“HandiMap” e le barriere architettoniche: dalla vita vissuta un’idea diventa azione
Manilla Castaldo
di Stefania Delendati
Nata dall’esperienza personale di una giovane con disabilità, Manilla Castaldo, la piattaforma online “HandiMap”, pensata per mappare i punti non accessibili delle città, non nasce come soluzione tecnica, né come risposta definitiva, ma come tentativo di passare dalla narrazione alla responsabilità condivisa, trasformando l’esperienza individuale in un dato che possa entrare nel dibattito pubblico su autonomia, mobilità e accessibilità. Ne abbiamo parlato con la sua stessa creatrice
Di iniziative nate per mappare la presenza delle barriere architettoniche ne esistono molte, tutte utili per consentire alle persone con disabilità, ma anche agli anziani e a chi deve spostarsi con bambini piccoli, di conoscere gli ostacoli e trovare percorsi accessibili. Il progetto che presentiamo oggi ha il valore aggiunto di avere preso l’input dall’esperienza personale di una giovane con disabilità, Manilla Castaldo, che ha riunito un team di collaboratori e ha dato vita a HandiMap, una piattaforma online pensata per mappare i punti non accessibili delle nostre città, rendendo le barriere visibili, localizzabili e consultabili.
Le barriere architettoniche esistono, sono diffuse, ma continuano a restare in gran parte inermi sul piano della visibilità collettiva. Se ne parla, si denunciano, si raccontano, ma raramente diventano uno strumento condiviso di lettura del territorio. HandiMap non nasce come soluzione tecnica, né come risposta definitiva, ma come tentativo di passare dalla narrazione alla responsabilità condivisa, trasformare l’esperienza individuale in un dato che possa entrare nel dibattito pubblico su autonomia, mobilità e accessibilità.
Abbiamo contattato Manilla e ci siamo fatti raccontare questa iniziativa che vuole costruire una società in cui la qualità della vita passa attraverso la condivisione di informazioni e la ricerca di soluzioni.
Manilla, in tre parole, cosa è HandiMap?
«HandiMap è una piattaforma che nasce per rendere visibili le barriere architettoniche e trasformare le esperienze quotidiane in informazioni utili e condivise. È uno strumento pensato per segnalare i punti non accessibili della città e costruire, attraverso la partecipazione delle persone, una mappa che aiuti a comprendere quanto l’accessibilità incida davvero sulla qualità della vita».
Nella presentazione si legge «dalla vita vissuta, un’idea diventa azione». Questo ci fa pensare che alla base dell’iniziativa vi sia la sua esperienza personale. Ce la può raccontare?
«Sì, alla base di HandiMap c’è la mia esperienza di vita personale. Vivendo quotidianamente una disabilità, mi trovo spesso a dover affrontare ostacoli e barriere architettoniche urbane. Parliamo di assenza di rampe, marciapiedi rotti, percorsi che iniziano con una rampa, ma terminano senza, ascensori inadatti o non funzionanti, bagni inaccessibili, parcheggi per persone con disabilità occupati da persone senza disabilità, strutture completamente non accessibili.
La situazione che più mi ha fatto riflettere, però, è il dover chiedere ogni volta, ancora prima di recarmi in un luogo, se sia accessibile in sedia a rotelle. Questo continuo dover “chiedere se è accessibile oppure no” per poter vivere uno spazio lo considero una forma di esclusione e una barriera architettonica grave, anche se non sempre visibile. Da qui è nata l’esigenza di creare uno strumento che rendesse queste difficoltà evidenti, condivise e finalmente riconosciute».
Come si accede alla piattaforma HandiMap?
«È possibile accedere collegandosi al sito handimap.it. Dopo una semplice registrazione gratuita, si può iniziare subito a segnalare le barriere architettoniche presenti sul territorio».
Quali sono le città attualmente mappate? Ve ne sono anche all’estero?
«Al momento HandiMap raccoglie segnalazioni in diverse città italiane. La mappa è in continua evoluzione, perché cresce grazie ai contributi delle persone. Attualmente non ci sono ancora segnalazioni all’estero, ma la piattaforma è pensata per poter essere utilizzata ovunque».
