OSSERVAZIONI AL SECONDO RAPPORTO SEMETRALE 2025 AUSL Bologna sulle carceri della città
Prima edizione in vista dell’incontro pubblico del 1° luglio 2026
QUELLO CHE E’ E QUELLO CHE DOVREBBE ESSERE E DIVENTARE il RAPPORTO SEMESTRALE (SE LA REGIONE E LA AUSL MANIFESTASSERO LA INTENZIONE DI CONFRONTARSI CON LE NOSTRE PROPOSTE)
Si vive in queste scatole chiamate case, ci si sposta in queste scatole chiamate automobili, si è puniti in
quelle scatole chiamate carceri. E’ tutto normale, tutto scontato Il che non vuol dire che abbia senso. Che
sia la migliore delle soluzioni o anche, semplicemente, una soluzione.
Gabriele Romagnoli, Domanda di grazia, Italian tabloid
Osservazioni al rapporto
Continuiamo ormai dal 2004 a commentare il rapporto semestrale della Ausl di Bologna; le norme di legge
prevedono visite nelle carceri (almeno due all’anno) da parte delle Asl ; come denunciamo da decenni molte
Asl hanno “dimenticato” questo loro compito istituzionale e si ostinano a non rispondere alle nostre
richieste di accesso ai dati; forse a volte perché non ci sono dati a cui accedere nel senso che non sono
state effettuate le visite previste; tra i più ostinati (ovviamente non abbiamo interloquito con tutte la Ausl
italiane) : BARI, CAGLIARI, AUSL ROMAGNA ECC. ovviamente con questi oggetti non responders
continueremo ad insistere ma soprattutto indichiamo a tutti i gruppi locali di praticare questa strada per
ottenere una prima fotografia (per quanto molto sfuocata) della situazione del carcere collocato nel proprio
territorio;
lo scenario nazionale dei penitenziari è gravissimo con consolidata tendenza alla cronicizzazione e al
peggioramento delle problematiche; di recente in un comprensibile momento di sfogo qualcuno ha
sostenuto che ormai “non sono più carceri ma camere mortuarie” ; gli ultimi riscontri d fonte istituzionale
riferiscono che le persone private della libertà (nelle carceri a cui vanno aggiunte quelle nei CCPPRR , Rems
ed altre strutture coatte) sono 64.550 a fronte di una ricettività teorica (più avanti spieghiamo perché la
ricettività effettiva deve essere considerata più bassa) per 46.339; i sindacati della polizia penitenziaria ( la
cui linea rivendicativa non condividiamo né pare facile avviare un dialogo) stimano una condizione di
sottorganico di 20.000 agenti;
ovvio è che noi proponiamo la estensione della attività delle ASL alle REMS e ai CCPPRR : ma , soprattutto
per i CCPPRR, le istituzioni locali e i sindaci fingono di non sentire; a sentire le “motivazioni” del presidente
della regione Toscana per la ipotesi di un CCPPRR ad Aulla o del sindaco di Ozzano Emilia contro la ipotesi di
un CPR in quel comune, pare che la linea di questa parte nel ceto politico non sia “contro i CCPPRR” ma
piuttosto “non nel mio giardino”; a tutti i sindaci di comuni sede di CPR è giunta la nostra proposta:
risposte , ancorché interlocutorie, NESSUNA ! Ovviamente neanche da sindaci del cosiddetto
centrosinistra; pesa purtroppo come un macigno una “vecchia” presa di posizione della Regione E-R di
tanti anni fa (quando a Bologna era presente un CPR) secondo cui “IL cpr non è un carcere” e quindi non
sarebbe incluso negli obblighi di vigilanza della Asl (che come è noto ha ereditato quello che era un dovere
della antica figura del “medico provinciale”); abbiamo più volte detto che la normativa nasce (e purtroppo si
lì si è fermata) alla vecchia prassi ottocentesca secondo la quale l’allora “medico condotto” o ufficiale
sanitario visitava le carceri ;la motivazione effettiva dell’epoca nasceva dalla constatazione che nelle carceri
potevano nascere focolai di malattie infettive (molto temuto all’epoca il “cholera morbus” ) suscettibili di
estendersi alla popolazione extracarceraria; purtroppo, lo abbiamo detto più volte, la prassi istituzionale è
rimasta ferma a questa impostazione di tipo igienistico; lo si deduce dal profilo degli operatori inviati in
“ispezione” ; si verificò peraltro un evento chiaro quasi venti anni fa nel carcere di Bologna; la
