l’indagine resta attiva. La Thames Valley Police ha aperto un procedimento su denuncia relativa alla condivisione di documenti riservati con Epstein, con perquisizioni in corso presso indirizzi nel Berkshire e nel Norfolk. L’inchiesta è coordinata con la Metropolitan Police e si basa su elementi emersi dai file DOJ Epstein del 2026, inclusi email e corrispondenza che suggerirebbero la trasmissione di informazioni sensibili durante il periodo in cui era inviato commerciale. Andrew nega ogni addebito e ha dichiarato piena collaborazione con le autorità; al momento non è stato sottoposto a ulteriori misure cautelari.
NOME: Thomas Pritzker.
FUNZIONE: Presidente esecutivo Hyatt Hotels.
ACCUSA: Thomas Pritzker è accusato di aver mantenuto contatti lunghi e regolari con Jeffrey Epstein dopo la condanna del 2008, in un periodo in cui il finanziere era già noto per reati legati alla prostituzione minorile. Le email e i documenti emersi dai file DOJ del 2026 mostrano una corrispondenza amichevole protrattasi per anni, con discussioni personali e geopolitiche, cene condivise, viaggi e richieste di favori (tra cui aiuto per collocare una giovane donna rumena incontrata a casa sua). A queste frequentazioni si aggiungono accuse più gravi di traffico sessuale e abuso: nella deposizione civile del 2016 Virginia Giuffre ha dichiarato di essere stata costretta a rapporti sessuali con Pritzker quando era minorenne e trafficata da Epstein. Pritzker ha sempre negato categoricamente ogni accusa di natura sessuale, definendola priva di fondamento e priva di prove, e ha espresso profondo rimpianto solo per l’associazione con Epstein e Maxwell, sottolineando di non aver mai avuto conoscenza delle attività criminali in corso. Al momento non emergono elementi penali che supportino le accuse di abuso e il caso resta su piano etico-reputazionale legato ai legami post-condanna.
DIMISSIONI: Dimesso da presidente esecutivo (annuncio effettivo il 16 febbraio 2026); non si ricandiderà al board all’assemblea azionisti 2026.
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: No.
NOME: Joanna Rubinstein.
FUNZIONE: Ex Presidente dell’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite per la Svezia.
ACCUSA: è accusata di aver visitato l’isola privata di Jeffrey Epstein, Little St. James, nel 2012 con partner e figli, dopo la condanna di Epstein del 2008 per prostituzione minorile. I file DOJ 2026 documentano un unico incontro: dopo la visita, ha inviato un’email di ringraziamento a nome suo e dei figli.
DIMISSIONI: Dimessa da Presidente dell’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite per la Svezia (annuncio e effettivo 2 febbraio 2026).
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: No.
NOME: Kathryn Ruemmler.
FUNZIONE: Ex Consigliera di Barack Obama, capo dell’ufficio legale di Goldman Sachs.
ACCUSA: Rapporti stretti, email che minimizzano i crimini Epstein (descrizioni del pedofilo come «fratello maggiore», consigli su come rispondere a media/accuse, accettazione regali lusso); menzionata in più di 10.000 documenti DOJ Epstein files.
DIMISSIONI: Dimessa da Direttore dell’Ufficio legale e Consigliere Generale di Goldman Sachs (annuncio 12 febbraio 2026; effettivo 30 giugno 2026).
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: No.
NOME: Sultan Ahmed bin Sulayem.
FUNZIONE: Ex Presidente e Amministratore Delegato (Chairman & CEO) di DP World (Dubai Ports World).
ACCUSA: È accusato di aver mantenuto contatti stretti e prolungati con Jeffrey Epstein dal 2007 al 2019, come documentato da centinaia di email emerse nei file DOJ del 2026. I messaggi contengono contenuti espliciti e disturbanti: riferimenti a sesso, massaggi sessuali, escort, video di «torture», descrizioni misogine di donne e discussioni su ragazzine.
Oltre alle comunicazioni, emergono discussioni su possibili viaggi e soggiorni a Little St. James, inclusi piani per Natale 2014 o dopo eventi specifici, anche se non risultano prove di visite effettivamente avvenute.
