USA vs Iran. Ora Zero in avvicinamento
Ecco così che sta arrivando tutto il dramma: o neo-Caligola e la sua “enorme armata” si fermano, aprendo spazio a discussioni, e finisce per salvare l’economia globale; oppure abbiamo le Porte dell’Inferno aperte in Asia occidentale.
L’ora si sta facendo tardi. Praticamente tutti i pezzi del puzzle stanno andando al loro posto.
Anche mentre la sua “enorme armata” viene dispiegata, neo-Caligola pubblica post/voci sociali all’Iran: “FAI UN ACCORDO” (originariamente in maiuscolo). Questa è la pressione massima in vigore. Neanche la possibilità di negoziare. È capitolazione o guerra.
Le tre principali richieste di Neo-Caligola:
- L’Iran dovrebbe abbandonare il suo programma nucleare – civile – nel senso di cessare completamente l’arricchimento dell’uranio.
- L’Iran deve ridurre al minimo il suo programma missilistico.
- L’Iran deve smettere di sostenere le “forze per procura” – come Hezbollah, Ansarallah yemenita e milizie irachene.
Non c’è assolutamente modo che l’Ayatollah Khamenei, l’IRGC e il Majlis – il Parlamento iraniano – siano d’accordo su qualsiasi punto di questo ultimatum, dettato, ovviamente, dall’asse sionista. Quindi nessuna capitolazione.
Ecco che Teheran alza drasticamente la posta in gioco.
Il Majlis ha già approvato la chiusura dello Stretto di Hormuz. La decisione finale spetta al governo/apparato di sicurezza iraniano. Questo è infatti vincolante per il governo e l’esercito, autorizzando di fatto l’IRGC, sotto piena copertura costituzionale, a sigillare lo Stretto di Hormuz.
Ne ho scritto ampiamente su Asia Times nell’ultimo decennio. All’epoca, gli esperti di derivati di Goldman Sachs erano fermi: se Hormuz fosse bloccata, prima o durante una guerra navale su larga scala nel Golfo, il petrolio potrebbe raggiungere i 700,00 dollari al barile.
E questo sarà solo temporaneo – perché l’intera economia globale crollerà.
Soprattutto, il blocco di Hormuz innescherebbe la detonazione del mercato dei derivati di DUE QUADRILIONI di dollari (miniera di tappo) – aggiornando il calcolo iniziale fuorviante della BIS (Banca dei Regolamenti Internazionali), collocato a 700 trilioni di dollari. Nel corso degli anni, diversi trader del Golfo, off the record, hanno concordato con i numeri del “quadrilione”.
Sempre nell’ultimo decennio, i Capi di Stato Maggiore Congiunti degli Stati Uniti hanno ammesso di non avere la capacità militare per mantenere aperta Hormuz. Rimane così.
Ora si passa al piccolo ignaro Gusano Marco Rubio – comprato e pagato dal miliardario sionista avvoltoio Paul Singer, che già aveva tratto profitto dall’operazione in Venezuela – che parla della “posizione delle forze” statunitensi vicino all’Iran.
Poiché 30-40.000 soldati statunitensi sono “a portata di migliaia di UAV e missili balistici iraniani”, è “prudente” avere forze per “difendersi da quella che potrebbe essere (secondo la definizione di Rubio) una minaccia iraniana”.
Naturalmente, questa “minaccia” non sarebbe mai venuta dall’Impero del Caos, del Saccheggio e degli Attacchi Permanenti – seguendo un sogno neo-conservatore già abbozzato alla fine degli anni ’90.
Quindi, secondo la logica di Rubio, l’esercito statunitense ora si riserva il diritto di lanciare un attacco preventivo contro l’Iran.
Supponendo che questo attacco preventivo avvenga, Teheran ha già segnalato, tramite un consigliere della Guida Suprema e il Ministero degli Esteri, tra gli altri, che non sarà una guerra limitata.
Traduzione: anche il fantasma di un Tomahawk che colpisce il territorio iraniano sarà risposto con una “risposta immediata e completa” che prenda di mira Tel Aviv e le basi statunitensi attraverso il Golfo.
Breve riassunto: neo-Caligola – almeno alla prima vista – presenta le sue minacce come un preludio a un “accordo” che di fatto amputerebbe il programma nucleare iraniano e tutti i suoi meccanismi di difesa/disuassione.
Tehran’s response: you attack us, and we destroy Israel as a functioning entity – plenty of hypersonic missiles are up to the task – and you, neo-Caligula, becomes responsible for the collapse of the global economy.
“Unconventional” weapons and “strategic surprises”
Venezuela was just a rehearsal. Iran is the Holy Grail.
