L’inflazione indotta come arma di guerra non convenzionale
Le guerre multiformi di natura non convenzionale, spesso denominate guerre ibride, concentrano le loro azioni principalmente su due fronti strategici: l’economia e la psiche individuale e collettiva.
In ambito economico, la strategia mira a far sprofondare la popolazione in uno stato di disperazione tale da annullare la sua capacità di ragionamento lucido.
Parallelamente, il fronte psicologico utilizza strumenti come Internet, la cui natura virale, secondo analisi attribuite alla CIA, ha il potenziale di influenzare e persino trasformare il carattere di una persona.
Le piattaforme dei social network e i siti web, in questo contesto, sono progettati per creare dipendenza e scatenare esplosioni emotive.
Negli ultimi anni, i cubani hanno subito aumenti sproporzionati dei prezzi, un’inflazione galoppante che ha gravi ripercussioni sul potere d’acquisto della popolazione. Lo scenario presenta notevoli parallelismi con quanto accaduto in Venezuela anni fa.
Dólar Today, un sito web gestito dagli Stati Uniti da oppositori finanziati dal NED e dall’Usaid, ha svolto un ruolo centrale nell’inflazione indotta che ha colpito il Venezuela tra il 2012 e il 2016. Secondo la ricercatrice venezuelana Pasqualina Curcio, non si trattava di un semplice portale web, ma di un sofisticato strumento di manipolazione, progettato per gonfiare artificialmente il tasso di cambio, far salire i prezzi e generare un ciclo di panico economico.
I dati della BCV/CELAG/FMI rivelano che l’inflazione venezuelana è salita dal 56% nel 2013 al 180% nel 2015 e al 720% nel 2016, entrando in iperinflazione nel 2017.
Durante questo periodo, Dólar Today ha fissato il cosiddetto dollaro parallelo a valori che sono passati da nove bolívar per ogni dollaro statunitense (Bs/USD) nel 2012 a più di 1.000 Bs/USD nel 2016, diventando 158 volte più alto del tasso di cambio ufficiale (6,3 Bs/USD).
Questo tasso di cambio non rifletteva la domanda e l’offerta reali del mercato, ma si basava su chiamate selettive alle agenzie di cambio di Cúcuta (Colombia) e su transazioni P2P transfrontaliere, ignorando il volume totale reale delle operazioni.
Curcio stima che questi valori raddoppiassero o triplicassero i prezzi reali, inducendo una speculazione incontrollata. Importatori e rivenditori utilizzavano questi tassi artificialmente elevati per giustificare l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, generando scarsità.
I suoi effetti si sono estesi non solo al mercato dei cambi, ma anche ai livelli generali dei prezzi, alla drastica perdita di potere d’acquisto, alla distorsione dei mercati e, in ultima analisi, al calo della produzione nazionale.
Una semplice analisi permette di apprezzare che il metodo utilizzato da Dólar Today è molto simile a quello utilizzato da El Toque, anche se quest’ultimo è stato perfezionato e incorpora applicazioni con notizie e influencer, nonché mezzi automatizzati.
El Toque, descritto da Curcio come una “versione 2.0 di Dólar Today” adattata ai social media, è nato dopo la pandemia a Cuba, un Paese che ha sopportato più di 60 anni di guerra economica, intensificatasi al massimo negli ultimi tempi.
Le sue azioni causano gravi danni a una popolazione che i suoi promotori affermano di difendere, mentre ottengono profitti illeciti nati dal dolore e dalla sofferenza dei loro ex compatrioti.
Fonte: Razones de Cuba
Traduzione: italiacuba.it
6/12/2025 https://italiacuba.it/










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