partecipazione alle visite in carcere di due operatori del servizio di medicina del lavoro fu contrastata dalla
direzione del penitenziario in nome del cosiddetto principio della “autodichia” che significa, al di là della
“parolona” dichiararsi “repubblica autonoma”; la Ausl accettò il diktat e i due operatori “sgraditi” non
entrarono più in carcere (almeno in quel carcere e col ruolo con cui erano entrati);
il termine “ispezione” che gli operatori usano anche in questo ultimo rapporto semestrale è, per la verità,
improprio; l’intervento effettuato più che una ispezione è una “osservazione”; certamente quindi le visite
(diciamo di cortesia) sollecitano la soluzione o la mitigazione delle lacune ma occorre che un organo
ispettivo dia indicazioni vincolanti nei contenuti e nei tempi di effettuazione degli interventi;
qui sta il nocciolo fondamentale della questione: il ruolo e la prassi della Asl deve evolvere dalla
“osservazione” ad un ruolo organico di tipo ispettivo con i connotati peculiari: potere di
disposizione/prescrizione/sanzione; la USL NON PUO’ E NON DEVE ESSERE RIDOTTA a OSSERVARE,
PROPORRE, SOLLECITARE MA DEVE DARE INDICAZIONI VINCOLANTI ESATTAMENTE COMA ACCADE CON GLI
INTERVENTI ISPETTIVI NEI LUOGHI DI LAVORO;
il ceto politico : “non ha capito” questa proposta? Non la condivide? Preferisce ignorarla: qui sta la linea
di demarcazione tra chi VUOLE CAMBIARE E CHI SOSTIENE CONSAPEVOLMENTE O INCONSAPEVOLMENTE
LO STATUS QUO ;
certo la definizione delle procedure di vigilanza non risolve automaticamente tutti i problemi; lo vediamo
purtroppo tutti i giorni nei luoghi di lavoro; le attività ispettive devono entrare in sinergia con un nuovo
ruolo da protagonisti delle persone esposte a rischio che non devono essere ridotte al ruolo di “vigilati
passivi” (rimandiamo alle nostre proposte finali)
OSSERVAZIONI DELLA AUSL DI BOLOGNA
Dalle osservazioni emerge una situazione altalenante nel tempo ma altamente negativa; i parametri di
riferimento non sono molto chiari ; non si comprende per esempio cosa significhi “appena sufficiente” ma si
deve constatare che anche quando la valutazione soggettiva degli operatori è “insufficiente” non si procede
ai provvedimenti drastici che sarebbero consequenziali; l’approccio è quello di “osservatori che danno
consigli non vincolanti” come accadeva per i luoghi di lavoro prima che la legge di riforma sanitaria
attribuisse agli operatori della USL poteri di polizia giudiziaria ; abbiamo detto più volte che il ruolo deve
cambiare da osservatori a ispettori
Vediamo le “lacune” riscontrate dagli operatori USL non senza aver sottolineato che sarebbe stato congruo
rispetto al secondo semestre 2025 fare sopralluoghi anche nei mesi più caldi (luglio ed agosto) per
verificare le condizioni microclimatiche; infatti non esiste un “numero chiuso” dei sopralluoghi ; in
sostanza il nostro è un “suggerimento” : che nel secondo semestre 2026 non si intervenga solo a
novembre-dicembre ma anche a luglio-agosto…se vogliamo valutare concretamente l’impatto delle alte
temperature, un impatto che , secondo le previsioni potrebbe ancora peggiorare nei prossimi anni ; non
venga intesa, questa nostra sollecitazione, come una sottovalutazione del lavoro degli operatori della Ausl
che vanno ringraziati per la loro attività; quello che non quadra sono i “paletti” messi alle loro possibilità di
intervenire;
veniamo a quanto, pur con questi “paletti” è stato constatato:
- L’affollamento è risultato al 170% dunque ampiamente superiore a quello medio nazionale per la
precisione gli “ospiti” al momento del sopralluogo della Ausl erano 728 maschi e 79 femmine;
questo sovraffollamento è di per sé motivo sufficiente per “chiudere” il carcere di Bologna; lo
sanno tutti, tranne i “decisori politici” (peraltro di fatto “indecisori”); il sovraffollamento è un
elemento di estrema gravità per vari motivi: - Sappiamo che “la Dozza” ha conosciuto momenti peggiori; vedi istogramma storico sul
sovraffollamento (allegato) - Constatiamo che il sovraffollamento se calcoliamo le aree inagibili e soprattutto le modifiche che
