Non vacciniamo il buon senso

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L’appello “pro vaccini” firmato da Beppe Grillo, e Matteo Renzi, segna una svolta a 360 gradi per il padre del Movimento 5Stelle.

il ripensamento parte dall’assunto che bisogna avere fede nella scienza e viene certificato dalla sottoscrizione dell’appello con un ribaltamento di una cultura contro la scienza, fino a mettere in discussione l’esistenza dell’AIDS. Ricordiamo tutti che durante i suoi spettacoli, nel 2008, sosteneva che l’Aids era semplicemente una bufala, che non era causato dall’Hiv. Inoltre come non ricordare che per lui l’oncologo Veronesi era “Cancronesi” e a Rita Levi Montalcini il Nobel per la medicina le fu era assegnato grazie ai soldi di una azienda farmaceutica. E stendiamo un pietoso velo di silenzio sulle “sceneggiate” contro gli screening e le diagnosi precoci. Ora per Grillo “il progresso della scienza deve essere riconosciuto come un valore universale dell’umanità e non può essere negato o distorto per fini politi e/o elettorali”.

Per quanto ci riguarda il tema va affrontato in un percorso lineare tra scienza e indirizzi politici di governo, in una dimensione di stabile programmazione per un Servizio Sanitario Pubblico. Oggi parlare di vaccinazioni oggi è diventata, a prescindere, una questione prioritariamente politica. Si potrebbe a ragione sostenere che è parlare di vaccini è come parlare del semaforo: si passa col verde e basta, ci si deve vaccinare e basta.

Ovviamente è così e la convinzione della maggior parte degli scienziati è di vaccinare verso tutto il vaccinabile possibile. Peraltro in questo contesto il prezzo dei vaccini in Italia è aumentato a fronte di una esponenziale richiesta : è la legge del mercato quando più va un prodotto più il prezzo è elevato, soprattutto quando certe formulazioni vaccinali sono praticamente un monopolio.

Quindi se vogliamo il tema necessariamente è anche politico, e se vogliamo anche filosofico, anche economico e di biotrasformazione artificiale della nostra specie (immunità artificiale acquisita).la vaccinazione assicura la sopravvivenza di una moltitudine di esseri umani, e questo è un vantaggio in termini etici, e come per ogni miglioramento delle aspettative di vita da farmaci ci impone una programmazione a lungo termine dei mutamenti demografici in termini sanitari, per quel che riguarda questo settore.

Si dice che far vaccinare è un problema di informazione per i cittadini, di formazione per i sanitari e di comunicazione soprattutto, e l’approccio non è semplice. I punti di vista nella comunicazione sono almeno due su un “oggetto” ma in campo sanitario la comunicazione non può passare per slogan poiché un provvedimento  sanitario non è mai la somma democratica di pareri con un mero assioma che “deve” passare bensì è un enorme numero  di esperienze individuali e di gruppi di ricerca che vedono coinvolti, ciascuno nel suo ruolo, gli scienziati, i medici, gli altri sanitari, che si esprimono secondo i propri studi e le proprie esperienze tecniche e  una moltitudine di persone ( almeno tutti gli abitanti della Terra) ciascuna delle quali con un proprio vissuto di salute o malattia, sul quale non incide solo quello che viene detto ma soprattutto la esperienza, sovente drammatica, individuale che racchiude consapevolezze, paure, false o incomplete informazioni, diffidenza, fiducia, carenza di punti di riferimento… I medici, gli infermieri sanno bene quanto il caso individuale non possa essere percepito come statistico, ma come bruciante realtà e sanno bene quanto possa essere difficile convincere a intraprendere un percorso terapeutico o preventivo logico per quanto apparentemente semplice. La Medicina in pochi decenni è passata dall’essere Magia, poi Eccezionale Capacità di alcuni individui, poi è passata ( non dappertutto) ad essere un sistema per il Welfare a costo obbligato ed elevatissimo, e ad essere fonte di ricchezza per pochi.

Il costo di una malattia evitabile è tropo elevato rispetto al costo di una vaccinazione, il Servizio sanitario è troppo prezioso per soffocarlo anche con un solo caso di malattia evitabile. Un Paese come il nostro deve porsi obiettivi di salute che coinvolgano i cittadini e sostenere l’obbligo vaccinale è fondamentale così come il richiamo a mutare gli stili di vita, ad una sessualità consapevole, alla rinuncia di abuso di alcol, droghe, alla pratica della guida e di certi sport con consapevolezza e, soprattutto , al lavoro in sicurezza. Attenzione qui nessuno vuole attribuire alla malattia “un significato” perché, come direbbe Susan Sontag , sarebbe troppo primitivo e non deve esserci nessun intento inevitabilmente moralistico nelle regole di buona salute (cfr. S. Sontag in Malattia come Metafora AIDS e Cancro 1978- Einaudi). Non deve neppure essere colpevolizzato chi intende non adattarsi a certe regole, ma c’è sicuramente un richiamo sociale e politico nel convincere le persone a “star bene” che è poi il vero significato di Welfare, non dimentichiamolo, piuttosto che sostenere direttamente o indirettamente la libertà ad ammalarsi. Non dobbiamo dimenticare che il punto di vista di un Sistema Sanitario Pubblico come il nostro è diverso da quello per esempio americano: qui noi abbiamo diritto ad essere curati  ma dobbiamo mantenerci sani fintanto che è possibile, perché la nostra malattia non ricade direttamente solo su di noi, ma economicamente e socialmente su tutti. La libertà del sistema americano vale per i ricchi che possono permettersi le spese sanitarie sia curative che preventive, mentre gran parte della popolazione resta fuori da ogni possibilità di benessere e salute.

Un richiamo particolare in questo senso va ai medici di Medicina Generale, quelli di Base ma infine a tutti i medici poiché, magari inconsapevolmente la loro attività è di fatto anche se inconsapevolmente quella di un Gruppo Balint poiché il primo farmaco è il medico stesso e il medico e l’infermiere deve essere il primo veicolo della corretta e completa informazione a favore del paziente.

Quindi se vogliamo mantenere in piedi un Sistema Sanitario Pubblico efficace risposta ai bisogni di salute, dobbiamo dare ai cittadini e ai pazienti, gli strumenti per scegliere una salute responsabile, non certo santificandoli.

le Istituzioni hanno il dovere di fornire indirizzi praticabili, condivisi, realistici, efficaci, utili ecc… i tecnici e gli scienziati devono supportare le scelte e i cittadini devono partecipare consapevolmente al mantenimento della propria salute e a quella degli altri.

La vaccinazione può rendere virtuale la malattia , può farla scomparire, magari ci vuole tempo, in questo mondo dove si favoleggia di voler rendere virtuale la povertà.

Roberto Bertucci

Medico infettivologo Torino

Franco Cilenti

Resp. Rete Sanità PRC-S.E

25/1/2019 www.rifondazione.it

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