Neo-Caligola non sta cercando di imporre un semplice blocco militare all’Iran. Sta lanciando una dura guerra d’assedio economica – mirata non solo all’Iran ma anche a Cina e Russia, interrompendo contemporaneamente i progetti di integrazione della Belt and Road Initiative (BRI) (Cina-Iran) e il Corridoio Internazionale dei Trasporti Nord Sud (INSTC, unendo Russia-Iran-India).
Questo è il livello successivo – ben oltre l’Ibrido, vicino a Hot – della guerra imperiale globale contro i BRICS, diretta contro ben quattro BRICS di vertice: Iran, Russia, Cina e India.
Siamo ben oltre la semplice “contenimento” dell’Iran. Questa è una minaccia sistemica, a tutto tondo, su tutto lo spettro geopolitico ed economico, che disturba direttamente i flussi energetici, i corridoi di connettività e le partnership strategiche. E tutto questo mascherato da semplice operazione di “sicurezza”.
La strategia navale asimmetrica dell’Iran, costruita con fatica dall’inizio del millennio, offre innumerevoli modi per contrastare un attacco imperiale: oltre 6.000 mine navali; dispiegamento di tattiche di sciame tramite piccole imbarcazioni armate di missili; innumerevoli missili da crociera e balistici antinave posizionati lungo la costa del Golfo Persico; decine di droni kamikaze, sottomarini e missili antinave sparsi sulle isole del Golfo.
L’Iran sta concentrando tutta la sua potenza di fuoco su quella che definisce la “prima linea di confronto”, come nel Golfo Persico. A differenza della guerra dei 12 giorni, tutto sarà usato nel teatro: armi “non convenzionali”; una serie di “sorprese strategiche”; nuovi missili ipersonici; Attacchi informatici massicci.
Chi ha un QI superiore alla temperatura ambiente del Dipartimento delle Guerre Eterne potrebbe fare i compiti, ad esempio, sul missile balistico antinave supersonico Khalij Fars, parte della strategia AAAD iraniana: velocità Mach 3; autonomia superiore a 300 km; oltre 650 kg di testata con cercatore EO/infrarosso. Il Khalij Fars si sarebbe divertito contro i bersagli facili americani.
L’Iran ha già spento i radar e sta spenendo, inclusi i radar civili dell’Aeroporto Internazionale Imam Khomeini, per proteggersi dai missili statunitensi e allo stesso tempo permettere l’installazione dei sistemi di disturbo russi Murmansk-BN (che necessitano del silenzio radar per essere calcolati correttamente).
Poi, dal lato imperiale, c’è l’imminente ingresso nel teatro dell’E-11A BACN: non un semplice aereo da sorveglianza, ma una sorta di enorme “router volante”: un Wi-Fi altissimo che collega F-35 e F-22 tramite diversi sistemi di comunicazione con forze di terra e navi, tutto in tempo reale ed evitando il famigerato e montuoso terreno dell’Iran.
Siete pronti a distruggere l’economia globale?
La NATO è, prevedibilmente, ormai ovunque, completa di retorica di cambio di regime stridente. Uno scenario valido determina che neo-Caligola potrebbe aver stretto un patto con gli euro-chihuahua: io mi astio dall’annettere la Groenlandia (per ora) ma tu sostieni la mia guerra contro l’Iran.
Entra in scena un’altra “coalizione dei disposti” (in realtà “costringiti”). Non c’è da stupirsi che ora l’IRGC venga designato come “organizzazione terroristica” da Bruxelles – al pari di al-Qaeda e ISIS (questi due, tra l’altro, completamente normalizzate da Washington, Bruxelles e persino Mosca).
Parallelamente, diverse basi NATO vengono allestite per aiutare la “massiccia armata” americana con un enorme ponte aereo.
Teheran ora ha compreso pienamente che ciò che il neo-Caligola e i suoi sostenitori sionisti vogliono davvero è un cambio di regime. Questo non ha assolutamente nulla a che fare con il programma nucleare iraniano.
Tuttavia, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad-Baqer Qalibaf continua a sottolineare che Teheran non si oppone al principio di dialogo e diplomazia, purché ciò comporti rispetto reciproco. Il sultano Erdogan della Turkiye, da parte sua, propone un trilaterale di alto livello tra Iran, Stati Uniti e Turchia, possibilmente tramite videoconferenza.
Ora tocca a neo-Caligola avverso la diplomazia e ai suoi sbalzi d’umore megalomani e narcisisti. Ecco così che sta arrivando tutto il dramma: o neo-Caligola e la sua “enorme armata” si fermano, aprendo spazio a discussioni, e finisce per salvare l’economia globale; oppure abbiamo le Porte dell’Inferno aperte in Asia occidentale.
È il tempo dell’Ora Zero.
Pepe Escobar
29/1/2026 https://strategic-culture.su/










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