occorrerà fare per garantire esigenze oggi trascurate ci porterà a valutare che la capienza effettiva
della Dozza è inferiore a quella ottimale dichiarata di 481 persone (420 maschi 58 femmine) : infatti
(salvo ipotesi che noi caldeggiamo come prima opzione che è la demolizione e rinaturalizzazione
dell’area); per avvicinare la Dozza alla “legalità” occorrerà garantire: salette per fumatori, sale per la
affettività, spazi ad hoc per l’isolamento in caso di malattie contagiose; calcolando queste esigenze,
peraltro indifferibili, la capienza ottimale dichiarata unilateralmente dalla istituzione penitenziaria
da 481 persone cala ulteriormente - Alla Ausl non sfugge il fatto che questo sovraffollamento oltre che per motivi igienistici di tipo fisico
ha un reverbero sull’ambito relazionale; dice il rapporto “ tale condizione favorisce la insorgenza di
problematiche disciplinari e incide negativamente sulla sicurezza e sul benessere di detenuti,
agenti e personale sanitario; il tono della osservazione è sulla stessa lunghezza d’onda di una
recente “circolare” del DAP (forse rimasta lettera morta) che invita a non considerare in maniera
allarmistica le proteste dei detenuti ma a fare in modo di ridurre distress e costrittività che possono
averle originate; come già detto forse la circolare non è stata molto presa in considerazione… - A proposito di inagibilità appunto: sono risultate non agibili le due camere multiple per grandi obesi
come nel precedente sopralluogo; ecco quello che un organo di vigilanza con poteri ispettivi non
deve consentire: che lacune e inconvenienti igienici possano, una volta constatati, rimanere
immodificati nel tempo - Nelle infermerie le docce hanno i soffioni fuori uso
- Area RH (area destinata all’isolamento) una cella inagibile (tentativo di incendio e atti vandalici); si
fa presto a parlare di “atti vandalici” ; è più difficile , ma necessario, comprendere, per fare
prevenzione, quali sono le motivazioni e le dinamiche che facilitano comportamenti aggressivi
(ingiustizie subite, frustrazioni, provocazioni); lo stesso sovraffollamento patologico induce
aggressività evitabile e ampi studi di psicologia e di prossemica hanno evidenziato che nelle carceri
la qualità del sonno dei reclusi è del tutto insoddisfacente con inevitabile riverbero sullo stato di
tensione nervosa - Rifiuti nel camminamento esterno (sempre riscontro della Ausl)
- Nonostante questi riscontri le conclusioni della Ausl depongono per “condizioni appena
sufficienti”; non è chiaro quali siano i criteri e i parametri di valutazione adottati: quelli scolastici (da
uno a dieci per cui “appena sufficiente” potrebbe corrispondere allo scolastico sei meno? La
domanda è molto difficile perché, come vedremo, anche la dichiarazione di “condizione
insufficiente” pare non avere effetti pratici; e comunque anche dove la valutazione della Ausl è di
“CONDIZIONE INSUFFICIENTE” non si accenna minimamente a misure come quelle adottate per il
carcere di Sollicciano; CONDIZIONE IGIENICO-SANITARIA INSUFFICIENTE E’ DICHIARATA DALLA
AUSL QUELLA DEL PRIMO E SECONDO PIANO DELLA SEZIONE GIUDIZIARIA
REPARTO FEMMINILE - SEZIONE MAMME CON BAMBINO : torna qui la vexata quaestio dei bambini incarcerati ; se poi
mamme con bambini non ce ne è (che sollievo!) gli spazi restano inutilizzati ? è più ragionevole
realizzare spazi per la accoglienza che siano fisicamente esterni al circuito edilizio carcerario (ICAM e
strutture analoghe; abbiamo già in passato fatto proposte di tipo logistico su come e dove si
potrebbe gestire questa accoglienza ma l’elettroencefalogramma delle istituzioni, anche quelle
governate dal cosiddetto “centrosinistra” è rimasto PIATTO - Apertura 8.30-11-30 e dopo pranzo 18 o 20; non si comprende se diciotto o venti nè si comprende,
reparto per reparto perché 18 o perché 20 o se concretamente le aperture si potrebbero ampliare - Presenza di roditori, zanzariere divelte; è stato scelto un sito “sbagliato” per costruire un carcere?
