LAVORICIDIO. LA STRAGE CONTINUA: IL BOLLETTINO DELLA GUERRA SUL LAVORO con altri 6 morti in novembre già 17 morti sui luoghi di lavoro e 5 in itinere
Non chiamateli “incidenti”. Non chiamatela “fatalità”. Questa è una strage quotidiana, silenziosa e sistematicamente ignorata, che continua a consumarsi nelle nostre città, nei cantieri, lungo le strade e dentro le fabbriche.
Nelle ultime ore si sono aggiunte altre croci alla nostra lunghissima e dolorosa lista:
- Nel Salento, a Casarano (Lecce), Bashkim Rushani, 61 anni, è morto schiacciato sotto la morsa di un pesante cancello metallico improvvisamente crollato. Nel Beneventano, a San Leucio del Sannio, Valery, 25 anni, arrivato dal Camerun inseguendo la speranza di un futuro dignitoso, si è spento in ospedale dopo una tragica caduta da una scala mentre lavorava.
- Nel Piacentino, a San Nicolò di Rottofreno, Marco Carini, 54 anni, ha visto finire la propria vita dentro un tombino/pozzetto, travolto da un’auto mentre lavorava.
- Alla Fincantieri, la tragedia delle inalazioni tossiche e dei fumi svela un altro calvario sul lavoro dove si continua a perdere la vita in condizioni inaccettabili.
- Nel Novarese, l’ennesimo dramma sul lavoro nei cantieri del territorio dove un operaio è stato travolto da una gru.E ancora, la vita spezzata dell’idraulico impegnato nella manutenzione di un impianto di risalita morti di Karosci.
I NUMERI DELLA VERGOGNA E IL RAZZISMO STRUTTURALE
L’INAIL diffonde le cifre ufficiali parlando di 829 morti complessivi (compresi gli in itinere) al 30 settembre. Ma i numeri dell’Istituto raccontano solo una parte della verità. I nostri monitoraggi indipendenti contano 1.286 morti complessivi, di cui ben 983 uccisi direttamente sui luoghi di lavoro. Solo ieri, sfioriamo la quota drammatica di 200 morti tra gli stranieri dall’inizio dell’anno.
Tra le vittime di queste ultime ore, tre erano lavoratori stranieri.
È la faccia più feroce e vergognosa di questa mattanza: il razzismo sistemico e la discriminazione che colpisce i lavoratori immigrati. In percentuale, gli stranieri muoiono il doppio rispetto ai colleghi italiani. Vengono destinati sistematicamente alle mansioni più umili, logoranti, pericolose e sottopagate. Vengono mandati in prima linea senza garanzie, spesso ricattati dalla necessità di un documento o di una paga da inviare a casa, in mercati del subappalto svuotati di tutele e controlli. Il giorno prima è morto nell’ascolano Tommassino Calvaresi che a 70 anni lavorava ancora, oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro sono ultrasessantenni e addirittura il 17% ultrasettantenni.
Finché la vita umana varrà meno del profitto e della velocità dei cantieri e sulle strade, non ci sarà civiltà in questo Paese. BASTA CON GLI APPALTI A CASCATA CHE HANNO RADDOPPIATO I MORTI IN EDILIZIA E NELL’AUTOTRASPORTO IN 4 ANNI.
Non dimentichiamo i loro nomi. Non smettiamo di gridare la verità.
Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http//cadutisullavoro.blogspot.it.
5/11/2026











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