I contatti iniziano prima della condanna di Epstein nel 2008 e continuano per oltre un decennio, in un periodo in cui il finanziere era già noto per reati legati alla prostituzione minorile. Non emergono accuse penali dirette di partecipazione ad abusi o traffico sessuale, ma il tenore delle email e la persistenza dei rapporti post-2008 sollevano questioni etiche gravi su come un dirigente di alto profilo abbia mantenuto un legame così intimo con una figura compromessa.
DIMISSIONI: Dimesso da Presidente e Amministratore delegato (annuncio e effettivo 13 febbraio 2026).
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: No.
NOME: Lawrence Summers.
FUNZIONE: Ex Segretario al Tesoro USA (1999-2001), ex Presidente Harvard (2001-2006), ex Professore Harvard (University Professor emerito).
ACCUSA: È accusato di aver mantenuto rapporti continuati con Jeffrey Epstein dopo la condanna del 2008. I file DOJ del 2026 documentano email frequenti tra il 2013 e il 2019 (consigli personali/romantici, discussioni politiche, corrispondenza fino a luglio 2019, poche settimane prima dell’arresto di Epstein), incontri multipli nel 2013-2016 e una breve visita all’isola Little St. James durante la luna di miele con la moglie Elisa New nel dicembre 2005. I legami erano noti da anni (donazioni Epstein a Harvard durante la presidenza Summers), ma i file hanno approfondito la persistenza post-2008.
DIMISSIONI: Dimesso da vari board (OpenAI novembre 2025; altri gruppi di policy e think tank 2025-2026). A Harvard in aspettative dall’insegnamento da novembre 2025 durante la review interna; dimissione completa da professore e da co-director del Mossavar-Rahmani Center for Business and Government, annunciata il 25 febbraio 2026 (effettiva fine anno accademico 2026).
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: No.
NOME: Casey Wasserman.
FUNZIONE: Presidente del Comitato Olimpico di Los Angeles 2028.
ACCUSA: È accusato di aver intrattenuto nel 2003 una corrispondenza flirtante e sessualmente suggestiva con Ghislaine Maxwell, emersa dai file DOJ. Gli scambi includono richieste esplicite.
Questi messaggi precedono la condanna di Epstein (2008) e lo scandalo Maxwell (2020-2021), ma la natura erotica e il contesto di amicizia con Maxwell hanno generato forti critiche etiche. Wasserman ha inoltre ammesso un unico volo umanitario nel 2002 sul jet di Epstein (con la Clinton Foundation), negando però legami personali o professionali diretti con lui.
Non emergono accuse penali di abusi o traffico sessuale: il caso resta puramente reputazionale ed etico, legato a contatti pre-2008 che oggi appaiono compromettenti alla luce dei fatti successivi.
DIMISSIONI: Pressione forte per dimettersi. Scuse formali presentate il primo febbraio 2026
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: No.
NOME: Leslie Wexner.
FUNZIONE: Fondatore Victoria’s Secret / L Brands.
ACCUSA: È accusato di aver conferito a Jeffrey Epstein una procura legale estesa negli anni Ottanta e proseguita fino ai primi Duemila, revocata solo nel 2007-2008 dopo la condanna di Epstein in Florida. Grazie a questa procura, Epstein ha gestito per decenni le finanze personali di Wexner, inclusi trust familiari, investimenti, vendite di asset e operazioni bancarie, con un controllo quasi totale sulle sue risorse economiche.
Epstein è stato menzionato come co-cospiratore in documenti Fbi e DOJ del 2019 e nei file rilasciati nel 2026, con sospetti che Wexner abbia facilitato la sua ascesa finanziaria e sociale attraverso fondi, legami e accesso a reti di potere. Wexner ha sempre negato ogni conoscenza dei crimini di Epstein, definendosi «ingannato da un truffatore di classe mondiale» e accusandolo di aver sottratto circa 46 milioni di dollari. Non emergono prove penali dirette di partecipazione ad abusi o traffico sessuale.
DIMISSIONI: Dimesso da posizioni executive anni prima (Ceo di L Brands maggio 2020; Membro CdA 2021; vendita di Victoria’s Secret 2021); nuova deposizione Congresso.
CONDANNA: No.
PROCEDIMENTO PENALE: No.
Maria Pappini
2/3/2026 https://krisis.info/










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