Volendo costruire in carcere lo si doveva realizzare proprio lì (le zanzare del quartiere Corticella sono
note e temute da tutti… - 5 aule piccole non utilizzate
- Si raccomanda di implementare la turnazione per la raccolta dei rifiuti per evitare la proliferazione
di animali; ecco un altro termine del tutto inadeguato rispetto alla prassi di un organo di vigilanza;
un organo di vigilanza non “raccomanda” , viceversa “DISPONE”; dispone cioè l’aumento del
monte ore necessarie per la raccolta dei rifiuti il che peraltro migliorerebbe (sia pure di poco) le
condizioni di reddito di qualche detenuto e/o aumenterebbe il numero dei “lavoranti” una volta
chiamati “scopino” /”spesino” sulla cui retribuzione poi occorre ricominciare a discutere ; - Temperature riscontrate 20.5-21.4 °C; va bene (anche se manca il dato della umidità relativa e della
velocità dell’aria) ma, calendario alla mano, il secondo semestre comincia il primo luglio…
REPARTO GIUDIZIARIO - EVIDENTE SOVRAFFOLLAMENTO, CONDIZIONI IGIENICHE SCADENTI
- REPARTO 2 A : NON ANCORA COLLOCATE LE PRESE ELETTRICHE (PER EVENTUALE USO DI
VENTILATORI E FORNELLETTI); SCADENTI CONDIZIONI SIA NEI CORRIDOI CHE NELLE DOCCE ;”la
lavatrice nella saletta comune era mal funzionante” - REPARTO 2 B: NON ANCORA DISPONIBILI LE PRESE ELETTRICHE
- REPARTO 2 C: ruggine alle basi dei letti fissati al pavimento; letti fissati al pavimento: una scelta
“manicomiale” necessaria o evitabile? certamente con leti che si possono spostare le operazioni di
pulizia sarebbero più facili; il rapporto non fa menzione della vecchia questione delle reti attaccate
alle finestre (“autorizzate dalla Ausl!!!) ; essendoci negata ovunque di accedere alle “stanze di
pernottamento” non possiamo con facilità verificare de visu le condizioni materiali anche se le
notizie , comunque fondate, che riusciamo a raccogliere sono significative - REPARTO 2 D TOPI E SCARAFAGGI
- REPARTO 1 A NON ANCORA DISPONIBILI LE PRESE ELETTRICHE, CAMERA 18 INAGIBILE PER MUFFA
- REPARTO 1 B NON ANCORA DISPONIBILI LE PRESE ELETRICHE -SCADENTI CONDIZIONI IGIENICHE
COME NEL SOPRALLUOGO PRECEDENTE - REPARTO 1 C ESTESE MUFFE IN BAGNO, NON ANCORA DISPONIBILI LE PRESE ELETTRICHE PER
VENTILATORI - ESISTE UNA AREA FUMATORI secondo la Ausl : ma evidentemente la Ausl non ha compreso che la
legge 3/2003 vale anche per i penitenziari se, di fatto, si limita a proporre la apposizione di un
maggior numero di cartelli per il divieto di fumo! E’ assurdo ovviamente che nel luogo della
massima rappresentazione (teorica e propagandistica) del rigore della legge la legge, tuttavia, non
venga presa in considerazione - In un locale riscontrata una temperatura di 15.5°C
- PARTICOLARMENTE CRITICA DUNQUE LA SITUAZIONE NEL BLOCCO GIUDIZIARIO; secondo le
osservazioni della Ausl dunque: 1) nell’intero Blocco giudiziario è stata rilevata la presenza di
immondizia (indifferenziata, carta e plastica) accumulata all’ingresso di ogni braccio e in prossimità
delle scale di servizio degli ospiti ad ogni piano, in attesa di conferimento. E’ stato riferito che i
lavoranti provvedono in due turni al trasporto e al conferimento della spazzatura. Si “raccomanda”
di implementare tale turnazione onde evitare significativi problemi igienicosanitari inclusa la
proliferazione di animali infestanti quali mosche e scarafaggi b) discontinuità nell’arco della giornata
della fornitura di acqua calda nei locali delle docce comuni c) si segnala una ingente perdita di
acqua in corrispondenza del blocco delle docce comini del braccio 2B che ha determinato
infiltrazioni al piano sottostante e un esteso ristagno su pavimentazione e area verde esterna ,
favorendo proliferazione di zanzare e infestanti con conseguente nocumento per gli ospiti del
Giudiziario e della prospiciente Sezione penale d) i due carrelli degli alimenti per la distribuzione
delle colazioni e dei pasti ai piani risultavano in condizioni igieniche non ottimali e) la piccola
palestra riservata ai bracci 3D E 3C del blocco giudiziario era chiusa e dismessa per lavori di
manutenzione…f) le salette utilizzate per colloqui con psicologi ed educatori presenti ai piani
permanevano in generale in condizioni scadenti con scarsi arredi , zanzariere divelte o mancanti ;
è stata riferita la presenza di piccioni all’interno delle salette del primo e secondo piano
ALTRI “PROBLEMI”
