L’Unione Europea si appresta a condividere dati con Israele che “potrebbero essere usati per uccidere i palestinesi”
di Soraya Kishtwari
L’Unione Europea sta portando avanti un controverso accordo di condivisione dati con Israele, nonostante gli avvertimenti che potrebbe consentire di prendere di mira e uccidere i palestinesi, secondo un’indagine dell’ONG Statewatch.
In base ai piani, l’agenzia di polizia dell’Unione Europea, Europol, scambierebbe informazioni personali sensibili sui palestinesi con la polizia israeliana, il cui quartier generale si trova nella Cisgiordania illegalmente Occupata.
Vi è anche la preoccupazione che l’accordo possa danneggiare i membri della Diaspora palestinese, con il rischio che gli attivisti in Europa possano essere presi di mira.
I dati includerebbero nomi, numeri di identificazione, luoghi, informazioni genetiche e biometriche e dettagli sulle opinioni politiche, le convinzioni e la vita privata delle persone.
Dal 2005, l’Unione Europea gestisce una missione in Cisgiordania a supporto dell’Autorità Palestinese nelle attività di polizia. Attivisti per i diritti umani avevano già avvertito che l’accordo sulla condivisione dei dati avrebbe potuto trasformare i membri di questa missione civile in “informatori” per Israele.
In un documento del 2022, trapelato di recente e ottenuto da Statewatch, i consulenti legali del Consiglio dell’Unione Europea avevano avvertito che consentire l’utilizzo dei dati nei Territori Palestinesi Occupati rischiava di legittimare l’Occupazione israeliana, in violazione del Diritto Internazionale.
Nonostante questo avvertimento, i negoziati sono proseguiti. La Commissione Europea, organo esecutivo del blocco, ha tenuto incontri sull’accordo con funzionari israeliani tra il 2023 e il 2026, durante il Genocidio israeliano a Gaza.
I colloqui precedenti si erano svolti tra il 2018 e il 2022 senza la conoscenza e la supervisione di un gruppo di lavoro del Consiglio dell’Unione Europea incaricato di monitorare i negoziati. Ciò ha portato alcuni eurodeputati ad accusare la Commissione di aver negoziato l’accordo in segreto e di non aver affrontato adeguatamente i rischi per i diritti umani.
I dati trasferiti tramite l’accordo “potrebbero essere utilizzati come informazioni sensibili a supporto di decisioni volte a colpire e uccidere i palestinesi”, ha affermato Eitan Diamond, responsabile e esperto legale presso il Centro di Diritto Internazionale Umanitario.
“L’Unione Europea rischierebbe di contribuire a privare arbitrariamente le persone della loro libertà e a sottoporle a maltrattamenti sistematici in condizioni di detenzione infernali”, ha aggiunto.
Giacomo Zandonini, che ha indagato sull’accordo, ha dichiarato che la minaccia maggiore per i palestinesi risiede nella “criminalizzazione, nelle restrizioni alla libertà di movimento e nella fornitura di informazioni sensibili alle agenzie israeliane, piuttosto che nelle azioni militari. Anche se le informazioni trasferite allo Shin Bet potrebbero portare ad assassinii mirati”.
Raji Sourani, un avvocato palestinese detenuto da Israele negli anni ’80 e fuggito da Gaza nel 2024, ha dichiarato a Statewatch: “La cooperazione prevista da questo accordo affonda le sue radici nella mentalità coloniale razzista dell’Europa e va contro di noi, contro le vittime del Genocidio. È come affidare i dati degli ebrei a Hitler”.
Sourani è la fondatrice del Centro Palestinese per i Diritti Umani, sanzionato dagli Stati Uniti nel 2025 per il suo coinvolgimento in cause intentate contro Israele dinanzi alla Corte Penale Internazionale.
La Commissione Europea ha affermato che qualsiasi accordo “conterrà garanzie a tutela dei diritti fondamentali, comprese garanzie in materia di protezione dei dati, come le restrizioni sull’utilizzo dei dati in relazione alla Pena di Morte”.
Soraya Kishtwari è una giornalista e redattrice.
17/8/2026 https://www.invictapalestina.org/









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