Qual è l’età media delle persone che segnalano le barriere architettoniche? Vi sono anche persone che non hanno disabilità?
«L’età è piuttosto trasversale. Ci sono giovani, adulti e persone più mature. Ed è importante sottolineare che non segnalano solo persone con disabilità, anzi, partecipano anche familiari, caregiver, cittadini sensibili al tema dell’accessibilità. Questo dimostra che l’accessibilità riguarda tutti. La piattaforma, infatti, è pensata per tutti e tutte, se è vero che le barriere architettoniche non riguardano esclusivamente chi vive una disabilità permanente, ma anche una mamma con un passeggino, una persona anziana con difficoltà motorie o chi attraversa una condizione temporanea che richiede l’uso di rampe, ascensori o percorsi accessibili. Questo conferma che l’accessibilità è una questione collettiva e riguarda l’intera società».
Come si entra nella community di HandiMap e quante persone ne fanno parte?
«La community nasce registrandosi alla piattaforma e seguendo i canali social ufficiali di HandiMap. È inoltre possibile entrare nel canale WhatsApp, che serve a condividere aggiornamenti e creare dialogo. In esso raccogliamo storie, segnalazioni e testimonianze legate ai percorsi quotidiani, anche in forma anonima. Ogni settimana una di queste viene condivisa sui social, per dare maggiore visibilità alle esperienze raccontate.
È però fondamentale che le barriere vengano anche segnalate sulla piattaforma, perché solo così il racconto può trasformarsi in un cambiamento concreto».
Nella piattaforma è presente l’opzione Esplora le soluzioni. Cosa prevede nello specifico?
«Esplora le soluzioni è uno spazio pensato per non fermarsi alla segnalazione del problema. Ogni segnalazione può essere letta e valutata attraverso tre azioni: conferma, contesta e risolto. Con “conferma”, l’utente dà veridicità a una segnalazione già presente, contribuendo a farla emergere maggiormente. Con “contesta”, segnala che quella segnalazione non è corretta o non è più attuale. Il tasto “risolto” viene utilizzato quando una barriera segnalata è stata effettivamente eliminata, permettendo di etichettarla come una barriera abbattuta. In questo modo la piattaforma non si limita a raccogliere segnalazioni, ma favorisce un monitoraggio partecipato e aggiornato nel tempo».
Quali sono le principali barriere segnalate (buche, gradini, porte troppo strette eccetera)?
«Le segnalazioni riguardano soprattutto gradini, marciapiedi dissestati, assenza di rampe, ingressi non accessibili e percorsi interrotti. Si tratta spesso di ostacoli “banali” solo in apparenza, ma che nella vita quotidiana fanno una grande differenza».
In base alle informazioni che avete raccolto finora, come giudica l’accessibilità delle città italiane?
«L’accessibilità è ancora molto disomogenea. Ci sono realtà più attente e altre in cui le barriere sono diffuse e sistemiche. In generale, emerge la necessità di una maggiore consapevolezza e di una progettazione urbana che tenga davvero conto di tutte le persone, senza discriminazione».
Sono state avviate collaborazioni con Amministrazioni Pubbliche e Associazioni di categoria? E se sì, cosa prevedono queste partnership?
«Sono in corso contatti e dialoghi con realtà associative interessate al progetto. L’obiettivo delle collaborazioni è condividere dati, esperienze e strumenti utili per migliorare l’accessibilità e stimolare interventi concreti sul territorio. Speriamo che queste collaborazioni vadano in porto, perché solo restando uniti possiamo avere un cambiamento concreto».
Cosa vede nel futuro di HandiMap? E per quanto riguarda la mobilità delle persone con disabilità, pensa stia migliorando la sensibilità degli italiani?
«Vedo HandiMap come uno strumento sempre più partecipato, capace di crescere insieme alle persone che lo utilizzano.
Per quanto riguarda la sensibilità, credo stia aumentando, ma spesso resta teorica. Progetti come HandiMap cercano proprio di trasformare la sensibilità in azione concreta, perché solo così il cambiamento può diventare reale».
Ricordiamo ancora come accedere alla piattaforma HandiMap (tramite questo link), nonché le relative pagine Facebook e Instagram.
14/1/2026 https://superando.it/










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