- Sicurezza alimentare; criticità: “nonostante la presenza di strumenti dedicati , nel locale “bianco”
designato per queste esigenze erano in essere le stesse preparazioni in corso nella cucina grande”;
“inoltre il manuale di autocontrollo non riporta alcun capitolo sulla gestione dei pasti per soggetti
allergici o celiaci”; peraltro quasi dappertutto nelle carceri la questione della alimentazione è molto
critica il che induce alla auto-preparazione dei pasti con la aggravante (adesso) dell’uso e della
diffusione delle bombolette di gas con le conseguenze che conosciamo. - NON E’ STATA ALLESTITA LA SALA PER LA AFFETTIVITA’: la relativa sentenza di Cassazione è del
dicembre 2024, depositata il 2.1.2025: siamo “un po’ in ritardo”? - ACQUA “POTABILE”: il “carcere” autogestisce gli esami sulla potabilità dell’acqua; l’ultimo esame (al
momento del sopralluogo Ausl) risaliva al 17.9.2025; la Ausl non dispone di dati raccolti
autonomamente; dei risultati dei prelevi autogestiti non sappiamo nulla; in particolare non
sappiamo se sia stata effettuata le ricerca di fibre di amianto; visto però che la rete da cui in carcere
attinge è quella comunale/Hera il dato è da approfondire - E’ necessario un coordinamento multidisciplinare per interventi igienico sanitari complessi…per
garantire ad esempio interventi per la cura degli ambienti detentivi a beneficio degli ospiti; AZIONI
PER IL CONTENIMENTO DEGLI INFESTANTI E MISURE VOLTE ALLA MITIGAZIONE DELLE ALTE
TEMPERATURE E ALLA TUTELA DELLA POPOLAZIONE FRAGILE NEL PERIODO ESTIVO; è anche per
queste considerazioni che, ribadiamo, il consiglio ad effettuare visite nei mesi di luglio ed agosto;
peraltro come è noto la legge prevede una visita “almeno” semestrale il che significa che le visita
possono essere anche ben più frequenti - ATTIVITA’ CINOFILE esterne al carcere; evitiamo al momento commenti, cercheremo di capire quale
è la opinione delle persone private della libertà
CARCERE MINORILE
I “ problemi” del carcere minorile sono minori ma riguardano una struttura che non dovrebbe neanche
esistere; abbiamo spesso citato nei nostri commenti ai rapporti semestrali il progetto a Bologna dei primi
anni ottanta del secolo scorso (esisteva ancora il PCI) progetto guidato dall’assessore Alessandro Ancona che
prevedeva la realizzazione di una struttura di accoglienza de/carcerizzata per i minorenni che avrebbe
dovuto essere realizzata in via Lombardia; il progetto non andò avanti anche per la forte opposizione fobica
dei “benpensanti” del quartiere che non volevano avere “tra i piedi” un gruppo di giovani “devianti” ; da
allora la situazione socioeconomica in Italia è cambiata e quel progetto apparentemente utopistico che
riguardava minorenni autori di reato è stato travolto dai mutamenti intervenuti nella società; qualche
tempo fa il dato sulla provenienza territoriale dei giovani era riportato dal rapporto semestrale ; co sono
stati momenti di sovraffollamento e ci sono stato momenti in cui la provenienza territoriale tra autoctoni ed
immigrati era di 1 a 10; il “minorile” si è andato via via “ingrossando” e la crescita della popolazione è stata
l’effetto della povertà e delle condizioni di emarginazione dei giovani immigrati ;
ora la popolazione non supera (a differenza del carcere per adulti) non supera la recettività prevista come
fisiologica dal carcere; non sappiamo nulla della provenienza territoriale; apprendiamo (ma non è una
novità) di un impegno delle istituzioni in percorsi di formazione e di crescita dei giovani reclusi e,
ciononostante, vi sono stati rilevanti episodi di conflitto con anche fughe o tentativi di fuga;
ci sarebbe la possibilità, negata agli adulti della Dozza, di consumare i pasti in un refettorio; questa
opportunità cede il passo alla “preferenza” (discutibile) di mangiare nelle camere (non è chiara la dinamica
di questa “preferenza”) ma quantomeno viene adottata la precauzione, che deve essere adottata in tutte le
carceri italiane, di evitare l’uso e la disponibilità di bombolette di gas; da sempre sosteniamo che questa
“precauzione” deve essere generalizzata a tutte le carceri
il sito dal punto di vista fisico-ambientale ed edilizio è più salubre del carcere per adulti; rimane il
rammarico della sopravvivenza di una istituzione carceraria che in tempi “migliori” avevamo immaginato di
poter abolire del tutto.
NOSTRE PROPOSTE OPERATIVE
Le proposte, a nostro avviso, adeguate, le avanziamo da decenni; VOX CLAMANS IN DESERTO? Fino ad ora
in un certo senso sì; ma noi ci ispiriamo a una sollecitazione di Alex Langer “continuate il quello che era
giusto” e quindi riteniamo doveroso “insistere” ; indubbiamente attorno al carcere , al di là dello “scontro”
tra il partito del “buttare la chiave” e i suoi oppositori che sono su posizioni più “umanitarie”, come si dice,
“le chiacchere stanno a zero” ; la parte politica che afferma(non vogliamo dubitare della sincerità) di non
voler “buttare la chiave” non è stata però neanche in grado di formulare una proposta chiara, per esempio,
da mettere in pratica dopo la caduta dell’attuale governo ; abbiamo detto della posizione della regione E-R
sui CCPPRR , posizione che ha riguardato certo i CCPPRR ma che è segno di grande confusione nell’area che
si dichiara di centrosinistra;
modestamente, pur VOX CLAMANS IN DESERTO, da decenni (e in maniera sistematica dal 2004)
indichiamo “la linea” o quantomeno “una linea” sulla questione carceraria, comunque diversa
dall’approccio parolaio, genericamente buonista:
- Anzitutto la linea di condotta delle USL deve cambiare; vero è che occorre una “certa” modifica
legislativa che conferisca alla Usl pieni e chiari poteri ispettivi con conseguente facoltà non solo di
osservare e sollecitare o “proporre timidamente alla attenzione di…”, ma con effettivo potere di
disposizione/prescrizione/sanzione come accade regolarmente nelle relazioni tra ispettori e
aziende/luoghi di lavoro
- occorre, anche per evitare disomogeneità territoriali, che la azione/intervento della Usl sia
supportata da una LINEA GUIDA NAZIONALE CHE DEFINISCA I PARAMETRI DI GESTIONE DEGLI
ISTITUTI NON SOLO DAL PUNTO DI VISTA DELLA IGIENE EDILIZIA MA ANCHE DELLA MODALITA’
DI GESTIONE DELLA DOMANDA DI SALUTE E DELLE ESIGENZE RELAZIONALI - le linee guida nazionali devono definitivamente superare il rischio microclima (in particolare
quello estivo) e il rischio connesso alle bombolette di gas che come i tristi dati epidemiologici
evidenziano rappresentano , per frequenza, il secondo mezzo utilizzato nelle condotte suicidarie
; a Bologna “si sta facendo qualcosa “ , ma con lentezza esasperante, per collocare prese elettriche
in tutte le celle ma il sistema e ben lontano da aver raggiunti risultati soddisfacenti oltre a rendere
necessario “valutare il carico elettrico generale dell’impianto “; le linee guida nazionali devono
dare indicazioni vincolanti anche sull’evitamento per quanto possibile di fonti di energia fossili ;
pannelli fotovoltaici nelle carceri ? non ne abbiamo visti …molti… - il campo di osservazione della Ausl deve essere esteso : 1) ampliando la composizione della
équipe che entra in carcere 2) includendo tra gli eventi da registrare ben altre questioni oltre a
quelle “osservate” oggi ; NON SI CONPRENDE INFATTI PER QUALE MOTIVO UNA ASSOCIAZIONE
COME ANTIGONE REGISTRI(meritoriamente) ELEMENTI SIGNIFICATIVI QUALI LE CONDOTTE
AUTOLESIONISTE E IL CONSUMO DI PSICOFARMACI e che le Usl questo non lo facciano ;
DAVVERO “STUPEFACENTE” CHE QUESTI “DATI” APPAIANO IRRILEVANTI ALLA AUSL; PIUTTOSTO
DA ANNI IL “QUESTIONARIO regionale ” UTILIZZATO DALLA AUSL SI E’ IMPOVERITO E OGGI, AD
ESEMPIO, NON VENGONO PIU’ REGISTRATI NEANCHE I DATI RIGUARDANTI LA INCIDENZA E LA
PREVALENZA DELLE MALATTIE INFETTIVE (cosa che fino a qualche tempo fa veniva fatto) né viene
riportata la incidenza nella popolazione delle persone con problemi di tossicodipendenza - NELLE MORE DI UNA LINEA GUIDA -CHE AL MOMENTO LA COMPONENTE DEL PARLAMENTO
ITALIANO CHE SI DICHIARA ALLA OPPOSIZIONE- NON PARE AVERE IPOTIZZATO O ELABORATO, LE
USL DEVONO PROPORRE AI SINDACI IL PERCORSO PER BONIFICARE RISCHI E VIOLAZIONI DELLE
NORME IGIENISTICHE ED ASSISTENZIALI, PERCORSO CHE I SINDACI DEVONO TRADURRE, ALLA
LUCE DEL LORO RUOLI DI AUTORITA’ SANITARIA LOCALE, IN ORDINANZE - Dobbiamo ricordare la ordinanza del sindaco Cofferati emanata nel 2007 (disponibile nel nostro
archivio); a quella ordinanza il “carcere” reagì con una condotta di evitamento astuta e diversa da
quella adottata in altre occasioni; cioè evitò di fare il braccio di ferro e “finse” di adeguarsi alle
disposizioni certo nella consapevolezza che respingere la ordinanza avrebbe innescato un “caso
politico” che avrebbe potuto essere foriero di un vero cambiamento - Pare comunque che la ordinanza del sindaco Cofferati sia stata l’unica nella storia d’Italia se si
eccettua la interferenza messa in campo dall’assessore Mario Tommasini quando, diversi anni
prima, negò di avallare un trattamento sanitario coatto nei confronti di un detenuto che faceva
sciopero della fame per una legittima protesta contro un episodio di pestaggio - Oggi la insipienza pilatesca del ceto politico è stata ben rappresentata dal sindaco di Milano
quando dichiarò il suo “consenso tecnico” al CPR : cosa il sindaco di Milano volesse dire in parte
nebuloso ma si è capito benissimo; senza tacere della grave decisione di questo sindaco di
proporre/autorizzare l’uso della pistola taser da parte della polizia municipale; è evidente che
certe posizioni sulla polizia locale finiranno per incentivare il rischio che la pistola venga data in
dotazione anche agli agenti penitenziari - La modifica normativa deve prevedere si portare i lavoratori penitenziari (privati della libertà e
non)dalla supervisione da parte del VISAG alla supervisione da parte del servizio di medicina del
lavoro della Usl e dell’ispettorato del lavoro; tutti i numerosi sindacati degli agenti penitenziari
non avallando questa opzione (in verità non la hanno mai presa in considerazione) hanno sposato
una linea masochista sulla quale prima o poi dovranno ricredersi anche perché il loro masochismo
è assolutamente funzionale alla arroganza del signor Nordio come si è evidenziato (anche) sul
tema del rischio correlato alla esposizione a fumo passivo
- Risulta che l’intervento sul carcere di Sollicciano abbia incluso monitoraggio e vigilanza su
vincoli e doveri previsti dal decreto 81/2008 evidentemente affidando su questo il compito al
servizio di medicina del lavoro della Usl: è quello che proponiamo in maniera assillante da più di
venti anni ma non come azione occasionale bensì come azione sistemica; un timido tentativo del
genere a Bologna fu bloccato con un semplice carteggio (nessun clamore) tra “carcere” e USL - Sovraffollamento; gli ispettori USL hanno constatato un sovraffollamento del 170%; di recente
(qualche giorno fa) un sindacato di agenti ha ipotizzato un sovraffollamento penitenziario medio in
Italia del 130%, dunque siamo oltre la media (anche se l’ultimo rapporto di Antigone cita
penitenziari con affollamento anche superiore al 200%); un sindaco consapevole del suo ruolo di
autorità sanitaria locale disporrebbe il divieto del superamento della capienza ottimale; toccherà
al ministro Nordio reperire , eventualmente, reperire soluzioni “abitative” alternative;
provocatoriamente (nel senso positivo del temine) abbiamo indicato le alternative logistiche
possibili qualora non fossero messe in campo misure di de/carcerizzazione più ragionevoli(per le
quali lavoriamo tutti i giorni), vale a dire : utilizzo, in funzione di decongestionamento, dell’ex
ospedale militare di via della Abbadia e restituzione al circuito penitenziario di s. Giovanni in
Monte… ; per esempio semiliberi e persone ammesse al lavoro esterno in via della Abbadia con
aumento di spazio disponibile per le persone con maggiori vincoli - Riconversione dello spazio donna/bambino e ricollocazione dello spazio in una struttura ICAM
(facciamo una ipotesi di collocazione fisica) che, anche questa, potrebbe trovare spazio in via della
Abbadia (uscita via otto colonne) - Chiusura del settore ATSM con attivazione di eguale ed equa accoglienza in comunità terapeutiche ;
la svolta da OPG a REMS ha cambiato il quadro di riferimento ed attenuato alcune costrittività ma le
REMS continuano ad avere una impostazione manicomiale con punte di pratiche custodialistiche
inaccettabili (vedi filo spinato attorno al perimetro della dismessa REMS di via Terracini: una misura
sadica e inaccettabile sulla quale le istituzioni non hanno risposto alle critiche) - Occorre un monitoraggio sistematico dell’uso appropriato dei farmaci; alcune indagini
epidemiologiche (carceri della Lombardia) hanno evidenziato un consumo di famaci 8 volte
superiore a quella del “gruppo di controllo” esterno al carcere; in questo quadro particolarmente
rilevante è la questione degli psicofarmaci dei quali purtroppo si fa uso “contenitivo” e “palliativo”
piuttosto che terapeutico; conferma di questa ipotesi (che di fatto è piuttosto una constatazione) sta
nel fatto che le persone che escono (per sospensione pena o agli arresti domiciliari) riescono a
dismettere con una certa facilità gli psicofarmaci somministrati evidentemente spesso per mitigare
gli effetti di disturbi psicologici e psichiatrici reattivi alle costrittività della condizione carceraria - Bonifica immediata con criteri di igiene edilizia del rischio biologico riscontrato (muffe, topi,
scarafaggi, zanzare) - Incremento del numero dei “lavoranti” retribuiti secondo i principi della Costituzione repubblicana:
- Numero adeguato di salette per fumatori realizzate (ovviamente!) con i criteri previsti dalla legge
3/2003 - Realizzazione immediata degli spazi per la affettività
- Bando totale delle bombolette di gas previo, ovviamente, completamento del programma di
realizzazione delle prese elettriche - Climatizzazione degli ambienti per fronteggiare le ondate di calore estivo: infatti rendere utilizzabili
attraverso le prese elettriche i ventilatori costituisce certo motivo di sollievo ma entro un certo
range di temperatura massima e non oltre; p peraltro penoso che per realizzare un microclima più
accettabile la persona privata della libertà debba comprarsi ventilatore e…pile; ciò costituisce un
fattore di discriminazione in base al reddito tanto che il volontariato in tutta Italia sta cercando di
sopperire regalando ventilatori e frigoriferi ; e merito del volontariato evidenziano ancora di più la
incuria dello “stato” e delle istituizioni - Incremento del verde esterno ed interno per contrastare la formazione di “Isola di calore”
- Partecipazione dei delegati di sezione (nominati dalle persone private della libertà) ai sopralluoghi
dell’organo di vigilanza, semplicemente, in analogia con la procedura in essere nei luoghi di lavoro - Elezione degli RRLLSS (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) delle persone private della
libertà che lavorano nel carcere le quali pur essendo in un numero tale da poterne eleggere più di
uno, non hanno (salvo smentite) potuto eleggere i propri rappresentanti per la sicurezza; - Miglioramento delle relazioni comunicazioni interno/esterno: disponibilità di telefoni fissi (come in
Francia) e attivazione facile dei contatti da remoto (con i familiari e col medico di fiducia, quando
nominato) - SBUROCRATIZZAZIONE DEL PERCORSO DI ACCESSO DE MEDICO DI FIDUCIA DELLA PERSONA
PRIVATA DELLA LIBERTA’ E ABOLIZIONE DELLA TASSA SUL BUON SAMARITANO (IN VIGORE SOLO A
PARMA? Parrebbe di sì) - LAVORO : la caciotta della Dozza ci pare “buona” (non è chiaro perché sia commercializzata solo da
coop alleanza 3 (Non ci soffermiamo) ma bisogna tendere a livelli occupazionali ben più alti e con
salari dignitosi (un “piantone” , quello che elegantemente i giudici definiscono caregiver)
guadagna appena 400 euro e comunque tutte le retribuzioni sono “da fame” ; deve crescere sia il
numero dei lavoranti (abbiamo visto secondo la osservazione della Ausl c’è bisogno di maggiori
ore di lavoro per la raccolta dei rifiuti) sia il lavoro non solamente legato a servizi - Elezione del garante da parte delle persone private della libertà e non da parte del consiglio
comunale (in questo caso finisce per essere il garante non del ceto politico ma addirittura del
partito di maggioranza del governo locale); non sembri una utopia o un approccio, come si suol dire
(per sminuire la validità della proposta) di tipo ideologico; chi è memore della testimonianza (e dei
libri) di Sante Notarnicola ha notizia delle “assemblee di raggio” che in certe fasi storiche della storia
carceraria erano prassi abituale
Queste proposte possono indurre un sensibile avvicinamento della
speranza di vita e di salute della popolazione ristretta alla speranza di
vita e di salute che la Costituzione repubblicana garantisce a tutti
Alla fine di questa disamina le ipotesi sono:
a) Demolizione della struttura edilizia e rinaturalizzazione dell’area con
asportazione dell’asfalto e realizzazione di un bosco urbano
b) Superamento della destinazione carceraria e riconversione d’uso
previa energica ristrutturazione con criteri di bioedilizia
c) Permanenza nominale della attuale destinazione d’uso con riduzione
a un quarto della attuale popolazione previa radicale riconversione
bioedilizia
d) La incongruità intrinseca del manufatto edilizio, la storia,la
frequenza dei lutti e delle violenze di cui la “Dozza” è stata teatro
fanno propendere nettamente per la ipotesi a) -demolizione e
rinaturalizzazione dell’area
Vito Totire, presidente Centro F.Lorusso via Polese 30 40122 Bologna
Bologna, 19.6.2026
QUESTO DOCUMENTO SARA’ DISCUSSO, ASSIEME AD UNA PROPOSTA (alla luce dei “fatti di Ravenna-le
sanzioni nei confronti dei “medici non carcerieri) PER IL SUPERAMENTO DEI CCPPRR IN ITALIA E NEL
MONDO, IL PRIMO LUGLIO 2026 IN UN INCONTRO PUBBLICO NELLA SEDE DEL CIRCOLO ANARCHICO
BERNERI DI BOLOGNA, CASSERO PORTA CASTIGLIONE ORE 17,30-21
19/6/2026








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